facebook twitter rss

Boom su Facebook e Instagram per
La Federica: “Racconto le Marche
e sono il brand di me stessa”

SOCIAL - Intervista alla 31enne aspirante 'travel influencer' di Porto San Giorgio: “Per lavorare in questo settore occorre una preparazione, quello che presenti ed esponi su video e foto deve essere vero, anche la persona deve essere vera”
Print Friendly, PDF & Email

 

“Amo le Marche, voglio raccontarle attraverso i social”. Ma Federica Silenzi, 31enne residente “per amore” a Porto San Giorgio e aspirante “travel influencer”, vuole che da questo progetto venga fuori soprattutto Federica, anzi, La Federica. Perché è questo il nome che si è data su Facebook, dove viaggia a quota 30.000 follower, e su Instagram, con un numero di seguaci intorno ai 7.000 ma in crescita costante. “Cosa faccio? Vado nei posti delle Marche, soprattutto nel Fermano e Maceratese, scattando foto e realizzando video per mostrare le bellezze”.

Il tuo inizio nel mese di maggio, con un riscontro subito molto significativo.

“I miei post hanno molte interazioni e condivisioni, nel mio piccolo sto facendo dei numeri abbastanza elevati. In tantissimi mi scrivono e così ho anche pensato di organizzare eventi con degustazioni e passeggiate nei borghi”.

Una scelta, questa, che ha però scatenato in rete le proteste delle guide turistiche abilitate.

“A me dispiacciono questi attacchi per un semplice motivo: il mio lavoro non ha nulla a che vedere con quello della guida turistica che resta una figura preziosa per la conoscenza del territorio. Il fatto che racconti la mia passione per le Marche non dovrebbe dare fastidio a nessuno, così come il desiderio di creare eventi. Quello che offro è scoprire questa regione attraverso i miei occhi: che poi io sia presente nei luoghi con la mia community è un elemento in più e mi fa piacere conoscere le persone che mi apprezzano. Sono stata definita guida turistica abusiva soltanto perché nel promuovere i miei eventi ho dovuto utilizzare uno standard imposto dagli strumenti di Facebook, che è appunto l’attività di guida turistica. Ma va assolutamente distinta la figura di travel influencer, che sono io, da quella della guida turistica. Mi piacerebbe, invece, che si potesse collaborare sfruttando le rispettive competenze. Faccio quindi un appello alle guide: non odiatemi, non insultatemi, non minacciatemi come invece è accaduto sulla mia pagina, ma proviamo a lavorare insieme.”.

Torniamo a La Federica e alla modalità di comunicazione che hai scelto.

“Punto molto sulla mia fisicità e, fondamentale, sono il brand di me stessa. Sono laureata in marketing, il mondo dei social mi ha sempre appassionato e volevo che gli stessi social diventassero il mio lavoro. Gestisco pagine e account per aziende, curo soprattutto Facebook e Instagram.”.

Che pensi del termine “influencer”?

“Oggi come oggi è visto in maniera negativa ma questa figura è una come altre, anzi, sicuramente molto più attuale di tanti lavori. Bisognerebbe crederci perché dietro c’è lavoro, studio, pianificazione. Io non lo sono, ma non ci si diventa a caso, anche se alcune volte accade il colpo di fortuna. Dal mio lavoro vorrei che emerga la passione per l’arte, per le Marche, per la comunicazione, il mio essere solare, positiva, sorridente. Voglio che venga fuori Federica, anzi, La Federica.”.

Chi ti segue?

“Il mio pubblico è un po’ cambiato nel tempo e, conoscendomi meglio, si è un po’ adattato a me. All’inizio erano più uomini, che ovviamente notavano la mia fisicità. Ma sapevo che non ero solo fisico e nient’altro, ho forme morbide ma non sono la classica Belen. Nei commenti e nei messaggi però c’è molto affetto più che malizia, il pubblico mi vuole bene per come sono e e anche molte donne si stanno avvicinando alle mie pagine. Alcune seguono attentamente i miei consigli.”.

Perché raccontare le Marche?

“Avevo tanti progetti in testa, ma le Marche mi hanno sempre accompagnato. I miei genitori mi hanno sempre portato dappertutto e ho pensato fosse un settore che faceva al caso mio. So che tanti fanno questo lavoro, ma ogni figura che vuole rappresentare le Marche è differente da me. Io volevo creare un prodotto diverso, ho voluto mettere me e le Marche per vendere entrambe, in una chiave meno pesante. Alcuni puntano molto sul dialetto, ma a me questa cosa non fa impazzire. Volevo solo mostrarle come le vedo io.”

Cosa ti ha stupito nel tuo girovagare per la regione?

“Un borgo che mi è piaciuto tanto è stato Cingoli, con un centro storico bellissimo e il fatto che abbia tante attività a supporto della città: il parco avventura, il lago, il tour in e-bike. Offre tantissimo e ho apprezzato come sia i cittadini che l’Amministrazione credano molto nelle loro potenzialità e fanno del tutto per attrarre più turisti.”.

Dal tuo punto di vista, cosa fa realmente la differenza sui social?

“Occorre una preparazione, quello che presenti ed esponi su video e foto deve essere vero, anche la persona deve essere vera. Per fare un esempio: all’Abbazia di Montecosaro ho avuto i brividi e quel video mi ha emozionato tanto farlo e credo che questa emozione sia stata trasmessa a chi l’ha vista. Serve una preparazione culturale minima, oltre ad un modo di parlare fluido ed orecchiabile. Altro elemento: bisogna fare tanti sacrifici e bisogna essere supportati finanziariamente. Facebook non è un social gratuito, serve una strategia di sponsorizzazione. C’è una persona che mi aiuta e cura la parte del sito internet: da soli si può fare ma per essere performanti bisogna avere un aiuto tecnico.”.

I tuoi step successivi?

“Mi contattano tante persone che fanno laboratori e vorrebbero collaborare. Mi piacerebbe poter condurre a fare esperienze uniche e particolari i miei fans e non solo. Vorrei creare degli eventi unici, soprattutto nelle zone delle Marche meno conosciute. Non vado a Frasassi, Recanati e Urbino, ma cerco luoghi come Massa Fermana e Monteleone per valorizzarli.”

I video sono un’altra tua caratteristica.

“Un altro servizio che vorrei offrire, considerata la crescita dei miei profili, è la realizzazione di video promozionali per attività come strutture ricettive, ristoranti e aziende enogastronomiche.”.

Marche ma non solo Marche?

“Sicuramente vorrei espandere i miei viaggi in tutta Italia.”

Spesso nelle tue foto si inserisce un’altra protagonista: tua figlia Chiara, di soli 2 anni.

“Il brand è La Federica e non le Marche, quindi io in primis sono una mamma, con mia figlia siamo state dappertutto. Lei fa parte di me, siamo un tutt’uno.”

Il fisico, però, resta un elemento controverso.

“Alcune donne mi aggrediscono perché uso le mie forme, ma io sono quella che vedi in foto, mi piace vestirmi in un certo modo ma non per questo non merito rispetto. Non penso assolutamente di essere una persona volgare, mi piace essere sensuale, mi piaccio e piacersi non riesce a tutti. Si può apprezzare o meno, ma io mi sento a mio agio e non lo faccio per qualche like in più.”.

Ad incidere c’è anche il colore dei capelli.

“Era il mio sogno farmi i capelli fucsia e sotto il lockdown ho detto ‘ci provo’. Quando una donna cambia colore dei capelli c’è qualcosa che bolle in pentola e questo fucsia ha portato questa nuova parte di me.”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X