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“Qui va male per tutti, vogliamo riaprire
al più presto” il grido d’allarme
di Cna e i numeri della crisi

CNA - "I dati dei primi nove mesi 2020 non perdonano ed il picco, anche le chiusure hanno un picco, è previsto per gennaio. Ai nastri di partenza del nuovo anno si iscriveranno meno imprese, perché non ce la fanno più"
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Da dx Alessandro Migliore e Paolo Silenzi

“Non possiamo pensare ad una classifica di chi sta peggio. Qui va male per tutti. Ad oggi il nostro centro studi regionale ci dice che nelle Marche hanno chiuso, oltre che tante imprese artigiane, anche 247 imprese commerciali. Un dato che misuriamo dalle serrande abbassate e da cartelli laconici di un chiuso per ferie senza scadenza”: è il grido di allarme della Cna territoriale di Fermo, per bocca del suo presidente Paolo Silenzi.

Secondo Alessandro Migliore, direttore Cna: “I dati dei primi nove mesi 2020 non perdonano ed il picco, anche le chiusure hanno un picco, è previsto per gennaio. Ai nastri di partenza del nuovo anno si iscriveranno meno imprese, perché non ce la fanno più. Già un prezzo salatissimo è stato pagato dal commercio ambulante con 137 attività che hanno chiuso nei primi 9 mesi del 2020 a causa delle limitazioni dei mercati e della mobilità delle persone. Poi aggiungiamo l’abbigliamento con 57 chiusure, una filiera che conosciamo bene per i suoi riflessi produttivi dannosi nelle imprese artigiane del settore. Nei piccoli centri i i negozi non specializzati sono diminuiti di 40 unità. Un depauperamento che incide sulla vita sociale dei nostri borghi e delle nostre comunità”.
Rilancia il presidente Silenzi: “Vogliamo riaprire il prima possibile, sappiamo farlo in sicurezza, rispettando i protocolli. Non è una sfida tra economia e salute. E’ un appello alla responsabilità ed al sostegno delle piccole attività che hanno garantito servizi essenziali al nostro quotidiano. Davvero è il momento di scegliere con il portafoglio o quello che rimane, scegliendo locale. E’ una scelta di sostegno solidale ed etica. Quanto alle grandi scelte, occorre che il nuovo DPCM preveda misure che facilitino gli spostamenti tra comuni, perché i cittadini, nelle zone arancioni e rosse, possano recarsi presso gli artigiani di fiducia che non svolgono attività in grado di determinare assembramenti come nel caso di acconciatori e autoriparatori. Attendiamo segnali.”


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