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Raid nella sezione fermana del Cai,
Pierini: “Lunga scia di danni,
secondo furto in un anno”

FERMO - Sul furto indagano i carabinieri. L'appello del vicepresidente: "Francamente siamo un pò stanchi di subìre queste angherie. Sicuramente ora ci attrezzeremo, per come possiamo, per evitare che tutto ciò torni a ripetersi. Se anche dal Comune potessero venirci incontro, magari con un portone più resistente, certo ne saremmo grati"
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di Giorgio Fedeli e Andrea Braconi

“E’ già la seconda volta che vengono. Ma cosa pensano di trovare? Qui denaro non ne teniamo. Però del denaro ora va speso per sistemare i danni, ingenti, che hanno lasciato”. E’ un Gino Pierini, vicepresidente Cai Fermo, sconsolato quello che conferma la notizia del furto subìto dalla sezione di Fermo del Club Alpino Italiano, in largo Mora.

Alcuni banditi, infatti, tra mercoledì notte e giovedì notte hanno fatto irruzione nella sede Cai rovistando dappertutto, e trafugando solo qualche spicciolo. Ma per mettere a segno il loro piano criminale, hanno lasciato, si diceva, una lunga scia di danni. Infissi piegati, porte e serrature danneggiate, armadietti forzati. “Noi siamo una semplice associazione ma il fatto che i ladri siano venuti a ‘farci visita’ due volte nell’arco di un anno (la prima volta l’estate scorsa), beh questo inizia a preoccuparci. Noi ce ne siamo accorti ieri pomeriggio, con il segretario che, passato in sede, si è ritrovato davanti la baraonda, e già abbiamo sporto denuncia ai carabinieri che hanno effettuato anche un sopralluogo. Francamente siamo un pò stanchi di subìre queste angherie. Sicuramente ora ci attrezzeremo, per come possiamo, per evitare che tutto ciò torni a ripetersi”, poi l’appello al Comune, proprietario dei locali: “Se magari anche dall’ente comunale potessero venirci incontro, magari con un portone più resistente, certo ne saremmo grati”. Appello al Comune, ma non solo: “Per evitare di subìre questi furti, queste violazioni – conclude Pierini – serve la collaborazione di tutti, tra tutti. Ecco perché vorremmo sensibilizzare l’opinione pubblica nell’unirsi per contrastare la delinquenza”.


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