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L’INTERVISTA
Calcinaro e l’orgoglio civico:
“Alcune forze politiche sono totalmente disorientate, una mia indicazione per le regionali? Divertitevi”

FERMO - "Alcune forze politiche hanno fatto un ragionamento che credo rappresenti un elemento di grande maturità a cui la politica in generale dovrebbe ambire. Hanno visto che a Fermo c'è un amministrazione che funziona e che ha portato alla crescita della città"

 

di Paolo Paoletti

Dopo settimane e mesi di silenzio sembra finalmente accendersi la campagna elettorale per la scelta del nuovo sindaco di Fermo e della sua maggioranza. A riaprire le ‘danze’ sono state principalmente le forze di centro destra, con il caso della mancata lista prima da parte di Fratelli d’Italia e poi di Forza Italia. Al centro, la fiducia che i due partiti hanno dato al sindaco uscente Paolo Calcinaro. Un atto che ha scardinato ogni possibile coalizione di centro destra che, al momento, vede la Lega da correre da sola. Il tutto in concomitanza  con il voto per le regionali.

Fratelli d’Italia  non presenta la lista ma sostiene Mauro Torresi, quindi lei. Forza Italia ha annunciato pubblicamente la fiducia nell’operato della sua amministrazione e anche in questo caso niente lista. I detrattori sono scatenati e parlano di un Calcinaro sempre più ‘amico’ dei partiti cercando di creare incertezza nell’elettorato. Cosa sta accadendo?

Non credo che ci sia incertezza nell’elettorato ma nel quadro politico cittadino.  La situazione è semplice e sotto gli occhi di tutti. Alcune forze politiche oggi sono totalmente disorientate e stanno cercando di trovare scelte dell’ultimo secondo che certo non mi vedrò di condividere. Altre forze politiche della città hanno, già da mesi, fatto un ragionamento che credo rappresenti un elemento di grande maturità a cui la politica in generale dovrebbe ambire. Hanno visto che a Fermo c’è un amministrazione che funziona e che ha portato alla crescita della città. Di fronte a questo lavoro la domanda legittima è: perché dover presentare un simbolo solo per andare contro a prescindere? Ancor di più se quanto fatto in questi cinque anni è stato apprezzato. La politica dovrebbe valutare, al netto dei simboli e degli schemi generali imposti dalle strutture nazionali, come ha lavorato un’amministrazione pubblica e questo è stato fatto. Vedete, non siamo di fronte a delle tifoserie. L’obiettivo resta sempre quello di lavorare per il bene comune che in questo caso è la nostra città. Accettare le regole del gioco, quindi rinunciare ai simboli di partito, trovare dei cittadini che vengano unicamente dalla società civile e non  strutture di partito, sempre con un rapporto di stima e conoscenza reciproca: e cio è positivo. Significa anteporre l’interesse della città allo schieramento politico.

Non c’è il rischio che qualche partito, visto che lei è comunque il grande favorito, possa aver pensato di oscurare il simbolo per salire sul carro dei vincitori e poi eventualmente cambiare le carte in tavola in futuro?

Non è una cosa accettabile e su questo non mi ci troveranno. Poi sento iniziare a ripetere il ritornello di cinque anni fa: come faranno a ritrovarsi seppur così diversi? Ebbene ricordo che in cinque anni, con una maggioranza che va da Stefano Faggio a Mauro Torresi, di cose ne abbiamo fatte ma, per la prima volta nella storia recente della politica fermana, non è sfuggito un voto nella nostra maggioranza, in cinque anni: un record. In verità a Fermo la debolezza dei partiti è evidente. Questo significa che la visione iniziale del grande progetto civico a cui abbiamo dato vita, partendo da Piazza Pulita e insieme alle altre liste civiche ora in maggioranza, ha dimostrato tutta la sua validità, ha funzionato e sta funzionando. Persone con differenti convinzioni politiche che si mettono insieme, si confrontano e collaborano con l’unico obiettivo di far crescere la città. Ed è quello che ci ha portato a dove siamo oggi. Parimenti i partiti in cinque anni non hanno saputo ricostruire nulla nel rapporto con la città, indebolendosi sempre di più. Resto pienamente convinto che il percorso civico intrapreso è quello giusto e la storia di questi cinque anni lo dimostra: anche ora saremo dei cittadini, ovviamente con proprie idee o storie, che chiederanno la fiducia ai propri concittadini.

