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Nazzareno Cappella rivive attraverso i suoi scatti: nasce il Centro fotografico che porta il suo nome

SANT'ELPIDIO A MARE - La famiglia e l'Academia Elpidiana: "Pronti a valorizzare l'enorme archivio che ci ha lasciato; il Comune faccia la sua parte"
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di Pierpaolo Pierleoni

Per più di mezzo secolo è stato la presenza costante e discreta ad ogni manifestazione del paese. I suoi scatti hanno raccontato una miriade di volti, momenti ed eventi di Sant’Elpidio a Mare. Tutti, tranne il suo, perchè detestava farsi immortalare, tanto che nel libro 100 volti un paese, pubblicato qualche anno fa, una splendida raccolta di sue immagini, vietò che ci fosse anche qualche foto dell’autore. Ora, a quasi due anni dalla morte, lo sterminato archivio di Nazzareno Cappella diventerà un Centro di documentazione e ricerca fotografica, che porterà il suo nome. A presentarlo, stamattina, ed a firmarne l’atto costitutivo, i famigliari del fotografo insieme a Giovanni Martinelli, presidente dell’Academia elpidiana di studi storici. La famiglia, oltre a mettere a disposizione tutto il materiale di Nazzareno, darà anche una sede fisica al Centro, sistemando i locali di proprietà in pieno centro storico. Per gli elpidiensi con qualche anno in più, è quello che per decenni è stato il forno “de lu Ccucciatu”.

“Nazzareno è stato un grande amico ed un personaggio unico – ricorda Martinelli – uomo di grande cultura che ha lasciato un patrimonio enorme che racconta visivamente la storia di una comunità. Oggi facciamo una promessa ed una scommessa. è una realtà in fieri che dovrà evolvere. Ci auguriamo che anche il comune di Sant’Elpidio a Mare, che è stato ripetutamente chiamato e sollecitato, accompagni questo progetto com’è naturale che sia. Chiediamo che si faccia carico di finanziare delle borse di studio che permettano la catalogazione di tutto il materiale di Cappella, che potrà essere utilizzato per pubblicazioni ed esposizioni”.

A fianco di Martinelli, la sorella di Nazzareno Cappella, Annamaria, col marito Giorgio Evangelisti, i figli Gaetano e Roberto. “Vivono a Roma da lungo tempo, ma a Sant’Elpidio a Mare sono sempre rimasti legati. Naturale quindi la volontà di onorare la memoria di Nazzareno, rendendo fruibili tutti i suoi scatti. Difficile contarli, si tratta di decine di migliaia di immagini, stampati e in parte in digitale, scattate dall’inizio degli anni 60 alla morte, nel dicembre del 2018. Il Centro, come si legge nell’atto costitutivo, si propone di “valorizzare la fotografia come fonte storica, mezzo di comunicazione, patrimonio culturale, forma di espressione artistica”. Giovanni Martinelli auspica che “questa realtà, che per ora si appoggia all’Academia elpidiana per muovere i primi passi, diventi presto autonoma, si costituisca un comitato artistico con figure competenti. Siamo aperti ed invitiamo altre associazioni ad affiancarci in questo progetto che deve essere patrimonio di tutta Sant’Elpidio a Mare”.

Il nipote di Cappella, Gaetano Evangelisti, ricorda suo zio come “una persona che ha attraversato un lungo arco temporale, restando fedele a se stesso, con i suoi libri e la sua macchina fotografica. Mai nostalgico, mai allineato, è stato una voce critica, ma sempre al passo coi tempi. Una persona speciale che ha chiesto pochissimo per se, nutrendosi di cultura e conoscenza, ha offerto a tutti la sua amicizia e la sua presenza. La sua curiosità gli ha permesso di studiare e viaggiare con la mente, conoscendo luoghi mai visti. Il suo paese lo amava e lo criticava, lascia una storia vista attraverso i suoi occhi e impressa nelle pellicole. Per noi familiari è una gioia donare tutto il suo percorso alla città, ci auguriamo venga valorizzato e che i più giovani sappiano raccogliere questa eredità”.


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