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La ‘sospensione’ di agosto
per gli avvocati di Fermo inizia
con la messa dell’arcivescovo Pennacchio

FERMO - Iniziativa unica nel suo genere, nel ricordo del patrono Sant'Alfonso Maria de' Liguori. L'esortazione di monsignor Pennacchio a curare la difesa degli assistiti, senza dimenticare di porre al centro la loro dignità di persone
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Gli avvocati del Foro di Fermo hanno dato inizio al consueto periodo di sospensione feriale (1-31 agosto) con un’iniziativa del tutto particolare: una messa presieduta dall’Arcivescovo di Fermo, monsignor Rocco Pennacchio, in occasione della ricorrenza del Santo Patrono degli avvocati, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori.

“Celebrazione unica nel suo genere, come lo stesso Arcivescovo ha tenuto a sottolineare, non conoscendo altre realtà forensi che abbiano organizzato un evento simile.
L’esigenza – spiegano gli avvocati del foro di Fermo – è maturata a seguito degli eventi drammatici che hanno sconvolto il Paese e per i quali viene ancora chiesto, per il rispetto e per il bene di tutti, di tenere alta l’attenzione sugli atteggiamenti da assumere. Questo periodo ha evidenziato due fondamentali aspetti: da una parte la costrizione dei comportamenti nel distanziamento e nell’isolamento, dall’altra la necessità ed il bisogno dell’altro, dello stare insieme, di ritrovarsi in una comunità, perché da soli non si riesce in nessuna impresa.
La celebrazione si è svolta questa mattina al Duomo di Fermo alla presenza di un nutrito gruppo di avvocati che hanno apprezzato l’omelia dell’Arcivescovo il quale, dopo aver commentato le letture del giorno afferenti alle figure del profeta Geremia e di Giovanni Battista, ha attualizzato il discorso per la qualificata assemblea esortando gli avvocati, nello svolgimento delle proprie funzioni, a ricercare la verità ed a perseguire la giustizia. Monsignor Pennacchio ha anche incoraggiato gli avvocati fermani a curare la difesa degli assistiti, senza dimenticare di porre al centro la loro dignità di persone. Centrale la figura del Santo Alfonso Maria de’ Liguori che è stato più volte citato nei tratti che lo hanno reso noto come avvocato, musicista ed infine santo.
La liturgia è stata animata dagli avvocati: lettori, cantori e strumentiste. Toccanti i canti scelti per la liturgia e le preghiere dei fedeli, specialmente quelle rivolte a tutti gli avvocati così come agli avvocati che hanno lasciato la vita terrena e che hanno impresso un ricordo indelebile nei familiari, negli amici, nei colleghi ed in quanti hanno avuto l’opportunità di collaborare con loro.
La cerimonia si è conclusa nel plauso generale ed è stata suggellata da una bella foto ricordo che ha incorniciato una mattinata da ricordare, e per la quale il foro sentitamente ringrazia monsignor Pennacchio, sempre disponibile e attento alle varie componenti sociali dell’Arcidiocesi fermana”.


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