facebook twitter rss

Emozioni e stress da
Covid, focus sulle donne

PANDEMIA - Il Dipartimento di salute mentale dell’Area Vasta 4, tramite la dottoressa Mara Palmieri, esterna alcune riflessioni sulle sensazioni negative causate dal Coronavirus. Analisi principalmente incentrata sulla figura femminile
Print Friendly, PDF & Email

Emozioni e gestione dello stress ai tempi del Covid-19: focus sulle donne.

Nelle giornate dedicate alla salute mentale, gli operatori del Dipartimento salute mentale dell’AV4, diretto dalla dottoressa Mara Palmieri (foto), vogliono condividere alcune riflessioni sulle emozioni e gestione dello stress, con particolare riferimento alla figura femminile.

Quando affrontiamo una crisi di qualsiasi tipo, paura e ansia sono inevitabili; sono risposte fisiologiche a situazioni difficili ed intrise di preoccupazione e tristezza. Dobbiamo infatti ricordare che l’elemento comune a tutti gli stimoli definiti “stressanti” è innanzitutto di natura emozionale e la capacità di fronteggiare lo stress (definita “coping”) varia da individuo a individuo sulla base delle esperienze vissute e del patrimonio genetico.

Varie ricerche hanno dimostrato che la reazione biologica allo stress è innescata non tanto dallo stimolo in sé, quanto dalla reazione emozionale che esso suscita (es. paura, etc). Le situazioni stressanti tipiche della specie umana sono infatti complesse, e coinvolgono più spesso minacce dirette non tanto alla sopravvivenza fisica immediata, quanto invece su piani simbolici (legami di attaccamento e sicurezza affettiva, fattori economici, appartenenza al gruppo e status, etc.), ugualmente importanti e potenzialmente altrettanto stressanti. Per più di un motivo, l’attuale situazione pandemica costituisce quindi un evento ad alto impatto emotivo e potenzialmente stressante per ognuno di noi.

Non è un caso che la maggior parte degli interventi di sensibilizzazione e prevenzione nel campo ella salute mentale in questi mesi si siano particolarmente focalizzati su messaggi di normalizzazione di stati emotivi quali paura, ansia, rabbia, colpa e di altre reazioni tipiche delle situazioni ad alto stress. Tra queste, gli eventi avversi che si verificano nella vita di un individuo (i cosiddetti stressori) inducono una vasta gamma di risposte comportamentali disfunzionali e disturbi psicologici come intrusività mentale di immagini temute, tristezza ed interesse diminuito per le attività piacevoli, frustrazione ed irritabilità, evitamento degli stimoli legati alla fonte di stress, ricerca compulsiva di notizie sul Coronavirus, disturbi del sonno e difficoltà nello svolgimento delle attività del quotidiano, pensieri persistenti negativi, temporaneo aumento di comportamenti potenzialmente disfunzionali (uso maggiore di alcol, fumo, disturbi della condotta alimentare).

In generale, le conseguenze psichiatriche da Covid 19 possono essere causate sia dalla risposta immunitaria al virus stesso, sia da fattori di stress psicologico come l’isolamento sociale, la preoccupazione di infettare gli altri e lo stigma. In particolare, è stato dimostrato che il lockdown ha avuto un impatto maggiore sulla salute mentale del genere femminile che di quello maschile. La ricerca clinica negli ultimi anni ha messo in luce le differenze di genere che esistono non solo nella diversa incidenza delle malattie ma anche nei sintomi, nell’accesso alle cure e soprattutto nella risposta ai farmaci. Tale gender-gap non risparmia le patologie neuropsichiatriche e le donne sono la categoria più colpita perché gravate dalle responsabilità professionali, della famiglia, oltre ai frequenti casi di violenze domestiche subite durante la quarantena. Questo conferma la maggior predisposizione della donna a sviluppare disturbi della sfera ansioso-depressiva, riconducibile a fattori socio-economici/culturali e biologici, ipotizzando anche che questa maggiore vulnerabilità possa essere dovuta alla diversa risposta allo stress nelle sue componenti innate ed adattive.

