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Coronavirus, Vecchi (albergatori Ataf):
Si tampona l’emergenza
senza una visione per il futuro
,
serve investire su commercio e turismo”

EMERGENZA - Il presidente dell'associazione albergatori lamenta un sistema farraginoso di aiuti per il settore. “E’ il momento per investire su commercio e turismo”. Tra le proposte un Centro Polivalente all’ex pescheria di Porto San Giorgio e un marchio per il turismo in bike
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Gianluca Vecchi

di Federica Broglio

Un anno da dimenticare quello degli albergatori, ma non sono nemmeno fiduciosi per quello che verrà. Vero è che loro, al contrario di ristoratori e baristi, da quando le Marche sono zona arancione, possono restare aperti, ma se le persone non si muovono da casa pagano solo le spese e le utenze ad incasso pari a zero. E non che quest’estate sia andata meglio. Di certo in un solo mese con segno positivo, non è stato possibile recuperare un fatturato profondamente in perdita per tutto il resto dell’anno.

A fare il punto sulla situazione è Gianluca Vecchi, presidente del Distretto Turistico e di Ataf, l’associazione degli albergatori del Fermano.

“Molte attività produttive hanno recuperato un po’ di fatturato nel periodo estivo post lockdown, mentre gli alberghi a giugno erano ancora chiusi e a luglio hanno raggiunto circa il 30/40 per cento di ospiti. Solo agosto abbiamo avuto il tutto esaurito. Poi a settembre siamo ripiombati nella crisi nera, la gente non prenotava più perché già c’era il sentore di una seconda ondata di pandemia”.

Presidente però non sono mancati gli aiuti.

“Sostegni tanti, ma talmente farraginosi, con pratiche infinite, mille cavilli burocratici, alcuni addirittura ridimensionati per mancanza di fondi. Inoltre abbiamo segnalato più volte che era necessario cambiare i parametri di riferimento. I contributi a fondo perduto dello Stato, ad esempio, si basavano sulla perdita di fatturato di aprile che, considerata la stagionalità di molti alberghi del nostro territorio, a conti fatti erano irrisori. Oltre alla disparità di trattamento, alcuni albergatori non hanno preso nulla perché ad aprile erano chiusi o hanno lavorato molto poco. Avrebbero dovuto considerare tutto il periodo dal primo gennaio alla data della presentazione della domanda per sortire un effetto più benefico. Viene da chiedersi se questi sostegni siano veramente reali nelle intenzioni oppure, visto la difficoltà per ottenerli, non siano solo aiuti di facciata per poi in realtà farci desistere dal fare domanda”.

Però le istituzioni non vi hanno dimenticato.

“I Comuni hanno annullato la parte variabile della Tari e la Regione ha versato 6mila euro agli alberghi a tre stelle e 8mila a quelli a quattro stelle, ma una tantum, devono bastare per tutto l’anno. Ormai abbiamo perso la voglia persino di fare questo lavoro”.

Purtroppo in un periodo così complesso da gestire, in cui inevitabilmente la crisi si fa sentire anche a livello economico, è difficile poter accontentare tutti. Pensa che ci siano delle lacune a livello politico?

“Credo non ci sia una visione d’insieme, si va avanti a spot inseguendo l’emergenza. Non c’è lungimiranza, una programmazione per il futuro e per la ripresa economica. Sono sei mesi che mi batto, insieme a Federalberghi a livello nazionale, per estendere il bonus del 110 per cento sulle ristrutturazioni anche al nostro settore. Potremmo programmare gli interventi in questo periodo in cui non abbiamo ospiti ed essere pronti per la stagione estiva prossima con alberghi rinnovati e un servizio del territorio migliore”.

Il Natale è alle porte, che previsioni avete?

“Natale e Capodanno sono bloccati. Le agenzie e i gruppi business non stanno organizzando nulla. Poi sinceramente dubito che per le festività ci sia un ‘liberi tutti’, sarebbe una scelta scellerata”.

Lei sostiene che non ci sia una politica che guarda al futuro, voi cosa proporreste?

“In questi anni non si è investito in commercio e turismo. Penso alla costa di Porto San Giorgio e Lido di Fermo, bisognerebbe puntare sulla qualità e i servizi. Già abbiamo pagato il terremoto del 2016 in cui si parlava sempre delle Marche come territorio ormai disagiato, poi il Covid. Stiamo soffrendo. Avevo proposto di realizzare un Centro Polivalente nella zona degradata dell’ex pescheria a Porto San Giorgio, dove prevedere aree per mostre mercato, eventi sportivi, una beaty farm, una spa, una piscina di talassoterapia. Avevamo pensato anche alla possibilità di creare una tassa di soggiorno che, insieme a finanziatori privati, potesse contribuire all’investimento, ma è rimasto tutto solo sulla carta.Ora va di moda la destagionalizzazione. Si potrebbe ipotizzare un circuito per il turismo in bike, ma bisognerebbe creare un marchio e soprattutto riunirsi tutti attorno ad un tavolo per mettere a fuoco idee e progetti. Ma serve la volontà da parte di tutti i soggetti. Non mi pare ci sia”.


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