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Decreto agosto, l’appello di Putzu:
“Le misure per il sud vengano estese all’area di crisi complessa per il calzaturiero”

IMPRESE - Putzu: "C’è il rischio che le imprese del nostro distretto perdano competitività, o che alcune ditte decidano di spostarsi in aree dove troveranno importanti facilitazioni, così da impoverire il nostro territorio."
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“Condivido la preoccupazione di imprenditori, artigiani ed associazioni di categoria, per le misure previste nel Decreto agosto del governo Conte. Come rilevato tra gli altri dai vertici di Confartigianato, viste le bozze del provvedimento che si stanno andando a delineare, ci saranno sgravi contributivi molto significativi per le imprese del centro-sud Italia, che consentiranno alle aziende di risparmiare circa il 30% dei contributi ai propri dipendenti”. Inizia così l’intervento di Andrea Putzu, candidato consigliere regionale per Fratelli d’Italia. 

Putzu che spiega: “Da quanto si sa, questa misura interesserà 8 regioni, partendo dall’Abruzzo per poi interessare tutte le regioni del sud. Premesso che il Mezzogiorno ha senz’altro bisogno di un piano di rilancio, c’è il serio rischio che queste misure penalizzino chi si trova appena sopra i territori che godranno di agevolazioni.  Per evitare che quanto rimane del nostro distretto calzaturiero si dissolva definitivamente, credo sia indispensabile che le misure previste nel Decreto agosto per il sud vengano estese quanto meno all’area di crisi complessa per il distretto calzaturiero.  Qualche giorno fa è stato firmato l’accordo che prevede 30 milioni di euro di fondi per gli investimenti delle imprese nella nostra area di crisi. Ma a quanto serviranno queste risorse, se appena più a sud delle Marche si troveranno condizioni molto più favorevoli per le aziende? C’è il rischio che le imprese del nostro distretto perdano competitività, o che alcune ditte decidano di spostarsi in aree dove troveranno importanti facilitazioni, così da impoverire il nostro territorio. E’ uno scenario che v scongiurato.  Cosa faranno le grandi aziende ed i marchi del lusso che acquistano nelle Marche? Quanto inciderà il 30% contributivo in un settore come il nostro, con un elevato impiego di manodopera ad alta intensità di lavoro? Credo che serva porsi questi interrogativi ed agire per evitare di danneggiare una regione ed un distretto produttivo che sono già in gravissima difficoltà. Il governo centrale non dia la mazzata finale al calzaturiero”.


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