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Casina delle Rose, Serena:
“Per un buon turismo sia hotel tutto l’anno,
valorizzare di più il Girfalco”

FERMO - Le considerazioni dello storico presidente di Italia Nostra del Fermano. "Non condivido perciò la proposta del Comune di destinare l’immobile ad alloggio per studenti durante l’anno accademico, e in estate utilizzarlo come hotel per turisti"
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Per fare buon turismo ci vuole un altro hotel. Alcune riflessioni sulla Casina delle Rose di Fermo. Il Girfalco deve essere valorizzato meglio e di più“. Questo, in sintesi, il contenuto di una lettera divulgata da Elvezio Serena, storico presidente di Italia Nostra del Fermano, su, appunto la Casina delle Rose e, più in generale, l’area del Girfalco”. Lettera che riceviamo e di seguito pubblichiamo.

“Ho appreso dalla stampa la notizia che il Comune di Fermo non venderà più la Casina delle Rose ed ha individuato fondi per ristrutturarla, con destinazione studentato, e d’estate turistica. Non mi meraviglia che i bandi siano andati deserti: chi spende due milioni di euro per acquistarla, ed almeno altri tre per ristrutturarla? L’immobile è ormai divenuto storico anche per gli eventi e i personaggi che l’hanno caratterizzato in oltre 60 anni di attività. Ho sempre pensato che il Comune stesso avrebbe dovuto riqualificarlo, per darlo in gestione ad un privato.

Espongo ora le mie modeste riflessioni a titolo personale, sulla base dell’esperienza svolta in oltre venti anni (1996-2015) come presidente di Italia Nostra del Fermano, quando ho invitato diverse sezioni a visitare la nostra città e provincia, oltre al Convegno nazionale con il Ministro Massimo Bray e Congresso dei soci nell’ottobre 2013, per cui ci siamo dovuti appoggiare anche a strutture di Porto S. Giorgio.
A Fermo, per fare buon turismo, ci vuole un altro albergo e la Casina delle Rose è da sfruttare per la posizione, il panorama, la storicità. Anche se, dal punto di vista paesaggistico, andrebbe demolito! Si predica la destagionalizzazione, ribadita in questi giorni anche dal Centro Studi e Ricerche “G. B. Carducci”, e poi si utilizza la struttura per scopi turistici solo due mesi all’anno. Durante le mie passeggiate in centro incontro spesso gruppi o famiglie che stazionano in città al massimo per mezza giornata, di passaggio tra Ascoli, Recanati e Urbino. Non ci possiamo accontentare di questo turismo, dobbiamo puntare a far permanere i visitatori almeno una notte.


Non condivido perciò la proposta del Comune di destinare l’immobile ad alloggio per studenti durante l’anno accademico, e in estate utilizzarlo come hotel per turisti.
Per gli studenti non si può allora utilizzare l’ex scuola Media “Betti”? (purtroppo spostata dal centro storico, quando andava ristrutturata, anche a costo di spendere di più che farne una nuova). Con freddo, caldo, pioggia o neve gli studenti di Ingegneria e Infermieristica con quali mezzi dovrebbero spostarsi fino al Girfalco, con valigie e zainetti, dalla sede universitaria di S. Caterina? Mi auguro che l’Amministrazione riveda il progetto in modo che il Consiglio comunale approvi la ristrutturazione della Casina delle Rose, ma con destinazione ad hotel tutto l’anno per incrementare il turismo. Sarebbe un valido appoggio per i convegnisti che utilizzano le prestigiose strutture del centro storico (Teatro dell’Aquila, Sala Ritratti, Auditorium S. Filippo, ecc.). Prevederei un ristorante interno, una sala congressi e uno spazio all’aperto da utilizzare per proiezioni cinematografiche estive, sala da ballo, feste, ecc.

Ma torno a ribadire, ancora una volta, le potenzialità del Parco del Girfalco, che deve essere valorizzato meglio e di più, a partire dal collegamento con bus navetta e/o trenino. Tale collegamento dovrebbe essere intensificato in occasione di grandi eventi, evitando così il malcostume di parcheggiare nelle aree vietate. L’ex casa del custode potrà essere utilizzata per una o più delle seguenti destinazioni: bar, pizzeria al taglio, piadineria, friggitoria, panineria, gelateria, spaghetteria, ecc., in modo da offrire un servizio prezioso a residenti e turisti, in particolare giovani. Andrebbe prevista anche una piccola area pic-nic con tavoli e sedie, a Fermo c’è solo al Ricreatorio San Carlo.
Possibilità di raggiungere la sommità del colle Sabulo in pullman: a fine anni Novanta venne in visita a Fermo, per la prima volta, la sezione Italia Nostra di Ancona e riuscii, con la collaborazione della polizia municipale, a far arrivare il bus al Girfalco per scaricare i passeggeri. Qualche anno fa ho visto degli orchestrali scendere dal pullman in largo T. C. Onesti e farsela a piedi, con gli strumenti, fino al Duomo: inaccettabile. E in caso di maltempo? Le auto arrivano dappertutto, i mezzi pubblici no”.


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