Una particolare fascia di popolazione femminile ancora più sensibile alle problematiche esposte è quella composta da persone già affette da disturbi mentali, che possono essere particolarmente vulnerabili alle conseguenze psicopatologiche della pandemia: gli effetti dei pericoli sulla salute pubblica da parte dell’infezione sono amplificate nei soggetti con disturbi d’ansia/panico; ancora più elevate le preoccupazioni di contrarre un’infezione o che i propri cari si ammalino, con la tendenza ad ipervalorizzare sintomi somatici anche lievi. Le cause della patologia depressiva possono essere molteplici, sostanzialmente individuabili in fattori ambientali, biologici e genetici, personologici, da stress, da malattie organiche e da farmaci.

Il sesso femminile, anche in Italia, presenta un rischio doppio di sviluppare il disturbo rispetto al sesso maschile. Determinate condizioni di vita come uno stress esasperato, un dolore fisico, troppi alcolici, abuso di droghe, possono scatenare la depressione; altre forme di depressione sono collegate ad una forte componente esterna ed ambientale e ad eventi spiacevoli (perdita, lutto, separazione da una persona amata, disoccupazione, malattie, isolamento sociale e affettivo) e da come vengono affrontati. Altre tipologie di depressione, come nel caso del disturbo bipolare, hanno una significativa componente ereditaria genetica, anche se possono essere causate da eventi esterni.

Alcuni fattori personologici come la scarsa stima di sé, la tendenza al pessimismo e alle preoccupazioni, possono contribuire a sviluppare una labilità emotiva ed una minore capacità di adattamento agli stress, facilitando lo sviluppo della malattia. Vi sono infine malattie fisiche che possono indurre depressione: patologie cardiache, diabete, broncopneumopatie croniche, tumori, morbo di Parkinson, sclerosi multipla, malattie endocrine a carico della tiroide o delle surrenali, le già citate malattie infettivo-infiammatorie nel cui quadro rientra l’infezione Sars Cov2, malattie gravi come le anemie e i deficit vitaminici. Inoltre l’abuso di alcolici e sostanze possono favorire lo sviluppo di depressione; non bisogna dimenticare il forte incremento delle prescrizioni di terapie con ansiolitici e sedativo-ipnotivi, che spesso divengono essi stessi oggetto di abuso, in particolare nell’ambito dell’attuale situazione pandemica.

Nella difficile fase che stiamo attraversando è quindi essenziale attivare strategie di protezione/gestione dello stress e, al contempo, interrompere modalità disfunzionali di comportamento cercando: di adottare uno stile di vita sano, includendo una dieta adeguata, la regolarità del sonno, l’uso particolarmente moderato di alcol, sedativi e stimolanti; riconoscere e accettare l’incertezza; inserire nella propria vita momenti piacevoli e rilassanti il più possibile, anche qualora dovesse permanere l’obbligo di isolamento domiciliare.

Si raccomanda inoltre a chi assiste un familiare malato di riservarsi piccoli spazi esistenziali di attività personali piacevoli e rilassanti; non avere un solo scopo poiché nessun obiettivo può andare bene per tutta la vita: il soggetto che si identifica con un ruolo sociale, lavorativo o familiare può diventare vulnerabile alla depressione quando l’obiettivo svanisce o fallisce. E’ invece utile diversificare gli interessi: famiglia, lavoro, amici, interessi, passatempi, da vivere in casa e fuori, in condivisione con altri o da soli. Ognuno di questi aspetti può contribuire a un’autostima stabile e resistente alle inevitabili avversità della vita.

Infine è importante fare tempestivamente riferimento a un operatore sanitario, un professionista specializzato o un’altra persona di fiducia quando prevale il senso di sconforto o di pericolo imminente e se i sintomi di ansietà, paura e panico si manifestano con grande frequenza nell’arco della giornata: spesso infatti i disturbi della sfera ansioso-depressiva sono il risultato di un circolo vizioso verso il basso di pensieri e sentimenti che persistono e tendono a peggiorare fino alla comparsa del quadro psicopatologico.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X