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Università, Fermo punta
sul nuovo corso di logopedia:
“Possibilità in più per la nostra sanità”

FERMO - I corsi finanziati dalla Regione saranno triennali a numero chiuso (fisioterapia, logopedia e terapista della neuro e psico motricità dell'età evolutiva) e una laurea magistrale in scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione. La soddisfazione di Gregori, Calcinaro, Palma, Livini e Macarri
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di Andrea Braconi

Nonostante le mascherine anti Covid, nei volti (e nelle voci) di Paolo Calcinaro, Gian Luca Gregori e Alberto Palma c’è tutta la soddisfazione per un traguardo di cruciale importanza per la città di Fermo. Con la delibera regionale 1260 del 5 agosto scorso, a fronte delle note problematiche la Regione ha infatti deciso di stanziare 720.000 euro per 4 nuovi corsi su temi sanitari. Da qui l’accordo con la Politecnica tramite la Facoltà di Medicina per i corsi triennali a numero chiuso di fisioterapia, logopedia e terapista della neuro e psico motricità dell’età evolutiva, oltre alla laurea magistrale in scienze delle professioni sanitarie della riabilitazione.

“Questi corsi – ha spiegato il rettore Gregori – vengano irrorati nel territorio della regione e, dove possibile, in collaborazione con le altre università. Il nostro obiettivo, infatti, è sviluppare sempre rapporti con gli altri. Qui a Fermo potrebbe arrivare uno dei corsi triennali, incrementando le possibilità che diamo in termini formativi. Inizieremo adesso cicli interni attraverso i vari organi, arrivando fino al Ministero, per far poi partire i corsi nell’ottobre 2021. Siamo molto soddisfatti, è un’operazione realizzata in poco tempo che ha avuto da parte della Regione una risposta positiva”.

Un passaggio strategico, come lo ha definito il primo cittadino Calcinaro, avvenuto mentre l’Ente Universitario del Fermano stava immaginando un ulteriore crescita con investimenti all’insegna dell’oculatezza per diventare sempre più polo universitario. “Adesso l’auspicio è di avere il corso di logopedia – ha dichiarato il sindaco – che ha un matching evidente con la nostra città e che diventerebbe una possibilità in più anche per la sanità territoriale”.

Calcinaro ha evidenziato come grazie alla collaborazione con Ancona circa 700 studenti vengano a vivere ogni anno a Fermo. “Sono una ricchezza concreta e con il rettore, insieme a Palma, avevamo già iniziato nel pre Covid un fitto interscambio per poter andare avanti. Il rettore ci ha sempre spronati, dicendo che Fermo funziona ed è un avamposto importantissimo per la Politecnica. Dopo il lockdown c’è stata prospettata una possibilità e per me questo è un giorno importante, uno di quei giorni dove si fa crescere la città concretamente ed economicamente. Ringrazio il presidente Ceriscioli per la crescita dei corsi nella nostra regione e porto il saluto di Gino Sabbatini della Camera di Commercio, che ha confermato la sua vicinanza all’Euf. Mentre Alberto Palma lo voglio ringraziare perché è una presenza di qualità in questo costante dialogo”.

Lo stesso Palma ha ricordato come la Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo sia stata tra gli attori principali del ritorno dei corsi universitari nella città. “Continuiamo ad essere il principale partner dell’Amministrazione comunale per la gestione dell’Euf e ringrazio la Regione Marche per questa scelta che porta a Fermo un nuovo corso, originale e non scontato, oltre al rettore che sta dimostrando una particolare vicinanza alla nostra città”.

Anche Gregori ha portato i suoi ringraziamenti, in particolare all’Area Vasta 4, al professor Chelli e alla struttura universitaria che si è adoperata per far ripartire l’attività didattica in modalità mista, in presenza e online. E i primi dati sulle immatricolazioni fanno ben sperare. “Domani avremo un concorso nella sede di Ancona con 1.500 candidati suddivisi in due siti: 650 al Palarossini e gli altri nella Facoltà di Medicina. Questo a rimarcare come cultura e università siano a tutti gli effetti un volano economico”.

Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento del direttore Licio Livini. “Lo studio, la formazione, la cultura sono elementi che danno benessere, che fanno welfare, che danno salute. Va ragionato molto sul versante della prevenzione, servono investimenti su cultura e formazione affinché certe patologie siano meno presenti. Siamo abituati ad una concezione medica, ma credo che dobbiamo andare avanti verso un passaggio sull’aspetto biologico, sociale e complessivo del cittadino. Ringrazio l’Università per questa politica di diffusione sul territorio, una politica che porta saperi. Da apprezzare l’idea di fare corsi formativi sul settore della riabilitazione: significa attenzione per quelle categorie di persone che hanno difficoltà non di tipo ospedaliero e hanno necessità di percorsi specifici”.

Da Giampiero Macarri, responsabile del Corso di Infermieristica, è arrivato l’invito a non dimenticare l’importanza della presenza degli studenti all’interno dell’ospedale. “È quella spinta che diventa valore aggiunto e che ci permette di trasmettere il know-how. Quindi, ogni iniziativa che va in questa direzione incrementa questa possibilità”.

E in ambito universitario, ha tenuto a precisare Gregori, è sempre più significativo l’incremento delle borse di specialità. “Il 22 settembre gestiremo un concorso nazionale ad Ancona. Da noi il numero di borse ha avuto un aumento di 115 unità, facendoci arrivare a 260 complessive. Significa che in 4 anni ci saranno oltre 1.000 laureati in medicina in formazione. Ragioniamo su numeri neanche prevedibili, quindi capite bene l’impatto di un’operazione simile”.

Il meccanismo concorsuale nazionale, ha aggiunto, da un lato ha il grande vantaggio di rendere oggettivo il concorso a differenza del passato, mentre dall’altro genera una situazione nella quale un laureato in medicina che vuole intraprendere una certa carriera non riesce a farlo e si trova a frequentare un’altra scuola di specialità. “Con questo incremento notevole di borse di specialità ci aspettiamo che ci sia maggiore possibilità di scelta” ha affermato.

L’incontro, tenutosi nella sede fermana della Politecnica, è stato anche l’occasione per ipotizzare l’arrivo di un ulteriore corso universitario – il quinto, per la precisione -, di profilo economico o sanitario (con Livini che ha avanzato la proposta di un’attenzione al mondo della disabililità), in base alle possibilità che emergeranno e, come rimarcato da tutti i presenti, anche attraverso un’analisi specifica dei bisogni e delle istanze del territorio.


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