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Ordinanza anti-assembramento,
Mangialardi: “Smentite le lamentele
sull’inserimento in zona arancione”

EMERGENZA - Il capogruppo dem in Regione attacca il presidente Acquaroli e la giunta: «Sono in confusione, si ritrovano a navigare a vista, mentre le strutture regionali stanno precipitando nel caos e la saturazione dei posti letto negli ospedali è al 98%. Subito un confronto con l'opposizione sul piano pandemico»
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maurizio-mangialardi

Maurizio Mangialardi, capogruppo dem in Consiglio regionale

 

«Sono stato tra i primi ad accogliere positivamente l’invito alla collaborazione del presidente Acquaroli per gestire al meglio la terribile pandemia che sta colpendo così duramente anche le Marche. Peccato che quell’auspicio sia stato tradito in primo luogo dallo stesso presidente e dalla sua maggioranza che, dopo aver bocciato tutte le proposte avanzate dal Partito democratico, si ritrova ora a navigare a vista, mentre le strutture regionali stanno precipitando nel caos». A dirlo è Maurizio Mangialardi, capogruppo del Pd in Consiglio regionale, che mette nel mirino la gestione dell’emergenza sanitaria da parte della giunta Acquaroli, all’indomani dell’emanazione dell’ordinanza anti-assembramento che entrerà in vigore domani.

«In questo difficile contesto – continua Mangialardi – siamo costretti ad assistere allo stucchevole spettacolo di un presidente in totale confusione e in costante contraddizione tra ciò che dice e ciò che realmente fa. Basti pensare al parere favorevole dato per consentire gli spostamenti da comune a comune per usufruire dei servizi alla persona, ritirato nello spazio di poche ore, o all’ordinanza anti-assembramento appena pubblicata, che ribadendo di fatto i contenuti dell’ultimo Dpcm sembra smentire le lagnose lamentele per l’inserimento delle Marche nella zona arancione. Il tutto mentre il Piano pandemico continua a essere applicato a singhiozzo sul territorio e la saturazione dei posti letto negli ospedali ha raggiunto ormai il 98%. Non sappiamo a cosa sia dovuto questo ondivago e sconcertante orientamento, ma temiamo che all’interno della maggioranza, dove sono note le profonde divisioni tra i vari partiti su come affrontare il Covid, non ci sia accordo sulle misure da adottare. Un conflitto che purtroppo paralizza gravemente l’attività della giunta ai danni dei marchigiani». Mangiarlardi chiede quindi al presidente «di assumersi la responsabilità che i marchigiani gli hanno affidato, di liberarsi dai pericolosissimi condizionamenti della sua maggioranza e di – conclude il capogruppo dem – riaprire il confronto con l’opposizione su alcuni temi cardine come la corretta applicazione del Piano pandemico, l’avvio del concorso per l’assunzione degli infermieri, il potenziamento dei presidi di medicina del territorio, l’intensificazione dei tamponi, il miglioramento del sistema di tracciamento dei contagi, e il sostegno economico a imprese, lavoratori e famiglie colpite dalle restrizioni varate dal governo».

 


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