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Nuovo ospedale, Livini e Cesetti
a Zacheo e Catalini: “Tutto falso, ecco come
cambierà la sanità fermana in tre anni”

FERMO -"Nei primi mesi del 2021 - illustra Livini - attiveremo 335 posti letto (290 quelli attivi attualmente, ndr) che con quelli del nuovo nosocomio arriveranno a 362. In virtù di ciò abbiamo chiesto anche un ulteriore personale che comprende: 111 infermieri, 33 oss e 36 medici"
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L’assessore regionale al bilancio Fabrizio Cesetti con il direttore di Area vasta 4 Licio Livini

 

di Leonardo Nevischi

Dopo la tematica de “La grande bugia” e le aspre critiche mosse nella giornata di ieri da Pasquale Zacheo e Giambattista Catalini, il dibattito relativo al nuovo ospedale di Fermo si arricchisce di un nuovo capitolo, che potremmo riassumere con “La grande smentita”. Questa mattina infatti, presso l’ex teatrino di via Zeppilli, il direttore di Area vasta 4 Licio Livini e l’assessore regionale al bilancio Fabrizio Cesetti hanno detto la loro, fatto il punto sulla costruzione del nosocomio che sorgerà a Campiglione.

«La sanità non può essere utilizzata per strumentalizzazioni – ha esordito Livini – Vogliamo riportare chiarezza sulla vicenda legata al nuovo ospedale. Quando abbiamo preso in mano il progetto all’inizio del mandato della giunta Ceriscioli, abbiamo preso un progetto datato e lo abbiamo recuperato dal punto di vista della riproposizione tecnica. Questa componente tecnica ha lavorato insieme a quella politica affinché si riuscisse a dare a questo ospedale 362 posti letto (inizialmente ne erano 312), 7 sale operatorie (rispetto alle 3 previste nel vecchio progetto), ampliare gli spazi del blocco operatorio e le superfici dell’oncologia, dare posti letto alla cardiologia ed alla neurologia e allestire spazio per la radioterapia. Abbiamo pensato di creare subito collegamenti al Murri, che rimane ospedale di supporto di quello di Campiglione e che ci è stato garantito dagli enti superiori che è una struttura che rimarrà a Fermo».

A fare eco a Livini è proprio l’assessore al Bilancio Cesetti, che si dimostra più agguerrito che mai: «Ho il dovere di ristabilire la verità. A me sorprende che due uomini di assoluto valore nella loro vita professionale, quando vestono i panni dei politici possano comportarsi in questo modo – sottolinea il primo presidente della provincia di Fermo, oggi assessore regionale al Bilancio, riferendosi ai consiglieri Zacheo e Catalini -. Quello che è stato riportato è semplicemente falso. È falso che l’ospedale di Fermo sia un bluff, è falso che i fondi dell’ospedale sarebbero vincolati alla vendita del Murri in quanto non solo non è prevista alcuna vendita del Murri ma anche perché quest’ultimo sarà addirittura potenziato e sarà una struttura di assoluto valore che si andrà ad integrare con quella nuova a Campiglione. Ciò che è stato dichiarato ieri è inoltre falso perché i 70 milioni di fondi di cui si parlava sono stati messi nel bilancio regionale 2016-2019 ed è scontato che i fondi siano a bilancio altrimenti non poteva partire la gara per la realizzazione».

«Nel bilancio 2020-2022 – seguita Cesetti – sono stati destinati all’ospedale di Fermo ulteriori 30 milioni, esigibili nel 2022 perché così hanno dichiarato i dirigenti che portano la responsabilità dell’atto, in quanto sarebbe stato grave se fossero stati emessi prima e poi non fossero stati spesi. Il fatto che queste risorse ci siano è testimoniato dal bilancio: non avremmo potuto approvare la variante dell’ospedale di Fermo che prevede un ospedale più moderno, nel quale sono stati fatti tutti gli adeguamenti innovativi e nel quale sono presenti i dissuasori sismici senza una copertura finanziaria. Tra l’altro il progetto del nuovo ospedale è stato validato da una società esterna, la Rina Chek di Genova, e pensate che può essere approvato un progetto che non abbia la copertura finanziaria? – si interroga in maniera retorica l’assessore al bilancio che poi chiosa – I lavori sono stati consegnati a luglio e il tempo di realizzazione è di 36 mesi».

