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Smart Working e ripartenza dei servizi
nella pubblica amministrazione,
Franchellucci (Ali): “Urge norma dettagliata”

COMUNI - Ali Marche ieri ha organizzato su iniziativa del presidente Nazareno Franchellucci, sindaco di Porto Sant’Elpidio, un momento di approfondimento pubblico, tramite diretta Facebook, al quale è intervenuto l’onorevole Ubaldo Pagano, componente della Commissione Bilancio
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Nazareno Franchellucci

Si fa un gran parlare di smart working, tra le aziende, tra le pubbliche amministrazioni, nel mondo del lavoro in generale. La recente emergenza legata al Coronavirus ha portato alla ribalta, una volta di più, questo nuovo modello organizzativo. “Opportunità per aumentare, semplificare e digitalizzare i servizi resi ai cittadini ma non un pretesto per esonerare qualcuno dal proprio dovere”, così Ali Marche che ieri ha organizzato su iniziativa del presidente Nazareno Franchellucci, sindaco di Porto Sant’Elpidio, un momento di approfondimento pubblico, tramite diretta Facebook, al quale è intervenuto l’onorevole Ubaldo Pagano, componente della Commissione Bilancio.

“Il tema del ritorno alla normalità nei Comuni è di attualità e Ali Marche lo aveva già posto in pieno lockdown nella riunione del proprio ufficio di presidenza. C’è dunque – spiegano da Ali Marche – l’esigenza di riaprire i Comuni considerato che cittadini e soprattutto imprese sono ripartiti e chiedono quotidianamente agli enti di poter usufruire dei servizi che gli stessi sono chiamati ad erogare. Questo, tuttavia, si scontra in parte con il quadro normativo attuale che prevede ancora lo smart working come modalità ordinaria di svolgimento del lavoro nella pubblica amministrazione.

A tal proposito il presidente Franchellucci ha posto ieri con forza la questione della mancanza di una normativa dettagliata e specifica, considerando che ad oggi la questione è regolata dalla sola direttiva 3/2020 della Funzione Pubblica, che non tiene in considerazione la peculiarità degli enti locali, quali enti erogatori di servizi maggiormente vicini ai cittadini.

La richiesta fondamentale avanzata da Ali Marche è quindi quella di una disciplina unitaria ed omogenea che consenta agli enti la graduale riapertura all’interno di un quadro di regole condivise coniugando, ovviamente, la sicurezza dei luoghi di lavoro, degli utenti e nel contempo la riapertura degli sportelli e degli uffici.

Una seconda richiesta è stata avanzata nel corso della diretta Facebook dal presidente Franchellucci a nome dell’Associazione dei Comuni che rappresenta. Una vera e propria ulteriore proposta: garantire una maggior flessibilità assunzionale per consentire soprattutto agli enti di minori dimensioni di poter coprire quelle figure professionali che si rendono necessarie per il funzionamento degli enti nella fase post emergenziale. Questo tramite la copertura al 100% di quei posti individuati come assolutamente necessari in questa fase.

Nel corso del suo intervento l’onorevole Pagano – continuano da Ali Marche – ha ribadito come lo strumento del telelavoro venga ritenuto strumento utile, e dalle statistiche risulta comunque ben sfruttato dalle pubbliche amministrazioni nella fase emergenziale, seppur con i limiti dati dalla carenza di dotazioni tecnologiche e dalla mancanza di percorsi formativi adeguati. Nelle intenzioni del Governo e della funzione pubblica per la pubblica amministrazione lo smart working verrà esteso come modalità ordinaria di svolgimento del lavoro anche dopo il mese di luglio, almeno fino al mese di settembre. Sicuramente il quadro normativo dovrà essere rivisto, ha ribadito Pagano, perché attualmente non adeguato, negli obiettivi del governo vi è comunque la previsione di far rientrare al lavoro almeno il 50% dei lavoratori (rispetto all’attuale 30%). Si sta lavorando ad un protocollo operativo a cura del comitato tecnico scientifico, nell’elaborazione del quale si è aperta un’interlocuzione con le associazioni rappresentative degli enti locali, al fine di elaborare delle modalità operative condivise. Confermato infine lo stanziamento di un ulteriore miliardo di euro per gli enti locali in aggiunta al fondo dei 3,5 già garantiti agli enti per lo svolgimento delle funzioni fondamentali“.


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