facebook twitter rss

Bertolaso difende l’astronave
e lancia il ‘Modello Italiani’
«Su Covid cittadini straordinari,
Governo in ritardo»

SANTA VITTORIA IN MATENANO – In collegamento con la trasmissione de La7 “L'aria che tira”, l'ex capo del Dipartimento nazionale ha rivendicato il suo lavoro per il Covid Hospital di Civitanova
Print Friendly, PDF & Email

di Andrea Braconi

Da astronave a cattedrale nel deserto il passo è stato piuttosto breve. Ma Guido Bertolaso, a quasi 6 mesi dalla realizzazione del Covid Hospital di Civitanova Marche, continua a difendere la sua “creatura”, insieme a quella realizzata alla Fiera di Milano. Strutture che potrebbero riaprire se i numeri riguardanti i ricoveri nelle terapie intensive dovessero continuare a correre.

Durante un collegamento da Santa Vittoria in Matenano con la trasmissione de La7 “L’aria che tira”, condotta da Myrta Merlino, l’ex capo della Protezione Civile ha rimarcato come gli ospedali in Lombardia e nelle Marche “siano modernissimi e costruiti secondo tutti i concetti che l’Oms stabilisce per fare strutture di altissima tecnologia”.

“Chi fa protezione civile, chi gestisce emergenze, deve sempre prepararsi al peggio, deve essere capace di guardare oltre”. Un lavoro specifico e molto delicato, con lo stesso Bertolaso che nello spostare la discussione sotto l’aspetto della prevenzione ha voluto ricordare l’esempio de L’Aquila post sisma. “Dissi che ci sarebbero voluti dieci anni per ricostruirla, decidendo di mettere la popolazione in case invece che in container. Fui anche lì criticato, ma mi sembra che oggi qualcuno mi stia dando ragione”.

In questa primissima parte d’autunno il Covid è tornato a condizionare la vita del pianeta, Italia compresa, con un rapido peggioramento della situazione e alcune sanità regionali già in difficoltà. “Nei primi mesi nessuno è stato perfetto, in Lombardia l’errore più grande è stato sottovalutare la fase iniziale, non solo la Regione ma anche il Governo. Anche sulle residenze per anziani si è peccato di leggerezza”. Ma Bertolaso che, va ricordato, si era contagiato proprio durante la realizzazione dell’ospedale di Milano (“Per 4-5 giorni ho sofferto come mai in vita mia, con brividi che non andavano via con nessun farmaco o terapia”) quello che fa rabbia è non aver imparato dagli errori del passato. “Mi indigna vedere queste file per fare un tampone, se eravamo giustificati a marzo e aprile oggi questi errori non si dovevano più ripetere. Mi chiedo: cosa hanno fatto tra maggio e inizio ottobre per mettere in piedi un sistema in grado di rispondere? Tutti sapevamo che l’epidemia sarebbe ripartita ma qualcuno in questi 4 mesi si è cullato sugli allori, si è pensato solo alle elezioni regionali”.

Eppure per poter incrementare i tamponi ci sarebbe un milione di volontari di Protezione Civile da coinvolgere, così come quelli che definisce “i ragazzi che guidano le ambulanze”, persone dal suo punto di vista capaci di organizzare un sistema. “È una questione di manico, oggi la Protezione Civile nella gestione di questa emergenza è totalmente assente, bisogna riprendere quella mentalità di squadra che abbiamo avuto nel passato”.

Per questo più che di Modello Italia secondo Bertolaso si deve parlare di Modello Italiani. “Oggi, dopo aver esagerato con le aperture durante l’estate e certe cose che dovevano essere contenute, chi ha responsabilità di governo non dovrebbe guardare social e sondaggi, ma al benessere del Paese. Sono però convinto che ce la faremo, siamo un grandissimo popolo, siamo stati meravigliosi come cittadini, abbiamo una capacità di resilienza che nessun altro popolo ha”.

A maggio Bertolaso era stato criticato anche perché aveva suggerito di rendere obbligatoria la vaccinazione antinfluenzale per tutte le categorie, non solo quelle a rischio. E di fronte alla difficoltà di approvvigionamento delle dosi di vaccino, il suo commento è netto. “Sarebbe stato meglio avere una sola centrale nazionale di acquisto, con le Regioni che hanno istituito comunque una cabina di regia per cercare di mettersi d’accordo. Non sono mai stato un fan dell’attività regionale sulle competenze in sanità, ma questa volta bisogna dire che le Regioni sono state lasciate sole”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti


X