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Ennesimo furto in via Principe Umberto,
L’Angolo Buono preso ancora di mira

PORTO SANT'ELPIDIO - Ancora un colpo messo a segno, nella notte, presso la rosticceria di Catia Renzi, dopo il furto subito lo scorso 19 luglio. Lo sfogo delle figlie della titolare: «Oltre il danno della chiusura anticipata, anche la beffa. Siamo abbandonati da tutti, non ce la facciamo più. Questa è l'Italia: noi a casa, i delinquenti in giro liberamente».
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di Leonardo Nevischi

Come se le attività legate alla ristorazione non fossero già tra le più colpite dalle nuove restrizioni per contrastare la diffusione del Coronavirus, ecco che ad aggravare la situazione si aggiungono anche i furti, ormai sempre più frequenti. L’ultimo episodio è avvenuto nella notte ed ha colpito la rosticceria L’Angolo Buono, sita in via principe Umberto, già vittima nei mesi scorsi di altre visite inaspettate da parte dei rapinatori.

Lo scorso 19 luglio, infatti, la titolare Catia Renzi si era ritrovata vis a vis con un uomo alto circa 1.80 m, di carnagione olivastra con una t-shirt colore verde militare e dei bermuda scuri che, dopo averla spintonata, aveva approfittato del mercatino per dileguarsi tra la folla e fuggire con il bottino. Questo, in ordine cronologico, era stato solo l’ultimo episodio, tuttavia già ad inizio estate L’Angolo Buono era stato preda di altri furti con scasso. Fino alla sconfortante scoperta di questa mattina, quando l’inquilino del piano di sopra ha sentito dei rumori sospetti ed ha subito avvertito le forze dell’ordine, le quali a loro volta hanno contattato il personale de L’Angolo Buono.

«Non abbiamo più parole il commento amaro delle figlie della titolare, Jessica e Kety Cappella -. Oltre il danno della chiusura anticipata per le nuove restrizioni governative, anche la beffa di subire l’ennesimo furto. Non è possibile vivere così. Siamo abbandonati da tutti e non ce la facciamo più: questo è il quarto episodio nel giro di pochi mesi. Questa è l’Italia: noi a casa, i delinquenti in giro liberamente. Non è sufficiente il momento storico delicato che stiamo attraversando, ci serviva anche questo. Noi ogni giorno ci rimbocchiamo le maniche per portare un pezzo di pane a tavola  (perché sì, viviamo alla giornata – sottolineano le due figlie di Catia Renzi),  ma se la situazione persisterà ad essere questa non so per quanto tempo riusciremo a tirare avanti. Gli aiuti non arrivano ed inoltre dobbiamo continuamente avere a che fare con questi episodi sgradevoli: chi ce lo fa fare?».

«Non è più sufficiente installare telecamere di videosorveglianza e allarmi perché ci sentiamo sempre dire che “l’immagine non è nitida” oppure “il volto non è ben riconoscibile” e le forze dell’ordine arrivano quando ormai il furto è stato compiuto. Ci vogliono più controlli, non c’è altra soluzione – tuonano le sorelle Cappella -. Finché non ci saranno più controlli per le vie cittadine, la gente per bene continuerà a rimanere a casa rispettando il coprifuoco mentre i delinquenti scorrazzeranno liberi e felici di poter compiere atti vandalici indisturbati». Un appello che potrebbe presto finire anche sul tavolo del primo cittadino Nazareno Franchellucci.


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