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Zona industriale Valdete, l’appello dell’imprenditore Sollini: “Dalle istituzioni servono maggiori investimenti in infrastrutture digitali”

FERMO - Una zona industriale consolidata e in ulteriore sviluppo che però deve avere un'adeguata copertura digitale per agevolare un lavoro sempre più smart e connesso con i mercati globali.
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L’imprenditore Maurilio Sollini

di Paolo Paoletti

“Dopo 5 mesi non sono riuscito ad avere ancora un allaccio per una nuova linea telefonica per la mia azienda semplicemente perché la zona ha una copertura carente che va integrata”. Inizia così lo sfogo denuncia dell’imprenditore Maurilio Sollini, titolare dell’Emporio Verde Sollini, da sempre realtà imprenditoriale di riferimento per il territorio fermano. Una vicenda che va al di là di singoli operatori ma che apre una riflessione più ampia sulla necessità di nuovi investimenti per quanto riguarda le infrastrutture digitali in una delle zone che ormai da tempo vedono insediate alcune delle realtà imprenditoriali più importanti della regione e del Fermano.

Stiamo parlando della vallata dell’Ete dove ad oggi, oltre all’azienda di Maurilio Sollini, trovano sede il nuovo quartier generale Ciip per il fermano e  altre prestigiose realtà come Savelli, Tre Elle, Gaposa. Una zona industriale consolidata e in ulteriore sviluppo che però deve avere un’adeguata copertura digitale per agevolare un lavoro sempre più smart e connesso con i mercati globali.

Da qui l’appello di Sollini alle istituzioni: “Si parla molto di investimenti in nuove infrastrutture,  l’auspicio è che si tenga conto anche di tutte quelle carenze che non risultano visibili ad occhio nudo ma che per noi imprese rappresentano oggi un ostacolo sempre più grande. Il riferimento è proprio quello alle linee digitali, telefoniche, internet e fibra. Mi rivolgo ai vertici regionali ma anche al Governo centrale. Investire in questa direzione significa aiutare concretamente quelle imprese che hanno scelto di continuare a lavorare e crescere sul proprio territorio, senza delocalizzare nelle grandi metropoli o all’estero. Una scelta importante anche per i risvolti sociali e lavorativi, che però non può essere penalizzata per carenze infrastrutturali che riguardano sia concretamente le arterie stradali che tutto il settore telefonia e della connessione digitale”.

 

 


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