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Foto con Mancini, scoppia la polemica:
il ‘5 Luglio’ chiede le dimissioni di Morroni
e chiama in causa Calcinaro e Interlenghi

FERMO - "Chiediamo con forza che renda le sue dimissioni prima di mettere piede nel civico consesso"
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“Il Comitato Antirazzista 5 Luglio esprime il più totale sdegno per la foto, pubblicata su Facebook, e poi rimossa, dal neoconsigliere Andrea Morroni, capolista di ‘Fermo capoluogo’, che lo ritrae, all’indomani del risultato elettorale, sorridere insieme ad Amedeo Mancini e commentare scherzoso alcune frasi dell’omicida di Emmanuel Chidi Nnamdi. Dobbiamo ricordare tutti, una volta di più, che per tale omicidio fu riconosciuta l’aggravante razziale”. Inizia così, con queste parole, il comunicato stampa del Comitato Antirazzista ‘5 Luglio’ di Fermo con cui si chiedono le dimissioni del neoeletto consigliere Morroni.

“Morroni reca uno sfregio – si legge nel comunicato – non solo alla memoria di un uomo la cui vita fu tragicamente spezzata ma alla intera comunità che si appresterebbe a rappresentare in consiglio comunale e ai principi ispiratori della Costituzione e della Democrazia. Chiediamo con forza che renda le sue dimissioni prima di mettere piede nel civico consesso cosi come chiediamo a Renzo Interlenghi  di esprimersi in maniera inequivocabile rispetto al comportamento di un rappresentante della sua coalizione ‘Fermo futura’, che contribuisce ad alimentare la zona grigia della città.

Nello stesso post Mancini dichiara di votare per Calcinaro definendolo confidenzialmente ‘lu cavallucciu miu’. Siamo sicuri che il sindaco vorrà prendere le distanze da questo personaggio; non può infatti non comprendere come un eventuale silenzio da parte del massimo rappresentante cittadino delle istituzioni democratiche sarebbe incompatibile con la fascia che indossa e col giuramento sulla Costituzione che ha appena rinnovato. Non si provi a minimizzare questo fatto di inaudita gravità che ribadisce, a distanza di quattro anni dall’assassinio, come l’opera di rimozione perpetrata dalle istituzioni fermane abbia prodotto e continui a  produrre conseguenze devastanti  nel tessuto sociale e civile  della città”.


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