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I ristoratori alzano la voce:
“Fatturato giù fino al 70%,
uniamoci nella protesta per chiedere più aiuti”

PORTO SANT'ELPIDIO - Gli esercenti di Porto Sant'Elpidio, in testa De Santis: "Chiediamo di azzerate Imu, Tari e canoni demaniali 2020, dilazioni dei prestiti bancari, riduzioni sugli affitti, ristori sulla perdita di fatturato, le associazioni di categoria siano tutte unite"
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Un accorato appello per chiedere maggiori aiuti rispetto a quelli arrivati finora ed un invito a tutte le categorie danneggiate dal Covid a fare fronte comune. E’ quello che parte dai ristoratori di Porto Sant’Elpidio, in testa Piero De Santis, responsabile locale di Confartigianato per i pubblici esercizi, che dopo aver sentito altri colleghi, titolari di ristoranti ed altre attività commerciali in città, evidenzia le enormi difficoltà del settore di fronte alle prolungate restrizioni e chiusure disposte per arginare la pandemia.

“Rivolgiamo un appello a tutte le categorie colpite in maniera violenta dalle chiusure obbligatorie per via del Covid-19. Capiamo il senso civico di star chiusi per ridurre i contagi, ma non è più accettabile che solo noi ristoratori, insieme a pochi altri settori, siamo i soli a farci carico delle azioni di contrasto alla pandemia. Non accettiamo i bassi ristori che ci sono stati assegnati a fronte di cali di fatturato dal 50 al 70%. Dietro ogni attività ci sono persone e famiglie che in questi mesi hanno tutte dato del proprio e si sono indebitate per far fronte alle spese di esercizio rimanendo senza alcuno stipendio”.

Da qui alcuni punti definiti essenziali, per riuscire a restare a galla e compensare le perdite subite e il calo di introiti che, visto il prolungarsi delle restrizioni, non potrà che continuare anche nelle prossime settimane. “Chiediamo un indennizzo governativo a fondo perduto sul calo di fatturato del 2020 – continua De Santis – Chiediamo di fare manleva verso i dirigenti bancari per dilazioni ai prestiti bancari. Chiediamo l’annullamento Tari, Imu e canone demaniale per l’anno 2020, oltre ad un obbligo per locatori di attività commerciali di abbassare il canone di affitto proporzionalmente alle perdite”. In ultimo, un invito a fare fronte comune in tutte le Marche insieme alle altre associazioni di settore. “Chiediamo con forza a tutte le associaziomni di categoria che ci rappresentano in regione di unirsi, mettersi insieme per promuovere una protesta unitaria di tutte le attività che sono state colpite in maniera violenta. Solo insieme possiamo dare un segno importante per le nostre categorie”.

Già nella prima fase della pandemia, a fine aprile, i ristoratori elpidiensi avevano fatto fronte comune, con una manifestazione davanti alle porte del municipio, appoggiata anche dal sindaco Nazareno Franchellucci, con cui chiedevano risposte chiare dal Governo centrale sulle modalità di riapertura dopo il lockdown. Simbolicamente avevano consegnato al primo cittadino le chiavi dei loro locali. Oggi sono di nuovo a lanciare un grido di allarme, perchè dopo le perdite di primavera con i due mesi di chiusura obbligata, gli ultimi mesi del 2020 hanno inferto un’altra mazzata e ad oggi nulla lascia presagire segnali positivi per il prosieguo della stagione invernale.


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