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Scacco matto alla banda del Rolex,
la Squadra Mobile della Questura
incastra i pendolari del crimine

FERMO-IMPERIA - In manette tre persone di origini rumene bloccate a Imperia. Le indagini partite da Fermo con la Squadra Mobile della Questura sulle tracce dei ladri che avevano rubato, questa settimana, un orologio di pregio da una gioielleria del Fermano
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di redazione CF

Hanno rubato un orologio da 12mila euro da una gioielleria del Fermano. E da lì si sono spostati in Liguria. Ma ormai il loro destino era segnato. La Squadra Mobile della Questura di Fermo era già, infatti, sulle loro tracce. E così nel giro di pochi giorni dall’inizio delle indagini per tre persone si sono aperte le porte del carcere. Ma tutti i particolari e la ricostruzione dei fatti li fornisce, oggi, la stessa Questura di Fermo.

“All’inizio della settimana due soggetti, una donna ed un uomo, ben vestiti, sono entrati in una gioielleria del litorale fermano per, a dire loro, effettuare degli acquisti.
In particolare sembravano interessati ad alcuni orologi esposti in vetrina che hanno chiesto di provare. Mentre l’uomo è riuscito a distrarre il commerciante, la donna furtivamente ha prelevato uno degli orologi che il complice stava scegliendo, nascondendolo nella borsa. Dopo pochi minuti, adducendo una urgenza, si sono allontanati dal negozio senza acquistare nulla, promettendo che sarebbero tornati dopo poco.
All’uscita della coppia, l’esercente si  è accorto del furto dell’orologio di pregio, del valore di circa 12.000 euro.
Immediatamente la Questura è stata informata del furto e i poliziotti della Squadra Mobile hanno acquisito con estrema celerità ogni informazione per risalire all’identità degli autori del reato.
Le indagini hanno consentito di appurare che oltre alla coppia vi era un terzo componente della banda, il “palo”, che li attendeva a bordo di un’auto pronta per la fuga.
Le immagini dell’auto, rese dalle telecamere cittadine, hanno permesso di seguire parte del tragitto in uscita dal Comune ma hanno restituito anche elementi parziali della fisionomia dei delinquenti.
I volti ripresi, ricercati nelle banche dati a disposizione, hanno consentito agli investigatori professionisti della Polizia di Stato di arrivare all’identificazione dei soggetti nei confronti dei quali è iniziata una serrata caccia, diramando le loro ricerche e della vettura utilizzata in ambito nazionale con particolare attenzione rivolta alle Squadre Mobili delle città ubicate nelle zone di frontiera , nella convinzione che, in considerazione dell’accento straniero segnalato dal gioielliere e di altri elementi acquisiti dagli investigatori, la banda potesse essere in procinto di espatriare.
L’esperienza maturata dai segugi della Squadra Mobile fermana sulle dinamiche criminali ha avuto, anche questa volta, ragione.
Infatti, la Squadra Mobile della Questura di Imperia, anch’essa allertata da quella fermana, è riuscita a rintracciare il veicolo segnalato con a bordo i tre complici, cittadini rumeni quarantenni con precedenti penali per reati contro il patrimonio.
Prima del loro fermo, la Squadra Mobile della Questura di Fermo, in considerazione del modus operandi caratteristico di professionisti del crimine, ha analizzato un considerevole numero di reati analoghi commessi sul territorio nazionale, riscontrandone alcuni che per caratteristiche degli autori erano assimilabili a quello appena compiuto in questa provincia.
In occasione dell’intervento della Squadra Mobile ligure, al polso di uno degli uomini è stato trovato il Rolex oggetto del furto nel Fermano, che il ladro cercava di occultare, senza tuttavia riuscirvi; al polso della donna, un altro orologio di pregio, del valore di circa 6.500 euro. Immediato il collegamento effettuato dagli investigatori fermani con uno dei furti similari riscontrati, perpetrato la scorsa settimana in provincia di Grosseto, con analoghe modalità.
Ieri, in considerazione degli elementi di prova raccolti dalle due Squadre Mobili, l’Autorità Giudiziaria di Imperia ha convalidato il fermo dei componenti della banda, sequestrando gli orologi rinvenuti che potranno essere restituiti ai legittimi proprietari.
Proseguono senza sosta gli accertamenti della Squadra Mobile per ricollegare la responsabilità degli arrestati, per i quali si sono aperte le porte del carcere ligure, ad altri simili reati commessi dai pendolari del crimine sul territorio nazionale”.


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