facebook twitter rss

Per gli alberghi crisi nera
Ricavi in calo anche del 40%
Vecchi:”Abbiamo coperto solo i costi”

TURISMO - Tempo di bilanci per il comparto turistico. Per gli albegatori stagione da dimenticare quella che sta per chiudersi. Fatturati in picchiata: -40%. "Abbiamo aperto nonostante il Covid ma di fatto siamo risuciti a coprire solo le spese" dice Vecchi, presidente dell'Ataf.
Print Friendly, PDF & Email

di Sandro Renzi

I numeri, quelli ufficiali che certificano presenze ed arrivi nelle strutture alberghiere delle Marche, sarà la Regione a fornirli come da prassi entro novembre. Quelli sul fatturato, invece, sono subito a portata di mano degli operatori e bastano per confermare che la stagione estiva non è andata certo per il meglio e fornire una fotografia del settore che, almeno nella Provincia di Fermo, è riuscito solo a sopravvivere. Non poteva essere altrimenti, complice il Covid ovviamente. “La premessa è d’obbligo per sgombrare il campo da commenti e giudizi -dice Gianluca Vecchi, presidente dell’Ataf- solo noi operatori possiamo effettivamente dire come è andata questa stagione. E l’analisi non può fermarsi ad un mese ma deve riguardare l’intero anno. I numeri sulle presenze li sapremo a novembre, ma i nostri fatturati, sentendo anche i miei colleghi, sono in picchiata, tra il 30 ed il 40% in meno“. Quanto basta per far dimenticare agli albergatori del fermano la stagione estiva 2020. Sufficiente per fare un primo bilancio che lo stesso Vecchi “spacchetta” in tre momenti.

“A giugno siamo rimasti chiusi e non abbiamo lavorato, a luglio solo nel fine settimana si sono visti i turisti, ma ad agosto, nel periodo compreso tra il 10 ed il 24 le strutture erano sold out” prosegue il presidente dell’Ataf “è questo l’unico periodo in cui è andata bene. Potremmo aggiungere anche qualche giorno in più di agosto ma a breve avremo a che fare con l’incognita di settembre”. Già, perché con agosto alle spalle, sarà quasi impossibile fare previsioni per l’autunno. Stagione, quest’ultima, notoriamente vocata al turismo religioso. “Ma le ferree norme anticovid hanno limitato anche i margini di manovra del centro neocatecumenale -osserva Vecchi- a partire dalle regole sul distanziamento e quindi sulla capacità ricettiva della struttura”. Insomma, quella che poteva essere un’ancora di salvezza per allungare la stagione, quest’anno forse non ci sarà. Loro, gli albergatori, non si perdono d’animo. Non lo hanno fatto a primavera e non lo faranno di certo adesso. “Abbiamo scommesso sulla riapertura estiva e siamo stati premiati perché almeno siamo riusciti a coprire i costi”. Tutti gli alberghi hanno aperto i battenti e nessuno ha optato per una sosta post Covid. “Per tornare a parlare di utili dovremo aspettare il 2021 e cercare di superare tutte le avversità ed i costi che sono cresciuti, a partire da quello che abbiamo dovuto mettere in campo per garantire la sicurezza dei nostri ospiti” rimarca ancora Gianluca Vecchi.

Una mano è arrivata dal bonus vacanze. Quasi tutti lo hanno accettato. “Anche se andava strutturato diversamente. Ad esempio poteva essere concesso a chi prenotava almeno sette giorni e questo avrebbe consentito di non avere buchi in mezzo alla settimana. Comunque nel loro piccolo hanno dato una spinta al settore come l’hanno data l’esenzione dall’Imu o lo sconto sulla Tari”. Tante misure che hanno cercato di frenare la crisi del comparto turistico. “Non altrettanto il contributo a fondo perduto che è stato parametrato al solo mese di aprile invece che al semestre” dice ancora Vecchi che ritiene prioritario in questa fase puntare più che sulla politica assistenzialista su quella che favorisce lo sviluppo “mi riferisco al bonus 110% per le ristrutturazioni. Chiediamo che venga esteso anche agli alberghi. In soli due anno avremmo strutture moderne ed efficienti contribuendo a far girare l’economia”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X