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“Distanziamento sociale? E’ la voce che ci avvicina, col metodo Vocalbrave si può”

SANT'ELPIDIO A MARE - Le sorelle Isabella ed Ileana Conti spiegano come educare la voce: "Non esistono voci brutte, ma voci 'scordate'. In questo momento più che mai, c'è bisogno di suoni rassicuranti, che emanino calore ed affetto"
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Lo strumento per restare vicini in tempo di distanziamento forzato? La voce. Ne sono convinte Isabella ed Ileana Conti, ideatrici del metodo “Vocalbrave in-tono la voce giusta”. In un 2020 che ha azzerato il contatto fisico ed imposto un distacco di almeno un metro verso gli altri, è proprio il suono della voce a consentire di avvicinarsi, superando le distanze fisiche ed emotive. Ma la voce, come ogni strumento, va educata. In termini più semplici, è importante saperla suonare.

“Modulando in diverse tonalità, la voce si colora di emozioni differenti e risuonando nell’altro, è capace di stabilire una connessione a distanza – spiega Isabella Conti, pianista, cantante e vocal coach – La mascherina attutisce il volume della nostra voce, ma non limita la capacità di risonanza emotiva. La mascherina provoca un forte disagio ai nostri occhi, che non possono aiutare a comprendere l’altro attraverso la lettura labiale. Così l’orecchio diventa anche l’occhio con cui guardare. Se vogliamo comprendere meglio gli altri, impariamo a sintonizzarci e percepire attraverso il suono della voce le giuste intenzioni. Il metodo Vocalbrave insegna proprio a scegliere la voce giusta per stabilire una sintonia vocale e creare un’empatia timbrica con la voce dell’altro”.

Il metodo ideato dalle sorelle Conti insegna ad assumere un corretto atteggiamento vocale per ogni tipo di personalità espressiva. Questo previene anche malattie professionali della voce.
“Intonare la voce giusta – continua l’ideatrice di Vocalbrave – significa, attraverso esercizi facili e divertenti, riuscire a rieducare atteggiamenti vocali dissonanti con la propria personalità. E’ come accordare una voce ‘scordata’, ripristinando equilibrio tra le qualità timbriche”.

A chiunque sarà capitato di riascoltare la propria voce. In un’occasione pubblica, un’esecuzione, un video o banalmente riascoltando un vocale di whatsapp appena inviato. “Spesso abbiamo una sgradevole sensazione – spiegano ancora Isabella ed Ileana Conti – in realtà non esiste una voce brutta, ma una voce che non sonorizza quello che sentiamo. Volete esprimere un augurio per il Natale alle porte tramite un messaggio vocale su whatsapp? Bene, fatelo attraverso un suono che vi rappresenti, che parli di voi, che si accordi all’emozione che provate. Ogni emozione ha una voce. Una chiara e brillante richiama l’attenzione, una scura e profonda tranquillizza e ispira immagini positive. Lasciate risuonare la voce di calore e affetto umani, per rassicurare l’altro. In un momento così difficile, è il suono che ci manca più di ogni altro”.


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