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Al cinema in sicurezza, al Multiplex Super 8 arrivano “Greenland” e “Divorzio a Las Vegas”

FERMO - Nuove uscite al Multiplex Super 8 per tornare a vivere la passione per il cinema in piena sicurezza e nel rispetto delle norme anti Covid-19. 
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Nuove uscite al Multiplex Super 8 di Campiglione di Fermo per tornare a vivere la passione per il cinema in piena sicurezza e nel rispetto delle norme anti Covid-19.

Tra le proposte di questa settimana c’è Greenland, il film diretto da Ric Roman Waugh, segue la storia di Jeff (Gerard Butler) e della sua famiglia, alle prese con un disastro naturale. Un asteroide soprannominato Clarke, sta per passare molto vicino alla Terra, tanto da essere visibile a occhio nudo. Purtroppo durante il passaggio la comete si frantumerà in mille pezzi con conseguenze catastrofiche sulla superficie dell’intero pianeta. Diverse città di tutto il mondo saranno infatti rase al suolo. L’impatto di un enorme frammento di roccia provocherà morte e distruzione, destabilizzando interi paesi dal punto di vista politico, sociale ed economico. In questo clima di panico e confusione l’obiettivo di Jeff sarà quello di portare in salvo sua moglie (Morena Baccarin) e suo figlio (Roger Dale Floyd) verso l’unico posto sicuro, in una lotta contro i tempo…

Divorzio a Las Vegas, film diretto da Umberto Carteni, è la storia di Lorenzo (Giampaolo Morelli) ed Elena (Andrea Delogu), due giovani studenti di 18 anni: lei bella e apparentemente inarrivabile, lui invece è il classico secchione che annoia ogni ragazza che incontra. I due si ritrovano in America durante una vacanza studio e l’ultimo giorno oltreoceano assumono LSD; sotto l’effetto della droga allucinogena finiscono a Las Vegas, dove un po’ per gioco e un po’ per sfida si sposano. Da questo momento in poi l’uno perde le tracce dell’altra. Sono trascorsi 20 lunghi anni e le loro vite sono cambiate, i due sono ormai adulti: lei è una donna in carriera che lavora come manager, mentre lui è un ghost writer che si mantiene redigendo discorsi politici per gli esponenti di qualsiasi fazione. Nonostante li loro matrimonio improvvisato, la coppia non ha avuto più contatti sin da quella bravata giovanile. Eppure il destino li riunisce, dal momento che Elena sta per convolare a nozze con Giannandrea Bertolini (Gian Marco Tognazzi), uno degli uomini più facoltosi del Paese. La donna non può sposarsi se prima..non divorzia! Per coronare il suo sogno d’amore Elena deve tornare clandestinamente con Lorenzo nella “Città del peccato” per annullare il matrimonio. Questo problema burocratico trasporterà i due coniugi in un viaggio inaspettato tra i loro sentimenti, che permetterà a ognuno di loro di ritrovare se stesso e la propria identità, ma soprattutto di scoprire che quell’errore di vent’anni fa non è stato mosso solamente dalla goliardia giovanile…

Lasciami andare, film diretto da Stefano Mordini, è la storia di Marco (Stefano Accorsi) e della sua compagna, Anita (Serena Rossi), che ricevono una lieta notizia: aspettano un bambino. La gravidanza della donna è per Marco motivo di gioia, soprattutto dopo la tragedia vissuta con la sua prima moglie. I due, infatti, hanno perso un figlio a causa di un incidente domestico e in seguito hanno divorziato, abbandonando la casa in cui avevano visto morire il loro bambino.
In quel vecchio appartamento degli orrori ora vive Perla (Valeria Golino), che li contatta per dare loro una spettrale e inquietante notizia. La nuova proprietaria avverte nelle stanze una strana presenza e le capita spesso di sentire un bambino parlare. La cosa scuote incredibilmente Marco, che non ha mai fatto i conti con la prematura morte del figlio e con i suoi sensi di colpa.

Il caso Pantani, film diretto da Domenico Ciolfi, racconta gli ultimi cinque anni della vita del ciclista romagnolo, in particolare dal 5 giugno 1999, quando è stato sospeso dalle gare, al 14 febbraio 2004, giorno della sua morte. La sua prematura scomparsa in circostanze poco chiare, che hanno aperto diverse inchieste giudiziarie, è stata uno shock per il mondo del ciclismo, che nel giorno di San Valentino perdeva il suo Pirata. Il film è un omaggio a questo eroe sportivo italiano, ricordandolo come un giovane che in sella sulla sua bici ha raggiunto diversi traguardi, ma è stato sconfitto in una partita fatale.

Maledetto Modigliani, film diretto da Valeria Parisi, è un documentario sull’artista che con i ritratti delle sue donne dai lunghi colli e gli occhi spenti ha segnato un’avanguardia ed è diventato un classico, apprezzato globalmente. In occasione della sua morte, avvenuta il 24 gennaio 1920, il cinema ripercorre la vita e la carriera artistica di Amedeo Modigliani, che, nonostante la sua breve esistenza (è morto a 35 anni), ha lasciato il suo segno nel mondo dell’arte.
Livornese, nato da una famiglia ebrea, Amedeo – anche detto Dedo o Modì – ha viaggiato per l’Italia, fermandosi soprattutto a Firenze e Venezia, ma quando giunge a Parigi sembra finalmente aver trovato la pace del suo vagare. È nella capitale francese che Modigliani si costruisce una certa reputazione: quella di dongiovanni e alcolista, tratti che lo definisco un perfetto artista maledetto del Novecento. Ma questa sua propensione per una vita all’insegna degli eccessi nasconde in verità un malessere profonda; infatti, Amedeo ha da sempre sofferto di salute cagionevole e l’unico modo per non arrendersi ai suoi malanni sono l’alcol, il sesso e la sua arte.
Il docufilm è narrato dal punto di vista della giovanissima Jeanne Hébuterne, ultima compagna dell’artista, morta suicida al nono mese di gravidanza il giorno dopo la dipartita del suo amato. In questo racconto su Modigliani si intrecciano le opere della mostra “Modigliani – Picasso. The Primitivist Revolution”, curata da Marc Restellini, volti a rappresentare la poetica del loro artefice, fatta di nudi femminili e ritratti dallo sguardo assente. Una celebrazione, quella della regista, per un artista morto in miseria e senza riconoscimenti, ma divenuto uno dei massimi esponenti del Novecento e tra i più imitati nel suo stile all’apparenza semplice, ma complesso come un’anima tormentata.

 

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