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Un nuovo modello di sviluppo sul concetto di persona al centro: la proposta della Fondazione San Giacomo della Marca per uscire dalla crisi

CONVEGNO - La Fondazione marchigiana, con sede a Porto San Giorgio, venerdì scorso ha chiamato a raccolta un gruppo di docenti universitari e responsabili di Istituti di Credito e realtà finanziarie tra le più importanti d'Italia.
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Una proposta per uscire dalla crisi. È quella lanciata dalla Fondazione San Giacomo della Marca in collaborazione con il COSVIM-Finanza integrata, e contenuta nel Rapporto sulla Sussidiarietà 2019/2020 curato dalla Fondazione per la Sussidiarietà di Milano.

La Fondazione marchigiana, con sede a Porto San Giorgio, venerdì scorso ha chiamato a raccolta un gruppo di docenti universitari e responsabili di Istituti di Credito e realtà finanziarie tra le più importanti d’Italia. Tema di fondo: Come può la finanza contribuire efficacemente allo sviluppo delle comunità locali; come può sostenere le piccole e medie imprese; quali esperienze sono in atto; e quale politica può supportarla.

Dopo l’introduzione del presidente Massimo Valentini della “San Giacomo della Marca”, che ha parlato della crisi di sistema oggi in atto e del conseguente squilibrio economico-sociale, e della necessità di rifondare un nuovo sistema di vita con forte idealità, ha preso la parola il prof. Giorgio Vittadini. Il docente di Statistica e presidente della Fondazione per la Sussidiarietà ha spiegato il significato di Finanza, parlando della crisi italiana precedente il Covid, e delle nuove politiche europee e conseguenti opportunità in ambito di sostenibilità, digitalizzazione e lotta alla povertà. Ci sono fondi da intercettare, ha detto, con progetti seri che combacino con le nuove politiche della UE. C’è però l’urgenza, ha aggiunto, che la politica italiana faccia un salto di qualità e di serietà. Occorre, inoltre, un criterio di sussidiarietà vera basata sulla collaborazione tra stato, privati, regioni: una «organicità di soggetti». Un nuovo modello di sviluppo, ha precisato Vittadini, si basa sul concetto di persona al centro, come soggetto e come scopo, sull’uso della tecnologia per un nuovo sviluppo (no alla decrescita felice), su un dialogo costante e collaborazione tra realtà diverse, e sul rilancio del nesso tra finanza ed economia reale.
Per il prof. Alberto Brugnoli, docente di Economia applicata presso l’Università degli Studi di Bergamo, la ripresa italiana si potrà avere «mobilitando – secondo le raccomandazioni di Mario Draghi – l’intero sistema finanziario, per raggiungere ogni piega dell’economia reale». Dove l’intero sistema finanziario riguarda Cassa depositi e Prestiti, Crediti cooperativi, Fondazioni bancarie, grandi gruppi di banche, micro-credito, casse previdenziali, Fintech. Un ruolo determinante lo potranno svolgere, ha sottolineato, le Fondazioni bancarie.

Sono seguite le esemplificazioni di esperienze in atto: di Dario Giudici, Ceo della principale piattaforma italiana di equity crowdfunding. Mamacrowd; di Pierluigi Ciccone, CEO di Agenda Invest, Senior Portfolio Manager per i fondi RiverRock Liquid Premium e RiverRock Minibond; Antonio Romeo, Chief Sales Officer SACE FCT – Gruppo CDP, già direttore della divisione commerciale SACE FCP; Cristina Balbo, dal gennaio scorso Direttore Regionale Emilia Romagna e Marche di Banca Intesa; di Angelo Galeati, Presidente della Fondazione Carisap, coordinatore delle Fondazioni bancarie marchigiane, membro esecutivo di ACRI, Amministratore delegato di Sabelli Spa.
Il neo presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, ringraziando dell’importante iniziative, ha parlato di un prossimo tavolo di lavoro per discutere di banche-confidi-consorzi di garanzia e politiche finanziarie. Il presidente ha posto anche la domanda sul come mobilitare i conti correnti che sono fermi nelle banche.

I lavori sono stati chiusi da Valentini che ha sottolineato il contributo offerto dal convegno alle prossime scelte della politica, la necessità di percorrere i canali della finanza innovativa; l’importanza di far crescere una nuova cultura finanziaria; la mancanza di condizioni per dar vita ad una nuova grande banca regionale, la necessità di integrare con fondi regionali la garanzia del Medio credito centrale, il sostegno al microcredito e alla finanza circolare.


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