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Bagordi notturni in spiaggia,
gli operatori balneari:
«Servono controlli anche sull’arenile
e l’interdizione delle aree a rischio»

PORTO SAN GIORGIO - Alcuni concessionari di spiaggia, mentre raccolgono bottiglie e immondizia dalla sabbia: "A questo punto non ci resta altro da fare che chiedere ancora una volta controlli, a tutte le ore, anche in spiaggia. E magari sarebbe anche opportuno, appropriato, impedire l'accesso ad alcune aree del paese da sempre più esposte a questi fenomeni come i bagordi e gli atti vandalici"
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di Giorgio Fedeli

“Hanno deciso di chiudere pubblici esercizi, pub, bar e ristoranti alle 18? Norme su cui si impongono dei controlli? Bene ma sappiano che la spiaggia è sempre più scenario di bagordi. E come al solito siamo noi a dover intervenire”. E’ la denuncia di alcuni concessionari di spiaggia sangiorgesi che a una settimana dal nuovo Dpcm che ha imposto la chiusura dei pubblici esercizi alle 18, tirano le somme di quanto avviene in spiaggia, tutt’intorno alle loro concessioni balneari.

Certo, individuare una stretta connessione tra le nuove disposizioni e il tappeto di bottiglie di birra e alcolici sull’arenile a qualcuno potrà sembrare una forzatura anche perché la spiaggia da troppo tempo, da molto prima delle restrizioni anti-Covid, è presa d’assalto da giovani ubriachi, tra tappeti di vetri, risse e danni alle attrezzature balneari. Giovani fuori controllo che non conoscono stagione. Ma tutto questo ai concessionari di spiaggia poco importa. Per essere chiari, si guardano direttamente gli strascichi delle nottate sulla costa, a prescindere da restrizioni, norme e decreti vari. D’altronde anche quest’estate la spiaggia era off limits di notte, eppure danni e risse non sono certo mancati. E come al solito sono loro, gli operatori balneari, a dover mettere una pezza alla lunga scia di immondizia, bottiglie (molte anche rotte), vetri qua e là. “La mattina, specie nel fine settimana troviamo continuamente i resti dei “divertimenti” notturni di gruppi più o meno numerosi di ragazzi. Di cosa parliamo? Di casse di birre, cartacce di pizze, panini e kebab, cicche, cartine, filtri, urina e vomito. Sì, un vero schifo. E noi a pulire, anche perché la spiaggia, con tutte le restrizioni governative, è sempre più punto di riferimento, di giorno, per famiglie, sportivi, bambini. Mentre gli esercenti sono costretti alla chiusura, e qui non stiamo contestando la necessità dei divieti ma solo citando la norma, i ragazzi si assembrano e sporcano. La mascherina? Uno su dieci la indossa. Anzi, in tanti nemmeno ce l’hanno in tasca. Questo è come percepiscono il problema del Covid e come rispettano le regole. E le famiglie che dicono? Stanno sensibilizzando i ragazzi a tutelarsi e a tutelare la salute dei loro amici? A questo punto non ci resta altro da fare che chiedere ancora una volta controlli, a tutte le ore, anche in spiaggia. E magari sarebbe anche opportuno, appropriato, impedire l’accesso ad alcune aree del paese da sempre più esposte a questi fenomeni come i bagordi e gli atti vandalici”.


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