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Il questore Soricelli lascia Fermo:
“Qui resterà una parte del mio cuore”
Al suo posto Rosa Romano

FERMANO - Il questore che ha dato vita alla Questura di Fermo: "Abbiamo fatto un buon lavoro, e credo, spero, che questo sia un pensiero condiviso dai cittadini. Quali risultati? Sicuramente un maggior presidio del territorio, sia dal punto di vista della repressione che della prevenzione. Insomma una presenza maggiore e costante dello Stato anche dal punto di vista dell'organizzazione dell'ordine pubblico. Tutto è sempre filato liscio, basti pensare al Jova Beach Party o alle numerose visite istituzionali. Il sistema sicurezza ha sempre funzionato al meglio, anche grazie a una sinergia esemplare con tutte le forze in campo. E questo ha dato e continua a dare frutti importanti"
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Il questore Luciano Soricelli

di Giorgio Fedeli

“Il Fermano è un territorio che porterò per sempre nel cuore. Anzi, meglio, qui lascio una parte del mio cuore”. Non nasconde un lieve nodo in gola, il questore Luciano Soricelli nel confermare la notizia trapelata in questi giorni tra gli ambienti delle forze dell’ordine sul suo imminente trasferimento che lo porterà, dal primo settembre, alla guida della Questura di Isernia, a pochi chilometri da casa. E al suo posto arriverà la collega Rosa Romano, dirigente superiore del Compartimento ferroviario del Veneto e già vicario della Questura di Bari. Dunque, parentesi di colore, dopo la prefettura di Fermo, fin dall’inizio ‘in rosa’, anche la Questura che Soricelli ha guidato nella sua gestazione e nei suoi primi anni di vita, avrà alla guida una donna.

Tornando a Soricelli, ormai ai saluti: “Questo è un territorio splendido, oserei parlare di modello fermano, dove ho potuto riscontrare la massima sinergia con tutte le realtà con cui abbiamo collaborato, dalle altre forze dell’ordine, alle associazioni, dagli enti alle componenti sindacali, un personale e funzionari impeccabili, professionisti. Ringrazio tutti colori, a partire dai cittadini, che ci sono stati vicini e hanno collaborato con noi in momenti molto delicati come quello recente del lockdown”. Sì, si diceva, Soricelli ha traghettato il Fermano verso l’essere una provincia con la sua Questura: “Abbiamo fatto un buon lavoro, e credo, spero, che questo sia un pensiero condiviso dai cittadini. Quali risultati? Sicuramente un maggior presidio del territorio, sia dal punto di vista della repressione che della prevenzione. Insomma una presenza maggiore e costante dello Stato anche dal punto di vista dell’organizzazione dell’ordine pubblico. Tutto è sempre filato liscio, basti pensare al Jova Beach Party o alle numerose visite istituzionali, come quella del ministro dell’Interno. Il sistema sicurezza ha sempre funzionato al meglio, anche grazie a una sinergia esemplare con tutte le forze in campo. E questo ha dato e continua a dare frutti importanti.  Di questo sono davvero contento, felice. Oltretutto lascio la Questura di Fermo in ottime mani: arriverà la collega Rosa Romano, donna di grande esperienza e spessore. Ma questa mia felicità è smorzata, inutile negarlo, dal fatto che devo andarmene, devo lasciare una provincia meravigliosa. E che, però, porterò sempre con me” e anche il Fermano avrà impresso nella sua memoria il nome di Luciano Soricelli, colui che ha dato vita e ha fatto crescere un’istituzione che la provincia attendeva da tempo. Con una Polizia di Stato sempre più presente.


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