Un Cesetti che punta a smentire ogni singolo punto toccato 24 ore prima dal tandem Zacheo-Catalini: «Ho letto che gli 11 milioni della viabilità sono stati destinati ad altre province: questo è totalmente falso. Nella delibera 972 del 5 agosto 2019 vengono destinati alle viabilità di adduzione del nuovo ospedale di Fermo 11 milioni dei 53 previsti per la regione Marche. Ossia alcuni milioni di euro sono stati destinati sì alle altre province, ma all’interno dei 53: dunque quella di Fermo rispetto alle altre ha preso addirittura di più (divisi equamente sarebbero stati 10,6 milioni a provincia, ndr). Per la viabilità intorno all’ospedale sono stati finanziati 3.8 milioni per ponte San Claudio, mentre 7.2 milioni sono stati così divisi: 700 mila euro per la strada la Corta, 5 milioni per la 204 lungo Tenna, 700 mila per l’intersezione sulla Mezzina tra Monte Urano e Torre San Patrizio, poi 800 mila euro per la rotatoria di San Marco».

Sull’aspetto della progettazione esecutiva della viabilità Cesetti puntualizza che «i lavori sono stati affidati alla Carron come appalto complementare a quello dell’ospedale ai sensi dell’articolo 57 comma 5 lettera a del decreto legislativo del 2006» e poi lancia una frecciatina: «Ci lamentiamo che non è stata fatta una gara, quando vediamo sempre più spesso quello che succede nel nostro paese quando si parla di ricostruzione? Ogni giorno ci lamentiamo con la burocrazia che ci impone di fare le gare per tutto ed una volta che riusciamo ad affidare i lavori in modo assolutamente legittimo attraverso una legge ci lamentiamo?»

Sulla questione relativa al cartello affisso all’ingresso del cantiere dell’ospedale, invece, spiega: «I lavori non sono fermi. L’ospedale di Fermo è l’unico in Italia che ha tutto in ordine dal punto di vista burocratico-amministrativo. I lavori vanno avanti sia come viabilità sia come realizzazione dell’ospedale e questo è testimoniato dal fatto che ad agosto i miei uffici al bilancio hanno rilasciato un Sal (stato avanzamento lavori) di 600 mila euro per la viabilità ed a settembre di 3,8 milioni per la liquidazione dei lavori dell’ospedale».

Cesetti chiude la replica a Zacheo e Catalini toccando l’ultimo concetto, quello riguardante l’alienazione del Murri. «Quando nel 2011 venne presentato il progetto per l’ospedale di Fermo, la realizzazione di quest’ultimo non era prevista. A quel tempo hanno previsto la copertura finanziaria con l’alienazione degli ospedali, ma quella delibera risale al 2011, ai tempi di Spacca, e non c’entra assolutamente nulla con la storia attuale. Quelle erano solo parole, noi l’ospedale lo stiamo realizzando davvero, ma ripeto che il Murri non verrà ceduto ma piuttosto sarà potenziato e fungerà da supporto della nuova struttura».

Chiusa la parentesi relativa alla replica alle dichiarazioni di Pasquale Zacheo e Giambattista Catalini, la parola torna nuovamente a Licio Livini che illustra come cambierà nei prossimi tre anni la sanità fermana.

«Molto probabilmente il 2023 sarà il traguardo entro cui la nuova amministrazione regionale potrà inaugurare non solo il nuovo ospedale di Fermo ma anche la nuova struttura di Amandola. Inoltre, ad elevare in termini quantitativi e qualitativi le attività ed i servizi della sanità fermana ci saranno nuovi posti letto per le terapie intensive e sub-intensive, ci sarà un potenziamento delle aree mediche di pronto soccorso e posti letto anche sulle residenziali territoriali».

«Nei primi mesi del 2021 – illustra Livini – attiveremo 335 posti letto (290 quelli attivi attualmente, ndr) che con quelli del nuovo nosocomio arriveranno a 362. In virtù di ciò abbiamo chiesto anche un ulteriore personale che comprende: 111 infermieri, 33 oss e 36 medici».

«Nel discorso dei possibili finanziamenti ci sono anche 68 posti di Rsa nella struttura di Campofilone e le convenzioni fatte con Montefalcone e Sant’Elpidio a Mare per posti letti di residenza protetta per anziani. Inoltre stiamo ultimando i lavori per mettere a posto il Murri da un punto di vista antisismico e abbiamo un progetto approvato dalla regione Marche e validato dall’Asur, che riguarda la chirurgia robotica: interesserebbe le tre aree vaste di Fermo, Ascoli e Macerata e potrebbe essere utilizzata al Murri nei campi dell’urologia, della chirurgia, della ginecologia e dell’otorino. Infine abbiamo chiesto un ampliamento dei posti letto per quanto riguarda le malattie infettive ed un servizio di pneumologia».

Per quanto riguarda la situazione Covid-19, il direttore è fiducioso: «La situazione ad oggi è abbastanza gestibile e io firmerei affinché rimanesse così. È logico che con l’inizio della scuola potrebbe essere messo alla prova il nostro sistema sociale e sanitario. Forse nel periodo estivo qualcosa poteva essere evitato, ma adesso ognuno deve fare la sua parte: dai ragazzi nelle scuole alle istituzioni».

 


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