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Identificato dalla Squadra Mobile
l’aggressore di don Mario Lusek,
si presenta in Questura e confessa

FERMO - Dalla Questura: "L’indagato, incastrato dalle risultanze investigative, ha deciso di confessare le sue responsabilità e si è così presentato presso gli uffici della Questura insieme al difensore di fiducia il quale lo aveva sollecitato ad ammettere le proprie colpe, raccontare la dinamica degli avvenimenti e le motivazioni della sua condotta"
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di Giorgio Fedeli e Sandro Renzi

Uno scatto di rabbia, null’altro. Non un’aggressione ‘mirata’ alla persona o all’abito talare. E questo, nel dolore per aver subìto la violenza, magari potrà alleviare un pò il dolore di don Mario Lusek, sapere insomma che quell’uomo che nei giorni scorsi lo ha picchiato al volto, non ce l’aveva con lui né tantomeno con l’istituzione ecclesiastica che rappresenta. Sì perché don Mario, parroco della chiesa di San Giorgio, il 21 agosto scorso, dopo un piccolo incidente stradale lungo la strada statale Fermana, è stato aggredito da un uomo che è salito nella sua vettura e lo ha colpito al volto per poi allontanarsi. Ma a distanza di soli 4 giorni quell’uomo ha già un nome e cognome. Con la Squadra Mobile ormai alla stretta finale sulla sua identità, l’uomo, sollecitato e accompagnato dal suo legale, Alessandro Ciarrocchi, ieri si è presentato in Questura e ha ammesso le sue responsabilità.

“La Polizia di Stato, a seguito di una tempestiva ed efficace attività di indagine immediatamente intrapresa all’indomani della violenta aggressione ai danni di don Mario Lusek avvenuta il 21 agosto scorso lungo la Strada statale 210 – comunicano infatti dalla Questura di Fermo – ha identificato e denunciato all’Autorità Giudiziaria il responsabile dell’aggressione, un uomo di circa 40 anni della provincia di Fermo, già noto alle forze dell’ordine.

“Gli investigatori della Squadra Mobile, subito dopo il fatto – spiegano dalla Questura di Fermo – hanno proceduto ad acquisire ed analizzare numerose immagini dei sistemi di videosorveglianza dei comuni di Fermo e Porto San Giorgio nonché le immagini dei sistemi di videosorveglianza privati che hanno consentito di ricostruire la dinamica degli eventi.
Gli operatori della Polizia Scientifica hanno provveduto, inoltre, ad effettuare i rilievi fotografici dell’autovettura della vittima al fine di documentare i danni riportati dal veicolo a seguito della leggera collisione anche per rilevare elementi da confrontare con l’autovettura del responsabile dell’aggressione.
L’attività di indagine intrapresa è stata estesa anche alla ricerca di testimoni che erano transitati o che potevano trovarsi in quei luoghi durante i momenti dell’aggressione cosicché, raccolti determinanti ed inconfutabili elementi nei confronti di un soggetto, lo stesso veniva in brevissimo tempo rintracciato dagli operatori della Squadra Mobile presso la sua abitazione e denunciato per l’aggressione.
Nella giornata successiva alla redazione degli atti a suo carico l’indagato, incastrato dalle risultanze investigative, ha deciso quindi (consigliato anche dal suo legale, l’avvocato Alessandro Ciarrocchi) di confessare le sue responsabilità e si è così presentato presso gli uffici della Questura insieme al difensore di fiducia il quale lo aveva sollecitato ad ammettere le proprie colpe, raccontare la dinamica degli avvenimenti e le motivazioni della sua condotta.
Il reo confesso ha rappresentato agli investigatori che le ragioni della violenta aggressione erano riconducibili ad uno scatto di rabbia, del quale si era pentito, provocato dal contatto tra i due veicoli e che non sapeva assolutamente che quella persona fosse Don Mario, parroco della Chiesa di Porto San Giorgio”.

Nel ricostruire i concitati momenti che hanno preceduto e seguito l’aggressione al parroco, gli investigatori, infatti, hanno esaminato pure le immagini delle telecamere funzionanti ed installate dal Comune all’ingresso della città di Porto San Giorgio prima del viadotto Petronilla. Immagini che gli uffici hanno prontamente messo a disposizione della polizia e mostrerebbero l’auto di Don Mario dirigersi verso est subito dopo l’aggressione, come peraltro dichiarato dallo stesso parroco agli agenti.

“Esprimo soddisfazione e massimo apprezzamento – il commento, a caldo, del sindaco di Porto San Giorgio, Nicola Loira – per l’attività investigativa effettuata in questi giorni dalla Polizia di Stato che ha indotto l’aggressore di don Mario Lusek a presentarsi in Questura quale reo confesso dei fatti delittuosi perpetrati nei confronti del nostro parroco. Ringrazio anche i privati che hanno messo a disposizione le immagini dei propri sistemi di videosorveglianza che, integrate con quelle registrate dalle apparecchiature comunali, si sono rilevate utili alla indagini”.

 

Picchiato a sangue don Mario Lusek: un uomo sale nella sua auto e lo colpisce: la Polizia a caccia dell’aggressore


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