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L’Avis elpidiense fa il bilancio del 2020, “L’anno che doveva essere e non è stato”

SANT'ELPIDIO A MARE - "Avremmo voluto celebrare i 60 anni dalla fondazione, non è stato possibile per la pandemia che ha stravolto tutto, ora la priorità è continuare a donare, a partire dal plasma iperimmune dei guariti da Covid"
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Il periodo natalizio è tradizionalmente tempo di bilanci per la sezione Avis di Sant’Elpidio a Mare sull’attività svolta nel corso dell’ultimo anno. In questo, caso, il 2020 è per i volontari “l’anno che doeva essere e non è stato. Un anno che ricorderemo a lungo perchè questa pandemia ha stravolto e travolto tutto e tutti, compresa la nostra tradizione di celebrare, ogni 5 anni, le ricorrenze dalla nascita della sezione. Avremmo dovuto celebrare degnamente il nostro sessantennale, ma tutto questo non è stato possibile”.

Per la sezione non si sono fermate naturalmente le donazioni, a maggior ragione quest’anno. “Sangue e plasma servono tutti i giorni e non si possono lasciare i centri trasfusionali privi di scorte. Ringraziamo i donatori che hanno sempre e puntualmente risposto alle chiamate del centro raccolta, dove sono sempre stati osservati con rigore i protocolli di sicurezza. Nei primi mesi siamo stati costretti ad alcune sedute di chiusura, come capitato in altri centri, sempre per un problema di carenza dei medici che ci auguriamo possa trovare una soluzione. E’ difficile fare proseliti e invitare a diventare donatori quando poi ci sono difficoltà a donare”. La quantità di donazioni e di volontari che hanno partecipato è in linea con quella degli anni precedenti.

Sul fronte della guerra al Covid-19, il presidente Avis di Sant’Elpidio a Mare e i collaboratori rimarcano “l’impegno in prima linea di reclutare i guariti da Covid-19, li invitiamo a donare plasma iperimmune per chi sta combattendo nelle terapie intensive la battaglia per la sopravvivenza. Ci si può rivolgere alla nostra sezione al 3333656876, al Centro trasfusionale di Fermo allo 07346252533, oppure all’Avis Fermo allo 07346253455”.

In vista del 2021, Calvitti rilancia l’invito, già espresso negli anni scorsi, a reclutare nuove leve. “Per noi è improrogabile un ricambio generazionale, che porti sia figure che idee nuove, per consentire a questa nostra sezione ormai sessantenne di diventare un’associazione moderna, al passo coi tempi, tecnologica, social. Per farlo servono giovani dirigenti, con il supporto di ex donatori che possono comunque collaborare anche se hanno raggiunto i limiti di età e non possono più donare il sangue. Ci auguriamo di riuscire in questo obiettivo, consegnando a chi verrà anni di esperienza ed appartenenza all’associazione. Avis è anche scuola di vita, il tempo qui non è mai sprecato”.


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