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“Non mi toccate Maradona per favore”
Il tributo di Julian Corradini
al Pibe de Oro (GUARDA IL VIDEO)

FERMO - Il musicista "con un piede tra Italia ed un altro in Argentina" ha scritto il brano insieme all'amico poeta Antonio Malagrida, ma non è riuscito ad inviarlo in tempo al fuoriclasse scomparso il 25 novembre
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di Andrea Braconi

“Perché per un argentino, Diego Maradona è come la bandiera, è come l’argento, come il tango. È una carta d’identità. Come dice il mio amico poeta Antonio Malagrida, siamo tutti fiocchi di neve che cadono sulla sabbia e si sciolgono, ma Maradona è un fiocco che lascia il segno”.

Da qualche settimana Julian Corradini, giovane musicista “con un piede a Fermo e un altro in Argentina”, voleva inviare al suo idolo il brano che aveva scritto insieme allo stesso Malagrida e musicato con il fratello Pablo al bandoneon, Mattia Zepponi alla tromba, Federico Mecozzi agli archi, Rafael Sarmiento alle percussioni e Christian Bonato al pianoforte.

“Mancava solo il mixaggio – ricorda Corradini – ma non ho fatto in tempo”.

Quando nasce questo brano?

“Due anni fa insieme ad Antonio, prendendo spunto da un suo poemetto che si intitola ‘Non mi toccate Maradona per favore’. Il testo della canzone lo abbiamo poi scritto insieme. Una volta siamo andati al cinema a Civitanova per l’uscita dell’ultimo documentario su Diego, c’eravamo solo noi e ci siamo fatti certi lacrimoni…”

Oltre che musicista, sei stato anche un discreto calciatore. Chi era per te Maradona?

“Maradona te lo porti in valigia, è una parte di te. Ha reso l’Argentina un paese con una gloria e perderlo è come se se ne andasse una parte di te. Sai, ogni tanto in queste ore mi metto a piangere.”

Una scomparsa che sta anche unendo tifoserie spesso nemiche.

“Io l’ho sempre pensato che era uno che, pur avendone combinate di tutti i colori, ha sempre lasciato il segno, una persona speciale che ha cambiato il mondo. Per noi argentini ha vendicato una guerra.”

Mexico 1986, Argentina-Inghilterra 2-1.

“Nella stessa partita ha fatto il goal più bello ed il più brutto della storia del calcio, vendicando una guerra assurda. Immagina cosa è stato per un Paese che usciva da una dittatura avere questo. E poi Napoli, il posto giusto o sbagliato, come lui.”

Calciatore e uomo, due aspetti che non posso essere scissi. Soprattutto quando parli di Maradona.

“Lui era senza filtri, senza compromessi.”

Nel video che hai pubblicato su YouTube ci sono tante immagini suggestive.

“L’ho realizzato al volo, per omaggiarlo. Volevo andare a Napoli e fare un video nelle strade, ma sicuramente lo farò appena sarà possibile.”


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