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IL PUNTO Acquaroli batta un colpo
Nella giunta regionale un posto
spetta anche al Fermano

GIUNTA - A giorni il neopresidente delle Marche chiuderà il cerchio sulla giunta. Appelli arrivano dal mondo imprenditoriale fermano affinché almeno un assessore della quinta provincia sieda a Palazzo Raffaello. Ma le indiscrezioni sembrano per ora andare in senso opposto
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di Sandro Renzi

C’è una giunta da varare per palazzo Raffaello ad Ancona che non sembra contemplare rappresentanti del Fermano. Nei faccia a faccia romani, con Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, i nomi sul tavolo non evocano quella “territorialità” a cui il neopresidente Francesco Acquaroli ha sempre fatto riferimento nelle sue tappe elettorali da nord a sud. Tanto da diventare un po’ il mantra di una campagna che il centrodestra, ed ancor più il suo candidato, hanno voluto incentrare puntando proprio sull’ascolto dei territori. Ed in seconda battuta sulla loro rappresentanza. A ribaltare così quella che per loro, evidentemente, è stata fino a qualche settimana fa una visione ‘Anconacentrica’, fossilizzata troppo sulle scelte paracadutate dal capoluogo e dal nord delle Marche. Ora che al governo ci sono forze nuove, rumors ed indiscrezioni sembrano però confermare i sospetti che hanno cominciato ad aleggiare già qualche ora dopo la chiusura delle urne.

Il presidente Acquaroli

“Il Fermano? Mhhh” mugugnano anche da destra. Dal Chienti si passa dritti fino al Tronto dove l’ex sindaco Guido Castelli potrebbe avere un posto nell’esecutivo. Così starebbe avvenendo. La quinta provincia, la più piccola, ma non certo la meno ricca o dinamica sotto il profilo imprenditoriale, rischia di non avere rappresentanti là dove vengono prese le decisioni importanti, che si tratti di sanità o di fondi europei, e si spingono i bottoni del rilancio di cui peraltro il distretto calzaturiero, quello del cappello e quello agroalimentare hanno disperato bisogno. Il timore, a dire il vero, viene cavalcato dall’opposizione di centrosinistra ma trova scontenti supporter anche a destra dove per sminuire lo smacco di una possibile esclusione ci si convince che gli assessorati non servano poi così tanto. Alla fine Lega, Fdi e Fi, che in provincia di Fermo hanno lavorato e tanto per abbattere il muro del Pd dopo 25 anni, ora rischiano di trovarsi con un pugno di mosche in mano. La prossima settimana Acquaroli chiuderà il cerchio, almeno così dicono. Il Fermano, partiti compresi, sta alla finestra. E’ un territorio non abituato a pretendere tout court, semmai a chiedere ed ottenere quello che gli spetta di diritto per il ruolo che riveste nella regione. Motivando e supportando ogni singolo passo. Niente di più. E sia ben chiaro, non si tratta di mero campanilismo provinciale. Se il Fermano vuole poter contare ad Ancona è perché ha più di una cosa da dire. Ha più di un contributo da offrire. Ha più di altri maturato nel tempo crediti, che non sono quelli strettamente economico-finanziari, verso l’istituzione Regione. Ma sono crediti legati alla fiducia, alla rappresentatività, alla degna posizione che il comprensorio deve avere nel consesso regionale. Acquaroli ha la possibilità di non disperdere questo patrimonio e di dare voce alla quinta provincia anche nella squadra che lo affiancherà nei prossimi cinque anni, senza nulla togliere agli uomini e alle donne che il governatore deciderà di nominare. E dire che tutto era partito proprio da qui, da quella conferenza stampa a Porto San Giorgio organizzata dal suo partito, dove la sua candidatura fu, in qualche modo, formalizzata dieci mesi fa.


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1 commento

  1. 1
    Simone Belleggia il 5 Ottobre 2020 alle 12:36

    Ma scusate. Contano o no le preferenze. Se il primo, rifiuta avanti con il secondo eletto, Semplice, oppure tutto come prima decide uno che non è di Fermo, Alla faccia dell rispetto dei 16mila e passa voti

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