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All’Ortopedia del ”Murri”
in arrivo un Natale all’insegna
della speranza

FERMO - Lunedì prossimo, 21 dicembre, i pazienti del reparto dell'ospedale fermano saranno al centro di un'iniziativa benefica ideata e realizzata dal relativo personale sanitario, il tutto nella speranza di "ridurre le dovute distanze con le famiglie, obbligatorie quanto tristi nel periodo segnato dal Covid", il commento del primario Lamponi
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Il primario Federico Lamponi e la caposala Lucia Bartolini, al centro il testo della poesia scelta per la giornata di lunedì intitolata “Le quattro candele

 

di Paolo Gaudenzi

FERMO – Il reparto di Ortopedia e Traumatologia del “Murri”, in considerazione del periodo storico che purtroppo non consente l’accesso parentale dei ricoverati in ospedale, ha organizzato una giornata di sensibile vicinanza sociale in prossimità del Natale.

In tale momento, a ricadere in lunedì prossimo 21 dicembre, ai pazienti verrà infatti recapitato un piccolo dono simbolico e tutto il personale si adopererà per rendere i degenti quanto più possibile partecipi e protagonisti all’iniziativa. La giornata si ispira ad una poesia, “Le quattro candele“, incentrata sul bisogno di speranza che non deve mai venire meno.

Il personale afferente al reparto, distanziato per i dovuti motivi Covid

Tutto il personale, inoltre, indosserà una mascherina con sticker amovibile che simboleggia la festività natalizia. “Va ribadito come questo periodo, dominato da una pandemia inaspettata, abbia rivoluzionato radicalmente il nostro modus vivendi – ha dichiarato il primario del reparto, il dottor Federico Lamponi -. E questo è quanto mai vero in ambito sanitario. Si comprendono appieno l’ansia, la paura, i dubbi che i familiari dei nostri ricoverati abbiano dovuto sperimentare causa l’impossibilità di avere un contatto che non fosse quello telefonico. Sono venute meno quelle che sono le basi di un normale rapporto medico-paziente-famiglia”.

“Gli sforzi fatti da tutto il personale, medico, infermieristico ed ausiliare, nel prestare assistenza e nel cercare di comunicare correttamente via telefono le condizioni dei pazienti, non sempre sono stati sufficienti a tranquillizzare le famiglie a casa – ha concluso l’esperto chirurgo ortopedico -. Peggio ancora nel dover comunicare notizie non positive. Si può solo immaginare quanto sia stato e continuerà ad essere imbarazzante ed innaturale comunicare al telefono senza avere un contatto visivo”. Ed è quindi per questo che l’unità operativa di Ortopedia e Traumatologia dedicherà  l’intera giornata di lunedì al tema della speranza.

 

Il dettaglio testuale sull’elaborato poetico al centro dell’iniziativa

I due omaggi del fumettista Paolo Febi fatti recapitare al reparto ospedaliero fermano


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