Però nelle liste a suo sostegno qualche nome noto della politica si legge, dall’ ex Forza Italia Alessandro Bargoni a Maria Antonietta di Felice, passando per l’ex segretario Pd Manolo Bagalini

Per me loro sono dei cittadini e persone con cui c’è stato e c’è un legame con me personalmente, legame che porta ad una fiducia reciproca. Nomi che hanno un’esperienza passata ma sono stati tra quelli che hanno avuto il coraggio di dire: voglio provare un percorso nuovo e diverso. Alcuni erano fermi da un po’, penso alla Di Felice.  Hanno voluto intraprendere una strada diversa e sicuramente anche meno comoda. Un conto essere nei ranghi di un partito che offre prospettive o eventuali ricollocamenti, altra cosa è spendersi personalmente per un progetto in cui si crede.  Io guardo le persone e il rapporto che ho con loro.  Penso ad Alessandro o Manolo che in consiglio comunale a volte si sono trovati ad affiancare l’operato della maggioranza pur non essendone parte, ma valutando caso per caso la qualità delle proposte e non per pregiudizio.

Non dimentichiamo la concomitanza con le elezioni regionali. I suoi voti fanno gola e una sua ‘benedizione’ potrebbe fare la differenza su Fermo per un candidato consigliere regionale. Chi lancia sospetti su presunti accordi sotto banco sbaglia?

A chi la pensa così dico, divertitevi a sbizzarrirvi con supposizioni politiche. Sicuramente non mi metto ad influire sul voto per le regionali. Ognuno voterà chi ritiene più vicino e meritevole di fiducia. Se avessi voluto muovermi su questo fronte bastava cedere alle lusinghe e candidarmi, di certo non mi sono mancate le offerte per la Regione. Non mi interessano.  La mia unica priorità è concentrarmi unicamente su Fermo. Non mi troverete certo a dare indicazioni su tizio, caio o sempronio. Invito tutti coloro che non hanno un’idea a riguardo a leggere i programmi, conoscere i candidati, le loro proposte per costruirsi la propria personale scelta di voto.

 Torniamo a Fermo e parliamo di futuro. Pensa che il progetto civico che ha guidato la città in questi cinque anni e che potrebbe continuare a farlo per i prossimi cinque, una volta terminato questo percorso,  sarà in grado di proseguire senza Paolo Calcinaro a fare da collante?

Per adesso oggettivamente è un progetto legato alla mia presenza, al mio modo distaccato di pormi rispetto alle battaglie politiche o partitiche classiche e al modo di concentrarsi sui temi della città. Se avrà un futuro lo capiremo nel corso di un eventuale secondo mandato. Se ci sono i presupposti sarebbe davvero bello continuare a dare prospettiva a questo lavoro. Anche se dopo 10 anni sicuramente l’impronta data alla città sarà ancora più evidente di quella attuale.

Veniamo alla campagna elettorale. Il dibattito si sta scaldando, che tipo di confronto si aspetta con i suoi avversari?

Da una parte sono contento di trovare dei competitors di stile. Mi riferisco a Renzo e, in caso di conferma, a Lorenzo Giacobbi, che conosco molto bene, per il centro destra. Mi immagino che con il passare delle settimane, da certe bocche da fuoco, soprattutto quelle da tastiera, il livello si alzerà e mi accuseranno di tutto. Magari mi accuseranno anche di dirigere la Spectre, la celebre organizzazione malvagia contro cui combatteva James Bond. A parte gli scherzi, spero che non prenda una piega del genere e che si parli di proposte per la città piuttosto che denigrare l’operato o addirittura la figura altrui.

 

 

 


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