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Dpcm, Marcozzi (FI): “Subito indennizzi
per imprese e lavoratori danneggiati”

AFFODNO - La consigliera capogruppo FI in consiglio regionale: "Il Governo, che nulla ha fatto dal primo lockdown per scongiurarne un secondo, nessuna misura per la scuola o il trasporto pubblico ad esempio, non sa rispondere, e dunque è incapace di gestire l’emergenza con criterio e lungimiranza"
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“Tutela, massima, della salute pubblica. Benissimo ma qui si procede con Dpcm che creano solo confusione, che non garantiscono un vero contrasto al Coronavirus e che comporteranno una mazzata tremenda, anzi il colpo fatale, all’economia. Il Governo nazionale è in totale confusione. E l’Italia, le Marche, il Fermano, non possono certo permetterselo. Dunque indennizzi immediati alle attività costrette a chiudere, anche parzialmente, e a chi in quelle attività ci lavora”. Così, in una nota stampa, la consigliera regionale FI, Jessica Marcozzi.

“Nel primo trimestre 2020 nelle Marche – dichiara la Marcozzi – hanno chiuso ben 277 imprese (64 nel Fermano). Noi ci batteremo affinché questo Governo, completamente scollato e in controtendenza rispetto alle esigenze del tessuto imprenditoriale e produttivo, ma anche delle Regioni che hanno mostrato non pochi dubbi sulla reale necessità della chiusura di palestre, piscine, cinema e teatri e sulle chiusure pomeridiane di ristoranti e bar, si impegni per concedere immediatamente gli indennizzi economici a sostegno delle imprese, e di chi vi lavora, danneggiate da scelte governative improvvisate e non supportate da dati scientifici. Come si può non differenziare le chiusure in base al tessuto demografico, ad esempio? Cosa si cela dietro le cene nei ristoranti, vietate, a differenza dei pranzi, consentiti? Sanno che circa il 70% dei corrispettivi dei bar deriva dagli aperitivi, dunque proprio dalle 18 alle 21? Pensano che i bar possano andare avanti con i soli caffè e colazioni o che i ristoranti siano in grado di sostenersi solo con i pranzi? Se si rispettano le procedure tra distanze di sicurezza, sanificazioni e dpi, perché i pubblici esercizi, e più in generale tutte le attività bastonate dal Dpcm, non possono lavorare? Domande a cui il Governo, che nulla ha fatto dal primo lockdown per scongiurarne un secondo, nessuna misura per la scuola o il trasporto pubblico ad esempio, non sa rispondere”.


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