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Ripartono le visite in carcere
del garante Nobili, prima tappa a Fermo

FERMO - Dalla Regione: "Prima tappa a Fermo, dove una settimana fa è stato registrato il suicidio di un giovane detenuto in misura cautelare"
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“Prima tappa a Fermo, dove una settimana fa è stato registrato il suicidio di un giovane detenuto in misura cautelare. Al centro dell’attenzione la questione sanitaria e la necessità di interventi specifici per soggetti con problemi psichici e psichiatrici. Nei prossimi giorni sopralluoghi anche negli altri istituti penitenziari marchigiani”. Così, in una nota stampa, la Regione sulla ripartenza delle visite in carcere del garante Andrea Nobili.

“Ripartono – si legge, appunto, nella nota della Regione – le visite in carcere del Garante regionale dei diritti. Terminata la prima fase di monitoraggio dopo il lockdown, infatti, Andrea Nobili aveva evidenziato la necessità di continuare a controllare la situazione visto anche il periodo estivo che negli scorsi anni ha fatto emergere diverse problematiche negli istituti penitenziari, soprattutto per quanto riguarda la vivibilità dei luoghi. Prima tappa di questa nuova ricognizione la Casa di reclusione di Fermo, dove una settimana fa è stato registrato il suicidio di un detenuto in misura cautelare. Al centro dell’attenzione, ancora una volta, la questione sanitaria, rappresentata in tutta la sua complessità carceraria. Al di là dell’emergenza epidemiologica, in tutti gli istituti permangono alcune criticità sul fronte delle tossicodipendenze e preoccupano le patologie di tipo psichiatrico, così come già segnalato nel ‘Report carceri 2019’, presentato dal Garante nel gennaio scorso e frutto di oltre 50 visite e 400 colloqui con i detenuti”.

“Quella sanitaria è una situazione complessa – ribadisce Nobili – aggravata dalla crisi economica e c’è la necessità di rimodulare l’approccio, con interventi che devono essere di tipo differenziato. Come ho già avuto modo di dire, per i soggetti con problemi psichici e psichiatrici non si può pensare alla semplice restrizione nell’istituto penitenziario”.

Secondo il Garante “attraverso il confronto e la collaborazione fra tutte le istituzioni competenti vanno individuati nuovi percorsi che abbiano la capacità da una parte di alleviare le responsabilità di chi lavora in carcere e dall’altra di salvaguardare l’incolumità dei detenuti affetti da patologie specifiche”. Le visite proseguiranno nei prossimi giorni negli altri istituti penitenziari marchigiani.


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