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Meno tasse sul lavoro per le aree di crisi:
il ministro Provenzano non arriva
ma il Pd promette: “Impegno del Governo”

FERMO - La sottosegretaria al Mise Morani e il senatore Verducci: "C'è l'impegno del Governo e del centrosinistra per estendere la decontribuzione, presenteremo un emendamento"
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di Pierpaolo Pierleoni (foto Simone Corazza)

L’incontro di oggi promosso dal Pd al Caffè Belli di Fermo sembrava l’occasione per annunciare la scelta di estendere il taglio del 30% sui contributi al costo del lavoro, previsto per le regioni del centro-sud, anche alle zone sismiche ed alle aree di crisi manifatturiere delle Marche. Sembrava, perchè dopo lunga attesa, l’annunciato arrivo del Ministro per il Sud Giuseppe Provenzano non si concretizza. C’è, invece, insieme ai candidati Dem alle elezioni regionali, ad amministratori e dirigenti del partito, ai rappresentanti di sindacati ed associazioni di categoria, la sottosegretaria allo sviluppo economico, Alessia Morani. Che assicura, insieme al senatore Francesco Verducci, “l’impegno del governo ad estendere la decontribuzione alle aree di crisi marchigiane, lavoriamo per far sì che si estenda  a 150 Comuni di diversi distretti produttivi”. Ma per farlo concretamente, andrà presentato ed approvato un emendamento al Decreto agosto. Lo si potrà fare dal 14 settembre.

Secondo Morani, i problemi dell’area di crisi “si intercciano con quelli del sisma. Insieme, con una progettualità chiara, possono diventare un’opportunità. Nel decreto agosto ci sono anche 110 milioni per la zona franca urbana da estendere. Potrebbero essere usate anche per la decontribuzione, prevista oggi per il sud. Ma il tutto va abbinato a un rilancio infrastrutturale, anche immateriale, di questa area utilizzando le risorse europee. Per usare al meglio questi soldi, non si può cambiare amministrazione. Chi arriverebbe, altrimenti, impiegherà almeno due anni per capire. E soprattutto non possiamo permetterci di avere alla guidadelle Marche qualcuno non amico dell’Europa”.

Il senatore Verducci evidenzia che l’area di crisi Fermano-Maceratese “è nata dal tavolo di sviluppo arrivato dalla provincia, l’anima politica in questi anni del territorio. Nessuno credeva che sarebbe nato qualcosa di concreto. Sono stati già messi da Governo e Regione i primi 30 milioni di euro”. Area di crisi che però, gli interventi degli amministratori nel territorio lo hanno rimarcato, serviranno a poco se le Marche non saranno comprese in quel -30% di costo del lavoro. “Il nostro territorio, insieme agli attori del mondo produttivo, ha parlato ad una voce sola – rimarca la presidente della Provincia di Fermo Moira Canigola – Abbiamo avuto una sponda fondamentale in Verducci e Morani. Ma uno degli elementi della nostra area di crisi è proprio il costo della forza lavoro e non possiamo correre il rischio che la nostra manifattura delocalizzi al sud o all’estero”.

Anche il segretario provinciale e vice regionale del Pd, Fabiano Alessandrini, ritiene che “non vada creata una concorrenzainterna, con imprese che investirebbero a sud del Tronto, con la difficoltà di mantenere qui le nostre imprese”. Anche i consiglieri regionali uscenti Fabrizio Cesetti e Francesco Giacinti battono sul tema, ricordando le priorità infrastrutturali, come Mare-Monti, terza corsia fino a Pedaso, prolungamento della Mezzina, senza dimenticare la difesa della costa. “E’ evidente – dice l’assessore uscente – che se non si estende la decontribuzione fiscale, l’area di crisi Fermano-Maceratese, come quella Picena e quella del Fabrianese, sono morte. Tanto varrebbe fermare il percorso avviato”.

 


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