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Apicoltura, Copagri: “Affrontare
i nodi per favorire lo sviluppo del comparto
e garantire l’autoapprovigionamento”

AGRICOLTURA - Intervento della Confederazione alla riunione del Tavolo Apistico presieduta dal Sottosegretario all’Agricoltura L’Abbate
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foto Wikipedia

“Il comparto apistico è di fondamentale importanza per la salvaguardia della biodiversità, in ragione del ruolo primario e imprescindibile svolto dalle api quali ‘indicatori’ naturali di impatto dell’inquinamento ambientale; all’apicoltura, inoltre, va riconosciuta la funzione fondamentale di base del sistema agricolo, poiché è grazie al servizio di impollinazione svolto dagli insetti pronubi che viene ottenuta una grandissima parte delle produzioni agricole. Per questo, è fondamentale lavorare per tutelare la sopravvivenza e la capacità produttiva delle api, difendendole da organismi nocivi quali l’Aethina Tumida e il calabrone asiatico gigante e attivando al contempo incentivi concreti, da inquadrare nell’ambito dei PSR, per le aziende che decidono di adottare pratiche agricole ‘beefriendly’”. Lo ha sottolineato la Copagri intervenendo alla riunione del Tavolo Apistico, presieduta dal Sottosegretario all’Agricoltura Giuseppe L’Abbate e convocata per discutere delle problematiche e dei futuri sviluppi del settore.

“L’Italia è il quarto paese dell’UE per numero di alveari, con quasi 1,5 milioni di unità; secondo recenti stime dell’Osservatorio Nazionale, il nostro Paese, senza contare la produzione hobbistica e l’autoconsumo, produce oltre 23mila tonnellate di miele, grazie a una moltitudine di alveari diffusa in tutte le Regioni e concentrata in Piemonte, Toscana ed Emilia-Romagna”, ha ricordato la Confederazione, facendo notare che “nonostante questi numeri, bisogna individuare misure che favoriscano lo sviluppo del comparto, in quanto la produzione è inferiore al fabbisogno nazionale e si importano migliaia tonnellate di prodotto dall’estero, spesso adulterato, sulle quali è necessario implementare i controlli ufficiali. Per la tutela del settore, inoltre, occorre affrontare il nodo dell’utilizzo dei fitofarmaci dannosi per api, perseguendo con decisione comportamenti deviati o errati, ma partendo dal presupposto che si tratta di molecole approvate dalle istituzioni nazionali e comunitarie che, se ben usate, hanno un impatto limitato sull’ambiente, con il grandissimo pregio di salvaguardare le colture”, ha evidenziato la Copagri.

“Un grande aiuto in questo ambito può arrivare dalle infinite possibilità offerte dall’innovazione e dalla ricerca, attraverso le nuove strategie e i mezzi messi a disposizione dalla scienza, che devono necessariamente passare da un approccio multisettoriale che coinvolga tutti i dicasteri coinvolti e gli stakeholder”, ha concluso la Confederazione.


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