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“Il Conservatorio resta aperto e sicuro”
Per Giostra e Verzina
impossibile la Dad al 100%

FERMO - In videoconferenza presidente e direttore del "Pergolesi" hanno ribadito la necessità di permettere agli studenti di svolgere l'attività pratica a scuola
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(foto scattata prima dell’emergenza Covid)

di Andrea Braconi

“Meno male che nell’ordinanza della Regione ci sono quelle due righe che ricordano i Conservatori”. Inizia con un’amara battuta del riconfermato direttore Nicola Verzina la videoconferenza con i vertici del Conservatorio “Pergolesi” di Fermo, il giorno successivo la disposizione firmata dal governatore Acquaroli ma anche dell’avvio dell’anno scolastico 2020-2021.

“Stiamo lottando da giugno contro il Covid, facendo lezioni, esami e lauree” rimarca, avendo al suo fianco – virtualmente – il presidente Igor Giostra. “L’articolo 2 riguarda le università per la didattica a distanza, con disposizioni per quanto compatibili ad istituzioni come il Conservatorio. Ma non tutto è compatibile e questo passaggio preserva la nostra discrezionalità per le lezioni pratiche in presenza”. Perché il nodo, sia per Verzina (che in mattinata ha avuto un confronto con il rettore di Camerino, presidente del Comitato universitario regionale, per una deroga sulle attività laboratoriali) che per Giostra, è proprio questo: la Dad al 100%% non può essere applicata in una realtà come il Conservatorio.

Quindi, si rimane aperti, continuando l’attività didattica come già avvenuto nella Fase 2. “Lo facciamo rispettando la stessa ordinanza, che ci permette di continuare con un protocollo molto rigido approvato da poco” aggiunge il presidente.

Da un lato c’è la tutela massima degli operatori, dall’altro la volontà di non togliere un’ora di lezione agli studenti: conciliare queste due cose non è impossibile. Invece, vedo che si fugge dal Covid, aspettando la morte civile e sociale. Ma così si provocano danni irreparabili, quando si potrebbe convivere con responsabilità. Servono distanziamento, mascherina, un’igiene attenta in ingresso e uscita. Non vedo invece l’utilità di un termoscanner da 2.000 euro, è uno spreco: educhiamo invece la gente a rimanere a casa se ha sintomi, perché la prima regola è il comportamento singolo responsabile della propria e altrui salute. I rischi, in questo modo, sono pressoché azzerati”.

Non nega la drammaticità dell’oggi, il presidente Giostra, ma guarda a quelli che definisce ‘lockdown coraggiosi’. “I trasporti sono un problema reale, ma bloccare i musei che hanno una contingentazione all’ingrezzo o bloccare le università è un atto forzato. Sono scelte dogmatiche, senza valutazione delle singole istanze”.

Perché, come ricorda Verzina, ci sono lezioni che non possono essere fatte a distanza e ci sono studenti che non hanno un pianoforte a casa e che quindi deve per forza recarsi in Conservatorio. “Il 50% delle nostre attività sono già svolte a distanza, ma questi studenti devono venire qui a fare le materie pratiche. L’accesso è più diradato perché non vengono contemporaneamente, hanno orari scaglionati come stabilito dal protocollo”.

Fiati e canto, sottolinea, sono momenti in cui attraverso l’emissione di fiato ci può essere anche l’emissione delle famose goccioline. “Per evitare contagi abbiamo messo dei pannelli, alti anche fino a 2 metri, ma va anche considerato che non tutti gli strumenti a fiato hanno la stessa situazione: il flauto è più assimilabile al canto, mentre corno, tuba e altri hanno in realtà la condensa. Certamente, non potendo utilizzare le mascherine, bisogna che ci sia un distanziamento adeguato e per questo abbiamo fatto tutto per essere prudenti”.

Da giugno neanche un caso di positività si è verificato in Conservatorio. “Abbiamo 500 studenti, spalmati almeno su 5 giorni e durante il giorno su almeno 10 ore. Questo ci pone su una situazione completamente diversa rispetto alle altre scuole, con un nomadismo didattico che ci permette di gestire numeri e densità di presenze accettabile e governabile”.

Abbiamo anche due ingressi differenziati in 2 punti diversi con flussi registrati – aggiunge Giostra – abbiamo attuato protocolli equiparati alle scuole di formazione superiore, come prenotazione dei servizi nelle aule ed una fascia orario che lascia il tempo per le pulizie. Qui da noi senza prenotazione non si suona”.

Un problema che la scuola solleva, considerato l’inoltrarsi nella stagione più fredda, è quello di una rapida accensione degli impianti di riscaldamento. “Nonostante avessimo comunicato in anticipo gli orari delle lezioni, solleciteremo la Provincia: è impossibile studiare con le mani fredde, significa sprecare ore di lezione”.

Diversi gli stranieri iscritti, in particolare cantanti, pianisti e sassofonisti cinesi che, dal terrore nei confronti degli italiani nella prima ondata, sono passati ad una normalità nel pieno rispetto delle regole. “Le iscrizioni sono andate meno male del previsto, abbiamo avuto un calo fisiologico ma non così pesante”.

A far storcere il naso a presidente e direttore è la disparità di trattamento con scuole private e associazioni. “In Emilia Romagna, dove c’è un grande tradizione – ricorda Verzina –, le associazioni culturali sono state chiuse”.

“Andrebbero rafforzati i controlli – insiste Giostra -. O ragioniamo sui canali di diffusione o queste misure a macchia di leopardo non risolvono nulla. Non vedo una linea politica sanitaria coerente e lungimirante che vada sulla lunga durata per risolvere il problema”.

E al ministro Franceschini, adirato per le critiche sulla chiusura dei teatri, motivata secondo lui da una consistente mobilità legata agli stessi eventi, prova a rispondere il direttore. “Quanti milioni di persone vanno ai concerti? Intasano bus e metro? Ma se è gente che va in macchina! E quindi il problema è il mezzo di trasporto? Sinceramente, non capisco questa logica”.

Posizione condivisa in pieno da Giostra. “Non capisco qual è il rischio, pensando alla gestione di ingressi, distanziamenti e riduzione dei posti. L’opera d’arte crea benessere ed è un’economia di scala, un mondo che si blocca e non lavora, con danni enormi. Non c’è una logica raziocinante a garanzia dell’emergenza Covid, se ci fosse quella uno accetterebbe tutto. Ma non c’è, questa è la realtà”.

Nel frattempo, in stretta sinergia con la Fondazione Lirica delle Marche, si continua a lavorare per organizzare il concerto inaugurale. “Cerchiamo di sfruttare al massimo ogni opportunità” ribadisce Giostra, manifestando neanche tanto velatamente la sua predilezione per un evento in presenza. Covid e ordinanze permettendo.


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