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Confindustria, conto alla
rovescia per il Micam: ”Meno compratori
ma è fondamentale esserci”

FIERA - Il presidente Fenni: "Condizioni complicate, non incontreremo gli orientali, non vedremo gli americani. Ma l’Europa ci sarà e soprattutto verranno gli italiani, oltre ai russi che dovrebbero essere agevolati dal cordone verde di ingresso garantito dal ministero"
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Valentino Fenni, presidente della sezione calzature di Confindustria Centro Adriatico

“Ci siamo, si parte. Fino a qualche mese fa sembrava impossibile. Ma ci abbiamo creduto, tutti. Da Assocalzaturifici nazionale, ringraziomo il presidente Siro Badon e il direttore Tommaso Cancellara, a noi che sul territorio lottiamo ogni giorno per non soccombere di fronte alla più grande crisi dal dopoguerra. Si aprono le porte del Micam. Le Marche a Milano portano 84 aziende, di queste 52 sono fermane a conferma che siamo il motore del calzaturiero”.

Questo quando dichiarato dalla segreteria della Confindustria del centro Adriatico e sottolineato da parte del presidente Fenni a ridosso della 90esima edizione della fiera lombarda, che prosegue “vivremo in condizioni complicate. Ci saranno meno compratori, non incontreremo gli orientali, non vedremo gli americani. Ma l’Europa ci sarà e soprattutto verranno gli italiani, oltre ai russi che dovrebbero essere agevolati dal cordone verde di ingresso garantito dal ministero”.

“Dobbiamo credere nel Micam, l’unica vera fiera internazionale capace di portare migliaia di persone in presenza tra le nostre scarpe, tra le collezioni su cui abbiamo investito ingenti risorse. E questo sapendo che la collezione primaverile avrà un impatto molto limitato, visto l’invenduto provocato dal periodo di lockdown. Il Mondo non è ripartito, i consumi interni restano bassi: un aiuto può arrivare dal taglio del costo del lavoro, che il Governo ha pianificato per il sud Italia e che deve necessariamente essere esteso anche all’area di crisi complessa del distretto fermano-maceratese” spiega nel dettaglio Valentino Fenni, presidente della sezione calzature di Confindustria Centro Adriatico.

I numeri. A Milano dal 20 al 23 settembre parteciperanno 84 imprenditori marchigiani che esporranno nei padiglioni della Fiera di Rho a Milano, 52 arrivano da Fermo e Ascoli Piceno, 29 da Macerata, 2 da Pesaro e 1 da Ancona. Delle 52 aziende provenienti dalla provincia di Fermo e Ascoli Piceno la maggioranza proviene da Montegranaro con 21 aziende, seguono Porto Sant’ Elpidio e Sant’Elpidio a Mare con 12, Monte Urano-Falerone-M.S. Pietrangeli 8, Fermo 6, Grottammare e San Benedetto del Tronto 5. Sono previsti 5mila buyer per 500 espositori divisi sui padiglioni 1,2,3,4 e 6.

Confermato Micam X, l’incubatore di idee che vuole essere uno stimolo per tutti. ogni azienda, anche nel Fermano, valuta tendenze, materiali e sostenibilità in modo a abbinare l’innovazione alla qualità che solo noi riusciamo a garantire. Input pe ril futuro, mentre il presente è segnato dal calo di fatturato: solo la Toscana, -44%, fa peggio delle Marche, -32.5, con Fermo e Macerata alla pari -31%, poi Veneto, Lombardia e Puglia con un -22 di media.

L’occasione. Le aziende si stanno attrezzando per raggiungere i clienti anche con strumenti digitali (show room virtuali, chat on line, e-commerce etc…) ma l’incontro in fiera rimane la via privilegiata per contrattazioni e ordini. La scarpa va toccata, annusata dopo aver toccato con mano i campionari. Partecipando alla rassegna fieristica ci si confronta con i colleghi e gli operatori del settore per capire dove va il mercato, cogliendone in anticipo i trend.

Sicurezza. “In troppi, anche tra gli imprenditori, hanno discusso sull’opportunità di esserci, di andare a Milano. Ma la verità è che non si può continuare a restare fermi, soprattutto se ci si può muovere in sicurezza. Assocalzaturifici ha pianificato tutta una serie di controlli per garantire la salute di espositori, visitatori e personale fieristico. Ma non bastava questo. Come Confindustria Centro Adriatico abbiamo di nuovo investito nella sicurezza economica dei nostri associati. In momenti di crisi non si può rischiare anche di accettare ordini non sicuri e per questo al fianco delle nostre aziende ci sarà Omniadata, pronta a controllare i buyer con un semplice click. Non solo – conclude Fenni – grazie a un accordo con Redorange , c’è l’opportunità di realizzare dei virtual tour dentro il proprio stand, grazie a fotocamere a 360° e software innovativi che permetteranno ai nostri associati di mostrare ai clienti la propria collezione come se fossero presenti a Milano”.

 


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