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Il regista premio Oscar Oliver Stone conquistato da Fermo: “Cisterne romane stupefacenti”

FERMO - Villa Vitali sold out per la presentazione del libro del regista statunitense. Il Sindaco Calcinaro: “una giornata speciale e un onore per Fermo, il livello di una città per cui i cittadini possono essere orgogliosi”
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E’ rimasto colpito dalla bellezza di Piazza del Popolo, ha ammirato la Sala del Mappamondo e le Cisterne romane definendole “stupefacenti”, ha apprezzato la suggestione di vicoli e vie del centro storico cittadino.

Visita in città del tre volte Premio Oscar Oliver Stone, prima della presentazione del suo libro autobiografico Cercando la luce (Chasing the light), edito da La Nave di Teseo. Accompagnato dal Sindaco Paolo Calcinaro, dal Prefetto Vincenza Filippi e dall’assessore alla cultura Francesco Trasatti, Stone, uno dei più grandi cineasti al mondo, ha avuto così anche occasione di poter vedere la città e le sue principali meraviglie.

Quindi il regista di film memorabili come, solo per citarne alcuni, Fuga di mezzanotte, Scarface, Salvador, Platoon, Wall Street, Nato il quattro luglio, JFK. Un caso ancora aperto, Gli intrighi del potere – Nixon, World Trade Center, Snowden, è stato accolto dalla platea di Villa Vitali e, intervistato da Silvia Bizio de La Repubblica, ha parlato del suo nuovo libro, uscito giovedì, l’autobiografia intima e avvincente di un maestro del cinema, un ritratto spietato dell’America, di Hollywood e della nostra storia, dei suoi sogni e dei suoi fantasmi.

Sul palco prima dell’intervista a salutarlo Paolo Rossi Pisu, Presidente della Genoma Films, Giorgio Ciani (Genoma Films) ed il Sindaco Paolo Calcinaro che gli ha rivolto parole di benvenuto facendogli omaggio, al termine della serata, di una targa a nome della Città di Fermo. Poi ha dichiarato: “è un onore avere avuto a Fermo il maestro Stone, una giornata speciale, il livello di una città per cui i cittadini possono essere veramente orgogliosi”. E dopo una breve videoclip con i maggiori film del regista, la conversazione fra Stone e Silvia Bizio nel corso della quale il regista ha rievocato la sua infanzia, il suo essere stato volontario in Vietnam, l’importanza nella sua vita della scrittura.

Questo scrive Stone nella sinossi del libro: “La storia che state per leggere parla della voglia spasmodica di realizzare un sogno a tutti i costi, anche senza soldi. Parla dell’arte di arrangiarsi, tirando la cinghia, improvvisando, sgomitando, inventandosi espedienti pur di realizzare un film e portarlo nelle sale, senza sapere da dove arriveranno i soldi per il prossimo giorno di paga – o il prossimo monsone, o il prossimo morso di scorpione. Parla della volontà di non darsi mai per vinto. Parla di bugie spudorate, lacrime e sudore, sopravvivenza. Parte da una magica infanzia newyorkese e, passando per il Vietnam e gli strascichi che quella guerra ha lasciato in me, arriva ai miei quarant’anni e a Platoon. Parla di crescita. Parla di fallimenti, sconforto. Di successi giovanili e arroganza. Parla di droga e dei tempi che abbiamo attraversato dal punto di vista politico e sociale. Parla di fantasia, di un sogno di bambino e del fare di tutto pur di realizzarlo. E ovviamente è costellata di inganni, tradimenti, di farabutti ed eroi, di persone che ti rinfrancano con la loro presenza e di persone che ti distruggono, se solo glielo permetti.”

Fermo ha rappresentato l’ultima tappa del tour marchigiano del regista, dopo Pesaro, Fano e Senigallia, in un evento che ha visto insieme Comune di Fermo, Regione Marche, Fondazione Marche Cultura, Genoma Films.


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