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Vaccinazione anti-influenzale,
Livini: «Ecco come procederemo,
fondamentale farla»
43mila dosi in arrivo per l’Area vasta 4

FERMANO - Sono già arrivate 13mila dosi di trivalente e 5mila di tetra. Per le categorie che possono vaccinarsi gratuitamente si partirà con gli over 65, persone con patologie a rischio e poi bambini dai 6 mesi ai 6 anni. L'Av4 stima che entro i primi di novembre saranno tutti vaccinati. l'Av4 vaccinerà anche i pazienti ricoverati in ospedale e i suoi operatori. Il vaccino può essere richiesto dai medici di base o acquistato in farmacia
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Il direttore Av4, Licio Livini

di Giorgio Fedeli

Vaccinazione anti-influenzale ai tempi del Coronavirus. Anche il Fermano si prepara alla vaccinazione, che, per inciso, nel Fermano, come d’altronde in tutte le Marche, partirà il 15 ottobre, per contrastare l’influenza di stagione. Ma quest’anno il siero, per la sanità, ha una duplice valenza: quella di tutelare la popolazione, a partire dalle categorie più a rischio, dal contagio stagionale e quella, sicuramente non secondaria, di consentire ai medici di effettuare diagnosi differenziali col Coronavirus alleggerendo al contempo il carico sul sistema sanitario locale. Ed è proprio per questi motivi che il direttore dell’Area vasta 4, Licio Livini, invita tutti, a partire proprio dalle categorie più a rischio, a farlo. Con la vaccinazione che partirà, nel Fermano, nei prossimi giorni, al momento l’Area vasta 4 dispone di 11.940 dosi di trivalente, 7.460 di tetravalente, stoccate in un maxi frigorifero, e ulteriori 2.500 vaccini tetra in arrivo il 13 ottobre. In totale l’Av4 ha richiesto 42mila vaccini.

“Ci occuperemo della distribuzione e somministrazione agli over 65 – spiega Livini – ai soggetti con patologie a rischio e ai bambini dai 6 mesi ai 6 anni. Insomma stimiamo che per i primi di novembre tutte le categorie a rischio saranno vaccinate. Il siero sarà distribuito tramite i medici di base che ne faranno richiesta. E a quelli impossibilitati a venirlo a prendere per poi somministrarlo ai loro pazienti a rischio, lo consegneremo direttamente noi. Certo è che chi può, venga a prenderlo”, insomma nessuno dovrà recarsi in ospedale, al dipartimento di prevenzione o all’ambulatorio vaccinazioni. Penseranno a tutto i medici di base.

 

Ma 42mila dosi basteranno? “Beh, sulle quantità ci sono voci discordanti. Crediamo che quest’anno in molti ricorreranno alla vaccinazione, e questo è un bene, proprio per la coincidenza col Coronavirus. No, nulla a che vedere con la pandemia ma di sicuro chi è vaccinato si rafforza, e quindi è verosimile che sia meno soggetto al contagio da Covid. Insomma si allena il sistema immunitario a combattere contro qualsiasi tipo di infezione. Di sicuro le dosi, anche con il totale dei 43mila, non abbonderanno ma le abbiamo comunque raddoppiate rispetto allo scorso anno (quando ne arrivarono 24mila). E quindi, se mi si chiede quale sia il nostro obiettivo, viene da sé che mi auguro di utilizzarle tutte e 42mila. Noi vaccineremo gli over 65, i pazienti che sono ricoverati in ospedale e tutti i nostri operatori. No, nessuno è obbligato a sottoporsi alla vaccinazione. Ma io consiglio vivamente, per usare un eufemismo, di farlo”. Il vaccino può essere somministrato, anche nel Fermano, in ambulatori e studi medici di base e pediatrici. Può essere, come dicevamo, richiesto tramite il proprio medico di base o acquistato in farmacia. “In altre parti d’Italia, per le categorie che saranno vaccinate dalle Aree vaste, predisporranno dei locali ad hoc. Noi abbiamo deciso di non farlo per evitare assembramenti. Io – conclude il direttore dell’Area vasta 4 – consiglio vivamente di vaccinarsi perché l’influenza e il Coronavirus si combattono in primis tutelandosi e, conseguentemente, tutelando le altre persone che ci circondano”.

 

 

 


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