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Fase 3 per il Fratino
sulla spiaggia sangiorgese:
creato l’habitat “ruspa-free”

PORTO SAN GIORGIO - La Lipu: "In quel punto una Area Sperimentale per la Reintroduzione del Fratino, cioè una porzione di spiaggia, di circa 3000 metri quadrati, in cui si vuole salvaguardare l’habitat del fratino, mantenendo l’ambiente costiero più integro possibile"
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“Anche per il Fratino di Porto San Giorgio è iniziata la Fase 3. Dopo il periodo di cova, trascorso quasi tutto durante il lockdown, e il periodo della ‘infanzia’ passato sempre intorno all’area del nido, con frequenti ‘gite’ verso nord o sud, è giunto il momento della maturità in cui la famiglia dei fratini di Porto San Giorgio si è allontanata dall’area davanti alla colonia marina per percorrere, se non le vie del mondo, almeno le vie del litorale provinciale”.  E’ quanto annunciano dalla Lipu Lega Italiana Protezione Uccelli, del progetto ‘Life – ChooNa’.

In questa fase l’amministrazione comunale di Porto San Giorgio ha accolto la proposta della Lipu di creare in quel punto una Area Sperimentale per la Reintroduzione del Fratino, cioè una porzione di spiaggia, di circa 3000 metri quadrati, in cui si vuole salvaguardare l’habitat del fratino, mantenendo l’ambiente costiero più integro possibile. In questa parte di spiaggia ruspa-free verranno lasciate le dune e i naturali avvallamenti della sabbia formati dal vento durante l’inverno; verranno lasciate crescere le essenze peculiari della vegetazione psammofila (tipica della spiaggia), come il cakile o la cutandia, la medica litoranea o la salsola; verrà effettuata soltanto la pulizia a mano dell’inorganico, plastica e vetro, cioè i rifiuti umani, lasciando sul posto i rami eventualmente portati dal mare. Naturalmente questo non influirà sulla fruizione della spiaggia da parte dei bagnanti, che potranno passeggiare e piantare ombrelloni e prendere il sole come in tutte le spiagge libere (in cui peraltro vigono alcune prescrizioni dovute al covid). Tutto questo nella speranza che i fratini, dopo la felice esperienza del nido sangiorgese, possano decidere di ritornare nello stesso punto il prossimo anno.
Questa fase 3 – aggiungono dalla Lipu – costituisce una importante scelta dell’amministrazione comunale, poiché la presenza di un nido del Fratino a Porto San Giorgio ha rappresentato un evento rarissimo e prezioso: il Fratino è una specie in grave pericolo in Italia, la sua popolazione si è dimezzata negli ultimi dieci anni principalmente per la costante e diffusa antropizzazione turistica delle coste e spiagge. Il nido della colonia marina è stato il primo che sia stato censito e monitorato a Porto San Giorgio in tutte le sue fasi, dalla deposizione all’involo, e uno dei pochissimi in tutto il litorale dal Conero alla Sentina, ed è sicuramente segno di una spiaggia pulita, accogliente e sicura.
Certo, non si può ignorare che la ‘tranquillità’ su cui il fratino ha potuto contare nel mese di aprile sia stata dovuta principalmente al lockdown dovuto alla pandemia, e quindi una felice situazione per la natura effetto di una esperienza molto difficile per gli uomini, ma proprio per questo motivo, e poiché non avremo sicuramente un nuovo lockdown l’anno prossimo, la cittadinanza sangiorgese – che in questi due mesi ha mostrato grande interesse e attenzione per i nuovi ospiti – deve fare il possibile per tutelare l’habitat in cui si è verificato questo evento eccezionale, creando le condizioni perché si ripeta.
La Lipu ha inserito questo monitoraggio e questo progetto sperimentale nella attività del progetto Life-ChooNa! (“Choose Nature!”), patrocinato dalla Ue, e focalizzato su sei ambiti territoriali italiani in cui nidifica il Fratino, che ha visto numerosi volontari under-30 Esc (European Solidarity Corps) alternarsi nella vigilanza e nella pulizia del tratto di spiaggia sangiorgese.
La Lipu vuole perciò ringraziare vivamente l’amministrazione comunale di Porto San Giorgio che in tutto questo percorso ha dimostrato, e dimostrerà anche nei prossimi mesi, una grande sensibilità ecologica e spirito di collaborazione”.


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