facebook twitter rss

Legambiente sull’ex Fim:
”Un tavolo di lavoro per la cattedrale”

PORTO SANT'ELPIDIO - Lettera aperta della presidente di circolo Fabiani. "Il futuro della struttura deve tener conto anche del suo significato storico e sociale. Proponiamo una concertazione pluralistica sul relativo destino"
Print Friendly, PDF & Email

“Il destino di ciò che resta della <cattedrale> della Fim non dipende dagli accertamenti tecnici riguardo alla sua stabilità. E non dipende nemmeno dalla necessità, questa si assoluta, di terminare finalmente la bonifica”.

E’ l’approccio di una nota a firma Katia Fabiani, presidente del circolo di Legambiente di Porto Sant’Elpidio, che prosegue.

“Il destino della cattedrale riguarda il suo significato. La cattedrale come segno paesaggistico, <la cattedrale del mare>, come segno storico del lavoro del ‘900, come segno memoriale della fabbrica, del borgo, della città del dopoguerra, della immigrazione, degli artigiani calzaturieri fino alla promessa turistica, come segno identitario perché è attorno alla fabbrica che si estende l’aggregato abitativo che darà l’abbrivio alla nascita del nuovo Comune”.

“Se poi questo segno è stato compromesso nella sua interezza di bene vincolato, questo è imputabile a colpevoli omissioni. Porto Sant’Elpidio è situata in un comprensorio storicamente ricchissimo eppure è una città senza visibile testimonianza storica. Di quello che c’è e c’era è rimasta la cattedrale, il più rilevante segno storico visibile della città, posizionato su una invidiabile location. Abbatterla significherebbe togliere l’ultima testimonianza – ha precisato il vertice del circolo cittadino -. Una città senza memoria è una città senza futuro. Si prospettano sulla cattedrale soluzioni surrogate, l’abbattimento con ricostruzione, che non ci convincono per dimostrata carenza di garanzie”.

“L’altra faccia della cattedrale è la previsione urbanistica su tutta l’area che prevede fino a 33.000 mq di costruito con una presenza potenziale fino a 1000 persone – la conclusione -. La storia della Fim e della sua cattedrale è una storia di periferia culturale di cui la cattedrale stessa, e gli ettari di prato davanti al mare, rappresentano una opportunità di riscatto. Su queste questioni, e sulla tutela del bene cattedrale, il circolo Legambiente propone la formazione di un tavolo di lavoro con i volonterosi della città, con le associazioni e quei cittadini che sanno apprezzare storia e bellezza”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




Gli articoli più letti