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Zona arancione, la Camera di Commercio:
“Oltre 9700 imprese coinvolte dai nuovi provvedimenti, 215 nel Fermano”

IMPRESE - I dieci Comuni marchigiani con il maggiore numero di attività sospese e limitate, sono San Benedetto (705), Pesaro (677), Ancona (602), Fano (468), Senigallia (465), Civitanova Marche (432), Ascoli Piceno (360), Macerata (247), Jesi (227) e Fermo (215)
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Attenzione e preoccupazione da parte della Camera di Commercio delle Marche per le limitazioni imposta dalla zona arancione al monto delle imprese.  “Sono oltre 9700 le aziende colpite dalle restrizioni connesse all’emergenza e al nuovo status di zona arancione – spiega il presidente Gino Sabatini –  I dieci Comuni marchigiani con il maggiore numero di attività sospese e limitate, sono San Benedetto (705), Pesaro (677), Ancona (602), Fano (468), Senigallia (465), Civitanova Marche (432), Ascoli Piceno (360), Macerata (247), Jesi (227) e Fermo (215). Camera Marche è in stretto contatto con la Regione per mettere a punto interventi diretti a dare ossigeno immediato specie alle realtà più piccole, e anche per attrezzarle per muoversi al meglio nella dimensione dove ora indispensabile essere: quella digitale”

Le nuove restrizioni agli spostamenti in seguito alla classificazione delle Marche come zona arancione, e le incombenze di queste ore che vedono occupati gli amministratori a fare fronte alla contingenza socio economica, hanno obbligato Camera e Regione Marche a rinviare la stipula ufficiale dell’accordo con il campione Nibali per l’anno 2021 nell’ambito della collaborazione tra i due Enti.

“Rinviamo questo appuntamento – afferma il presidente Francesco Acquaroli – nell’attesa di poterci rivedere quando sarà possibile. La valorizzazione turistica e promozione del nostro territorio e del comparto dell’accoglienza marchigiana, che oggi sta affrontando anche le conseguenze della pandemia, resta una delle priorità dell’amministrazione regionale. Quello legato all’ambiente e al ciclismo possiede le caratteristiche di un turismo che oggi interpreta nuove necessità dei visitatori, che scelgono i nostri territori per esperienze turistico-sportive, a contatto con la natura, a due passi da luoghi magnifici di arte, storia e cultura”.

“Si tratta solo di un arrivederci” sottolinea Gino Sabatini “la presenza di Nibali in un incontro, seppure in forma ristretta e rispettosa dei protocolli di sicurezza, sarebbe stato un momento importante per immaginare una stagione turistica primaverile ed estiva libera dal covid. La situazione ci impone però rispetto e prudenza ancora maggiori: ora è il momento di mettere a punto sostegno e aiuti per il presente immediato. I campioni conoscono la tenacia, l’attesa e la ricerca di equilibrio: cercheremo di farci ispirare da un fuoriclasse come Nibali che sarà comunque presto con noi”
Il ciclista siciliano che domani avrebbe dovuto partecipare alla conferenza presso la sede camerale di Ascoli Piceno è rammaricato della situazione e manda un messaggio di vicinanza e sostegno alle Marche, augurandosi di “tornare presto a percorrerle dalla costa all’entroterra: dopo una pausa forse potremmo tornare a guardare i territori con occhi più riconoscenti e un approccio più sostenibile”.

“Il cicloturismo è fortemente legato anche al tema dell’innovazione” commenta Massimiliano Polacco, componente di Giunta camerale con delega al Turismo “perché richiede infrastrutture materiali e immateriali, manutenzione di ciclabile e ciclovie, fibra per essere connessi e muoversi, anche da soli, in sicurezza e possibilità di geolocaizzazione. E’ inoltre un turismo dolce, di prossimità, ma distante dalle folle”

Nelle Marche le imprese legate al ciclismo in modo diretto (escluso indotto di alloggio e ristorazione) sono 446, tra chi le bici le fabbrica, le commercializza, le ripara e le noleggia.

 


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