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La giunta Acquaroli bocciata
da Terrenzi e Interlenghi: dal mancato
assessore per il Fermano alle quote rosa

GIUNTA - Duri gli attacchi del sindaco di Sant'Elpidio a Mare e del consigliere comunale di #FermoFutura, si va dalle quote rosa alla mancata rappresentanza in giunta del Fermano
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Il sindaco Alessio Terrenzi

Le scelte del presidente della Regione Marche, Francesco Acquaroli, non sono affatto piaciute al sindaco di Sant’Elpidio a Mare, Alessio Terrenzi, nè al consigliere di opposizione di Fermo, Renzo Interlenghi. Partiamo dal primo. Che va giù duro: “Il Fermano è servito solo per portare voti. Nessun riconoscimento per un territorio che è fortemente penalizzato e senza voce. E come la mettiamo con le quote rosa? Quando capitò nella mia giunta si gridò allo scandalo. Ora? Tutto concesso?”. Un Terrenzi critico sia per quanto riguarda il mancato rispetto delle quote rosa all’interno dell’esecutivo regionale che per la mancata nomina di un rappresentante del Fermano tra gli assessori.
“Il Presidente Acquaroli ha nominato una Giunta regionale di sei persone, tra cui una sola donna. Ora tutto è concesso mentre, qualche anno fa, nei miei confronti si gridò allo scandalo! Vorrei rinfrescare la memoria a quanti, della parte politica che ha sostenuto e sostiene Acquaroli, minacciarono diffide, e si arrivò anche ad un ricorso al Tar, nei miei confronti. Nella mia giunta c’era una donna su cinque (oggi ce ne sono due su cinque); in regione c’è una donna su sei! Mi chiedo come sia possibile che la Giunta regionale possa dare così poco spazio alle donne. Lo trovo un comportamento incoerente e sbagliato. Soprattutto, non comprendo come chi gridò allora allo scandalo per la mia Giunta oggi non muove una paglia per far emergere questa situazione. Dove sono, oggi, coloro che tanto rumore fecero nei miei confronti? Un principio in cui si crede non è forse valido anche a livello regionale? E a livello regionale non ci si deve far sentire se questo principio non viene affermato? Due pesi e due misure, a quanto pare!”.
Ma ciò che ancor più preoccupa il Sindaco Terrenzi è la rappresentanza dei territori in seno alla Giunta Regionale.
“Sono allibito nel constatare che nel territorio fermano, con le sue tante imprese della calzatura di rilievo internazionale, il Presidente Acquaroli non abbia individuato nemmeno una persona per l’incarico di Assessore. È inaccettabile che gli assetti della Regione Marche vengano decisi da questi partiti di destra a Roma con candidati, Presidenti, Assessori e Consiglieri. D’altronde non c’è da meravigliarsi più di tanto visto che sono stati i personaggi di Roma a fare la campagna elettorale… ci si poteva forse aspettare che ora non avrebbero voluto avere voce in capitolo? I marchigiani non contano nulla? E’ questo il rispetto della volontà dei cittadini in cui crede la nuova maggioranza? Sono utili solo i voti dei territori?
Dalle scelte di Acquaroli è evidente che coloro che sono stati eletti nel Fermano sono stati tutti bocciati dal loro stesso presidente. A Lucentini è stato promesso un posto a Roma. Mi chiedo se gli imprenditori che l’hanno sostenuto per portare la loro voce in Regione, così come tutti gli altri cittadini che, pure, contavano su di lui, ne sono contenti? Negare rappresentanza al Fermano per un posto a Roma significa non pensare al territorio e a chi, con i propri voti, ha dato mandato di portare la propria voce in Regione. Io credo che sarebbe più coerente scegliere di rimanere seduto nel consiglio regionale e battersi per quello che ha proposto in campagna elettorale. Ma avrà Lucentini, così come lo stesso presidente, un qualche diritto di scegliere a fronte delle decisioni da Roma? Hanno ampiamente dimostrato di non avere libertà di scelta. E i consiglieri eletti, pur essendo chiaro che non hanno un minimo di autonomia davanti al partito, non sentono per niente il peso della responsabilità che gli è stato dato dal consenso degli elettori del Fermano e non sentono la necessità di battersi per loro? Questo nostro Fermano bistrattato e che ora si ritrova con un pugno di mosche credo che meriti maggior rispetto. A quanto pare il Fermano conta zero al cospetto di questa gente. Questo dovrebbe far riflettere i fermani: la prossima volta che saranno chiamati al voto, magari ci penseranno due volte prima di dare la propria preferenza a chi, i fatti lo dimostrano, il Fermano nei pensieri non ce l’ha proprio una volta finita la campagna elettorale. Con Lucentini a Roma i fermani possono contare su cosa? Su una voce in più in minoranza, dove si conta poco più di niente? Mi spiace dirlo ma mi auguro che tutto questo sia d’insegnamento! Il Fermano non merita di essere trattato in questo modo! Buon lavoro”.

Il consigliere Renzo Interlenghi

Bocciatura per la giunta Acquaroli arriva anche dal consigliere fermano di #FermoFutura, Renzo Interlenghi: “Abbiamo appreso con una forte delusione il mancato riconoscimento, da parte della Lega e della destra del Presidente Acquaroli, di una figura di riferimento per il territorio fermano all’interno della prossima Giunta Regionale. Anche quella parte produttiva, che pure ha fortemente voluto il cambiamento al vertice della Regione Marche, ha balbettato mordendosi i gomiti per aver scelto la novità targata Salvini e Meloni rivendicando, quando oramai era troppo tardi, un ruolo centrale per l’area che, volenti o nolenti, rappresenta un distretto calzaturiero che sta attraversando una crisi senza precedenti. Un dato è quindi certo: le risorse che arriveranno dall’Europa (circa 8 miliardi di euro) non saranno gestite, nemmeno in parte, da Fermo che si dovrà accontentare delle briciole, visto che saranno amministrate dal pur capace Castelli, che non può certamente essere considerato un fermano doc. In campagna elettorale ci siamo sgolati, anche con incontri mirati con le categorie, a mettere in luce tutta la debolezza della destra fermana. Il Comune di Fermo non partecipa al tavolo dell’Area di Crisi Complessa, non ha un’idea del futuro dello sviluppo produttivo dei Fermo e della Provincia, non ha i numeri per puntare i piedi e pretendere maggiore attenzione e sapete perché? Perché l’attuale maggioranza è civica. Inutile vincere le elezioni con maggioranze bulgare se poi il risultato rimane confinato all’interno delle proprie mura di casa. Eppure questa maggioranza ha voluto fortemente il centrodestra al governo della Regione, fatto sta che nella nostra città Salvini e Meloni hanno raggiunto il 51%! Il civismo sta spalancando le porte alla destra, tanto che l’attuale vice sindaco Torresi si potrebbe candidare a guidare la città fra cinque anni. A Torresi, ‘assessore al territorio’ chiediamo come sia stato possibile questo sgarro da parte della sua parte politica che oggi governa la Regione e cosa intenda fare per invertire questa scelta inaccettabile”.

 


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