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Angela Serafini rilancia la sua proposta di sempre:”L’ex Gigli torni teatro polifunzionale”

PORTO SANT'ELPIDIO - "Non capiamo cosa intenda il sindaco quando vuole far dialogare il Gigli e il mercato coperto: una maxi area commerciale? Per noi il centro ha bisogno di un teatro polifunzionale"
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Angela Serafini ha sempre sostenuto che l’ex Gigli avrebbe dovuto tornare alla sua funzione originaria di teatro, sin dai tempi in cui si pensava di demolirlo. Lo ribadisce ora che l’Amministrazione comunale ha espresso l’intenzione di acquistare l’intero immobile, a patto di raggiungere un accordo economico con la proprietà. Angela Serafini e il suo gruppo tornano ad intervenire sull’edificio al centro di piazza Garibaldi. “Il Sindaco dice che il teatro Gigli ed il mercato coperto devono dialogare in modo architettonico e nei contenuti – osserva la Serafini – Che vuol dire? Cosa farà realmente dei due immobili? Architettonicamente significa forse che il mercato avrà la stessa veste del teatro? A che pro? Un falso, il teatro, un altro falso, il mercato! E nei contenuti significa forse che il Gigli, tutelato da un vincolo, diventerà un mercato? Un maxicentro commerciale?”

Al’ex Gigli, l’amministrazione Franchellucci ha deciso di ubicare la biblioteca civica per la parte che sin dall’inizio doveva essere acquisita dal pubblico. L’altra metà doveva avere destinazione commerciale e rimanere in capo al privato, mentre ora è emersa l’intenzione del Comune di acquistare tutto. C’è poi il restauro del mercato coperto, ultimo anello della riqualificazione del centro cittadino. “Abbiamo due edifici con due storie completamente differenti che si vuole forzatamente snaturare per creare una realtà massiccia, falsa, inutile e, soprattutto, lontana dalle vere necessità e dalle richieste dei cittadini – l’opinione di Angela Serafini – Ritorna alla ribalta un vecchio progetto che pensavamo ormai cestinato, quello della piazza coperta, in cui, dicevano gli amministratori, si poteva passeggiare, fare acquisti, ritrovarsi. Ma al chiuso con aria e luci non naturali, come nei tanti centri commerciali delle nostre periferie. Noi, invece, abbiamo bisogno di far conoscere il centro, cuore pulsante della città, con i suoi negozi, le strutture ricettive, le bellezze naturali e quelle architettoniche che ancora abbiamo la fortuna di avere. Abbiamo bisogno di muoverci fra strade e stradine e rendere viva questa nostra città che è agonizzante e che faremmo morire definitivamente se realizzassimo una megastruttura commerciale, annientando gli esercizi ancora esistenti”.

La proposta, quindi, del gruppo dell’insegnante:”Avevamo un teatro polifunzionale al servizio dell’intera cittadinanza, ora il centro è senza un luogo ampio, capace di accogliere spettacoli, convegni, concerti. Solo nelle periferie ci sono luoghi che possono accogliere avvenimenti di un certo spessore. Perché il centro è privo di tutto ciò?
Lo strano è che il Sindaco vuol far dialogare due edifici diversi: per anno di costruzione, per struttura architettonica e per le funzioni che hanno avuto; ma non vuole né incontri né dialoghi con i suoi cittadini. Inoltre, insiste per acquistare il Gigli, oltretutto ad un prezzo più alto del dovuto, sottoscrivendo un nuovo mutuo che pagheremo noi cittadini. Perciò, saremmo noi i proprietari e vorremmo utilizzarlo per le finalità che abbiamo da sempre manifestato: teatro polifunzionale. Si può fare”.


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