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Liste d’attesa, l’ora della svolta
Livini:”Il Cup non funziona, sistema lento,
la risposta è ridurre i passaggi”

FERMO - Il direttore AV4 e il dr Santillo contrari a turni straordinari di notte e nei festivi:"Per fare queste cose serve il personale, agli operatori abbiamo già chiesto tanto durante l'emergenza"
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di Pierpaolo Pierleoni

“E’ il momento della ripartenza”. Inizia così il direttore d’area vasta Asur Licio Livini, per una sanità uscita da un’enorme emergenza, ora chiamata a riorganizzare e superare criticità e lungaggini. “Questa pandemia – la riflessione di Livini – ha imposto anche modalità di lavoro straordinarie, delle regole straordinarie e ci ha fatto cambiare il modo di gestire gli spazi di cura per i pazienti. Cambiamenti che inducono una serie di riflessioni sul sistema sanitario aziendale. Il decreto di riordino della sanità nazionale ha una filosofia che parla di numeri. Ma oggi c’è un quadro da ripensare e la sanità deve tornare al centro dell’agenda politica. Non è un bancomat da saccheggiare. Il diritto ad una prestazione sanitaria si attua attraverso la fruibilità dei servizi e degli spazi di cura, intesi sia come tempo che come spazio fisico che si dedica al paziente”.

Va pensato un nuovo modello, insomma, Livini è d’accordo con l’idea di valorizzare le strutture periferiche:”Certo che si può riaprire il discorso, ma non per allocare posti letto di assistenza ospedaliera, bensì per l’accoglienza extraospedaliera, le case della salute, hanno senso gli ex punti di primo intervento, insomma tutto ciò che è pre e post emergenza. Io nella riorganizzazione degli ex ospedali credo molto. Lo abbiamo fatto con le case della salute a Montegiorgio e Sant’Elpidio a Mare, qui è in dirittura d’arrivo l’accordo con 11 medici di base che andranno a lavorare dentro la struttura e gestiranno loro l’ospedale di comunità”.

Ad affiancare Livini c’è il dottor Fabrizio Santillo della direzione medica ospedaliera, che sta seguendo da vicino il problema delle liste d’attesa e la rimodulazione degli esami e delle visite. “Sono riprese – spiega – le attività ambulatoriali, che abbiamo portato all’esterno dell’ospedale, alla palazzina ex Inam, dove c’è un prefiltraggio affidato alla Fifa, il personale misura la temperatura e gestisce i tempi d’ingresso, avendo uno scadenziario definito”.

C’è un problema serio sulla gestione delle prenotazioni, Livini non lo nasconde:”La difficoltà sin qui è stata annullare le visite programmate, riprogrammarle con regole nuove. Chi aveva prenotazioni pendenti ha subito un disagio. Ad oggi il Cup regionale a livello elettronico non funziona. Le arrabbiature del paziente che non riesce a prenotare si scaricano poi sugli operatori di sportello. Il percorso è torppo lungo. Vai dal medico curante, ti fa una prescrizione, cerchi di prenotare telefonicamente, non riesci, vai al presidio, il vigilantes ti misura la febbre, paghi il ticket. Troppi passaggi. Il sistema va ripensato: serve mettere prenotazione e prescrizione insieme e devi sapere quello che paghi. Questo si può fare con la collaborazione dei medici di base che sono disponibili. Se non ci saranno difficoltà a livello sistemico la ritengo la strada da percorrere. La Regione ha già detto che intende andare su questa strada, purtroppo siamo un sistema lento”.

Contrari, Livini e Santillo, sui turni straordinari, notturni e festivi, per recuperare il tempo perso. “Per fare le cose ci vogliono le persone, non vogliamo far lavorare di notte e la domenica degli operatori che già danno dato tantissimo in questi mesi di emergenza – conclude il direttore d’area vasta. Ad oggi si eroga la metà delle prestazioni che si effettuavano prima. Sto aspettando che si rimodulino i tetti di spesa per il personale perchè ad oggi il personale che prendo viene stabilizzato, non posso prenderlo per uno o due mesi”. Sulla stessa lunghezza d’onda il dottor Santillo. “Il personale per assicurare tour de force h24 non c’è. Attività come radiodiagnostica permette un recupero dei tempi. All’attività ambulatoriale va aggiunta quella di reparto. C’è anche un problema con degli esami cancellati, è capitato che arrivi la chiamata registrata dal Cup che ricorda agli utenti un appuntamento già cancellato”.


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