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Il direttore del Conservatorio, Verzina:
“Manteniamo la didattica in presenza, protocollo rigido per lavorare in sicurezza”

FERMO - L'omaggio a Nella Brambatti, per 6 anni presidente del Conservatorio: "Donna colta e appassionata, importante sotto la sua presidenza l'impegno per la messa in sicurezza della sede"
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Un brano per ricordare Nella Brambatti recentemente scomparsa. Poi una panoramica sui corsi, le difficoltà, ma anche la gran voglia di continuare a insegnare musica e fare cultura, malgrado i mille ostacoli del Covid. Il direttore del conservatorio Pergolesi, ospite questa mattina ai microfoni di Radio Fermo Uno, ha raccontato le attività in corso ed espresso il desiderio di tornare, presto, a proporre eventi e concerti.

Prima di tutto, però, preceduto da un brano francese, il ricordo del direttore a Nella Brambatti, ex sindaca di Fermo e presidente per due mandati, dal 2007 al 2013, del Pergolesi. “Ho pensato a questo brano per renderle omaggio – ha detto Verzina – visto che era laureata in lingue e letterature straniere e docente di francese. Ha guidato il Pergolesi per 6 anni e va ricordato in particolare l’impegno dedicato alla messa in sicurezza della struttura, un aspetto davvero importante. Io ero vicedirettore sotto la sua presidenza, ci legava un rapporto di stima ed amicizia”.

Poi Verzina è passato all’organizzazione della didattica in tempi di emergenza sanitaria. “Facciamo lezione con didattica a distanza per tutto il possibile, come le lezioni di gruppo. La didattica strumentale, invece, continua in presenza, con le lezioni individuali e a piccoli gruppi. Abbiamo adottato misure di contenimento molto rigide che permettono di lavorare in sicurezza. Crediamo non si debba rinunciare, per quanto possibile, alle lezioni in presenza, è un sostegno anche psicologico agli studenti, come a dire che non vogliamo arrenderci alla situazione di emergenza. Andiamo avanti con tutti i corsi, abbiamo aperto anche una cattedra di musica elettronica”.

Verzina fa il punto sul recupero delle sessioni di laurea dopo lo stop imposto dal lockdown di primavera. “A giugno abbiamo dovuto rinviare le ammissioni, ma abbiamo recuperato questa sessione a fine settembre, avendo un buon riscontro. Ci aspettavamo un calo maggiore, invece abbiamo ricevuto circa 150 domande. Siamo ripartiti ed abbiamo recuperato le sessioni di laurea per recuperare ciò che era stato rinviato ad aprile. Alla sessione di novembre ne avremo ben 36”.

Indispensabile, in questi mesi, lavorare sulla digitalizzazione. “Il digitale è importante e utile per la didattica e la condivisione di materiali – continua il prof. Verzina – stiamo implementando la piattaforma, anche per consentire agli studenti di avere tutti gli strumenti necessari. Abbiamo ricevuto anche un finanziamento dal Miur per lavorare in questo senso”.

Si va avanti su tutto, fatta eccezione per l’attività concertistica. “Avevamo previsto per dicembre il concerto di inaugurazione dell’anno accademico, che abbiamo inevitabilmente rinviato – conclude il direttore – Vorremmo celebrare questo momento in presenza, anche se con una platea limitata. Il tema dei concerti in streaming oggi è molto dibattuto, la mia idea è che si tratti di un ripiego limitativo. L’emozione e l’empatia del concerto dal vivo fanno parte di un’esperienza estetica che non si può replicare”.

L’augurio finale di Nicola Verzina è rivolto “alla speranza di un momento di rinascita. Questa situazione critica ha insegnato a mettere in atto nuove modalità di pensare e magari alcune cose introdotte durante questa emergenza potranno tornare utili anche in futuro. Confidiamo di uscire quanto prima da questa fase“.


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