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Medici di base e pediatri sulle barricate:
“Basta accusarci, critiche infondate”
Misericordia (Fimmg): “Noi fondamentali nella gestione Covid”
E arriva un nuovo Drive test

“Sui tamponi abbiamo attivato un sistema di prenotazione autonomo con risposte in tempo reale”. In arrivo un nuovo Drive Test e una ulteriore task force per assistenza domiciliare. Misericordia (Fimmg): “Non abdichiamo al nostro ruolo. Ci sono pazienti positivi a spasso”
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di Federica Broglio

Medici di famiglia sotto attacco, da più fronti. Accusati di non rispondere al telefono, di non effettuare visite a domicilio, di non collaborare e di avere paura del Covid.

“Nulla di più falso, anzi, se non ci fossimo noi la situazione pandemica sarebbe ancora più allo sbando”. A difendere la categoria è Paolo Misericordia, segretario provinciale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale), un po’ infastidito dallo scaricabarile sui medici del territorio e sui pediatri. Il sindacato è stato l’unico a livello nazionale a siglare l’accordo con il Governo per la gestione dei tamponi da parte dei medici di base, ma a livello locale non significa che gli appartenenti alle altre sigle (Snami, Smi) abbiano abdicato al ruolo di primo screening sui contagi. Anzi, la provincia di Fermo è capofila e promotrice di un sistema innovativo, tecnologico, sburocratizzato di richiesta di tampone che aiuta gli assistiti ad avere risposte rapide ed immediate, senza nemmeno spostarsi da casa. E tutti i 150 medici di base e pediatri si sono resi disponibili ad adottarlo.

GESTIONE DEI TAMPONI

Stop dunque a lunghe code fuori dall’ambulatorio per ottenere l’impegnativa del proprio medico, per poi attendere una decina di giorni per l’appuntamento per effettuare il tampone e altri tre giorni per ottenere una risposta. Il metodo brevettato dal dottor Misericordia, in collaborazione con il collega Vincenzo Landro di Porto San Giorgio, usufruendo degli strumenti informatici e tecnologici di cui disponiamo oggi, consente di ottenere impegnativa, tampone e esito in tempo reale, con una semplice telefonata.

“Si tratta di un sistema di prenotazione autonomo, tutto online, che ci consente di richiedere al Dipartimento di Salute e Prevenzione un appuntamento per effettuare il tampone al nostro assistito – spiega Misericordia – Noi medici prescriviamo l’impegnativa e la inviamo direttamente dal nostro computer alla centrale dei tamponamenti che fissa l’appuntamento. Dopodiché non facciamo altro che annunciare al paziente il giorno, l’ora e il luogo dove andare ad effettuare il test. Il giorno dopo il Distretto registra l’esito e ce lo comunica immediatamente. In questo modo anche noi medici siamo in grado di sapere chi è positivo e avere un tracciamento”.

Un sistema già operativo da aprile scorso che sta ottenendo importanti risultati in termini di miglioramento dell’organizzazione e della ricognizione sull’andamento epidemiologico, nonché sull’alleviamento del disagio del cittadino e delle tempistiche, tanto da essere stato richiesto da altre aziende sanitarie della regione.

Paolo Misericordia

“Ci assumiamo quindi le nostre responsabilità e diamo un importante contributo alla gestione della pandemia – rimarca Misericordia -, non è affatto vero che ci tiriamo indietro, anzi, siamo in prima linea, senza orari, rispondendo alle innumerevoli telefonate dei nostri pazienti, assistendo le famiglie”. Non solo.

NUOVO DRIVE TEST IN ARRIVO

Proprio per rimarcare il ruolo fondamentale dei medici di medicina generale, la categoria, in collaborazione con l’Area Vasta 4 che fornirà la logistica, attiverà un altro “Drive test” Covid per i tamponi rapidi, in aggiunta a quello di via Leti e di Montegiorgio. “Lo gestiremo noi direttamente, in modo che i cittadini non si vedano costretti a ricorrere sempre alla sanità privata – spiega -. Che non si dica che non siamo disponibili o che non facciamo abbastanza”.

COVID TEAM A DOMICILIO

Anche le Usca, le Unità Speciali di continuità assistenziali, stanno funzionando. Gestite anche queste dai medici di base, dai pediatri di libera scelta e dalla guardia medica, hanno lo scopo di assistere le persone colpite dal Covid a domicilio, senza quindi procedere all’ospedalizzazione. Ora le squadre operative sono due ma saranno implementate ulteriormente e passeranno a tre. “Anche in questo caso si tratta di un coordinamento a 360 gradi, in cui i medici, dopo un consulto telefonico, si confrontano su eventuali prestazioni da far effettuare al paziente e decidono di attivare l’assistenza direttamente a casa, senza intasare inutilmente gli ospedali”.

Ma se sul piano dei tamponi e dell’assistenza a domicilio la situazione non è emergenziale e nella provincia di Fermo nemmeno allarmistica, considerando tutti gli strumenti organizzativi messi in campo dai soggetti interessati, ecco che Misericordia segnala “un problema che rischia di vanificare tutto il lavoro sin qui attivato con successo: la quarantena di chi ha contratto il virus. Su questo fronte il siamo in arretrato clamoroso – denuncia Misericordia – forse qualcuno ha ammainato la bandiera”.

LE QUARANTENE

“Ci risultano persone positive al Covid che sono a spasso – denuncia il medico – un vulnus drammatico che annulla di fatto la tempestività e l’efficacia del sistema dei tamponi”.

Misericordia pone interrogativi anche sui tempi e sull’emissione degli atti che attestano che il paziente è stato in quarantena sancendone la guarigione, anche ai fini Inps della certificazione della malattia nell’ambito lavorativo “forse a causa del carico di lavoro da parte degli uffici preposti e quindi non inserito nel portale Arca della Regione, dove vengono convogliati tutti i dati. Facciamo noi queste certificazioni per venire incontro alle esigenze degli assistiti, ma temo che l’Inps, non essendo nostra competenza, possa poi rivalersi e non corrispondere la malattia ai lavoratori”. Un portale a cui hanno accesso i medici di base e i pediatri, ma che funziona solo fino a 5 o 6 accessi alla volta. “Questo significa che se ho bisogno di informazioni su un paziente mi devo collegare alle 5.30 del mattino”.

Misericordia insomma spezza una lancia a favore della categoria, spiegando che sono tante le proposte messe in campo dai medici del territorio e i servizi “extra” attivati per cercare di dare un notevole contributo alla gestione dell’emergenza. Non da ultimo anche sull’indagine epidemiologica “oggi registrata con un sistema che reputo caotico, via email – conclude – Ora abbiamo proposto un metodo aggregato e strutturato che accelera e organizza meglio i dati da archiviare, immettendo noi tutti i dati degli assistiti. Ma è un ruolo che compete al Dipartimento di Prevenzione, non a noi”.


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