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Steat, la società che cresce: bilancio 2020
dal Covid all’area Santa Lucia ma spunta
il nodo trasporto scolastico

FERMO - Questa mattina conferenza stampa presieduta dal presidente Fabiano Alessandrini. Si tirano le somme di un anno difficile ma nel corso del quale la società ha gettato le basi per il 2021. In arrivo nuove figure nell'ambito della riorganizzazione aziendale
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di Andrea Braconi

Un anno, il 2021, che inizia con un resoconto di un 2020 denso di avvenimenti, anche per la Steat. “Come azienda di trasporto pubblico – ha spiegato il presidente Fabiano Alessandrini – abbiamo dovuto affrontare in prima linea la questione del Covid per la parte di nostra competenza, in particolare per il trasporto scolastico delle Superiori”.

La messa in sicurezza del personale e dei viaggiatori, con l’attivazione di tutta una serie di iniziative, ha inevitabilmente comportato per l’azienda dei costi significativi. “Nella prima fase dell’emergenza – ha rimarcato il direttore Pino Rutolini – solo per le pulizie siamo passati da circa 80.000 a 260.000 euro. Ma l’autobus è quello che si vede, ci sono poi uffici, bagni, deposito e tutta un’attività che va oltre. Possiamo dire che abbiamo avuto maggiori costi non inferiori ai 350.000 euro e vedremo in seguito quanti di questi riusciremo ad avere ristorati”.

C’è poi stata l’acquisizione definitiva dell’area Santa Lucia e, a fine anno, si è anche conclusa la riorganizzazione della struttura aziendale con la nomina dei 2 nuovi direttori. “Da oggi siamo in grado di ripartire con questa nuova struttura resasi necessaria per il pensionamento a breve del direttore Rutolini, che ringraziamo per l’attaccamento alla bandiera che ha dimostrato in tutti questi anni”.

IL COVID

Alessandrini ha tenuto a precisare come la Steat sia stata una delle primissime aziende a mettersi al passo. “Fin da subito abbiamo adottato tutte le misure cautelative, per personale e viaggiatori, con le sanificazioni dei siti aziendali e degli autobus. Abbiamo consegnato il kit per i nostri dipendenti con mascherine e detergenti, anche perché già da marzo-aprile siamo riusciti ad ottenere un grosso quantitativo dall’Olanda attraverso contatti con aziende amiche. Inoltre, siamo partiti subito con l’isolamento della cabina del conducente, realizzando mano a mano delle vere e proprie barriere in policarbonato”.

Ad oggi, ha affermato, queste iniziative hanno sortito effetto perché casi di contagi non si sono verificati. “Ci siamo ovviamente attrezzati per il distanziamento a bordo, mettendo a disposizione circa una ventina di steward che hanno avuto il compito sia di controllare all’ingresso il quantitativo delle persone, sia a bordo di mantenere il distanziamento e l’uso della mascherina. In alcuni casi abbiamo avuto gente che si è rifiutata di indossare la mascherina all’intimazione e non abbiamo fatto altro che chiamare le forze dell’ordine, oltre che in qualche caso bloccare l’autobus”.

Un sistema, quello del Trasporto Pubblico Locale, che molto spesso viene indicato come l’anello debole della ripartenza scolastica. “Al tavolo di lavoro coordinato dai prefetti i soggetti in campo sono molti e questa modalità serve per fare in modo che si arrivi a trovare la soluzione migliore. E ad oggi chi è che ha messo un impegno, la cosiddetta fiche, sono state le aziende di trasporto pubblico”.

Con una ripartenza al 50% in presenza e il 50% di capienza il servizio sarebbe stato assicurato senza problemi, mentre con il 75% in presenza anche con i 9 privati che hanno risposto al bando pubblico la Steat non è in grado di portare i ragazzi tutti nello stesso orario. “C’è l’ipotesi dello scaglionamento degli orari che consentirebbe di portare tutti a scuola e in sicurezza, ma le scuole non ne vogliono sentire parlare. Il documento del prefetto, però, dice che si andrà con lo scaglionamento. Quindi, sentir dire che il problema della ripresa della scuola sono i trasporti mi sembra una cosa fuori luogo e da smentire, visto l’impegno profuso in termini di riorganizzazione aziendale, di aumento del personale e dei mezzi”.

E proprio l’esito di quella procedura di evidenza pubblica per il servizio ha certificato come la quota di 30 mezzi privati necessaria per garantire gli ingressi non scaglionati sia al momento irraggiungibile. “Abbiamo avuto a disposizione soltanto 9 pullman, con aziende da San Benedetto a Macerata, a fronte ad una necessità ben superiore. Nella regione, se anche requisissimo tutti i mezzi a disposizione, stiamo intorno ai 400, ma questi non ci sono. Altro problema è quello delle risorse: i privati ci dicono che se non fanno almeno 100 chilometri non mettono a disposizione il mezzo, quindi grazie alla Regione abbiamo aumentato il corrispettivo ma la risposta dall’evidenza pubblica è stata quella di un’offerta di soli 9 mezzi. E questo è un dato incontrovertibile”.

Un passaggio su cui Alessandrini si sofferma è la polemica sui disabili. “È vergognoso affermare che il disabile avrebbe difficoltà con lo scaglionamento. Ma sapete quanti automezzi di privati sono dotati di pedana nel nostro territorio? Ce ne sono 1, forse 2. Quindi, di cosa parliamo?”.

L’ACQUISTO DELL’AREA SANTA LUCIA

“Noi operiamo secondo la prospettiva”. È lapidario Alessandrini mentre spiega le operazioni in casa Steat. “Voglio ricordare che nel 2008 c’è stato l’ultimo aumento di capitale. Da oltre 10 anni questa azienda non chiede soldi ai soci, va avanti con le proprie forze e si è riorganizzata. I bilanci sono stati positivi di anno in anno. Ma il dato è che siamo un’azienda nata sottocapitalizzata e non patrimonializzata”.

All’epoca, ha ricordato, solo rappresentanti istituzionali come Offidani, Donzelli e Mochi operarono per questo impegno dell’allora Provincia di Ascoli. “Lo hanno fatto, e il ringrazio, a differenza dei sindaci tra cui quello della città capoluogo. Questo è agli atti. Avevano ricapitalizzato soltanto Monte Urano e Sant’Elpidio a Mare in ritardo, ma gli altri non versano dal 1999. Da lì siamo comunque ripartiti e la nostra prospettiva è stata sempre quella di avere le spalle più grosse”.

Nel corso dell’assemblea dei soci dello scorso giugno l’azienda si è presa l’impegno di fare bilanci trimestrali di cose fatte. “Oggi possiamo dire che il prossimo bilancio sarà positivo, nonostante tutto. Quindi, l’acquisto del deposito di Santa Lucia era l’obiettivo che ci siamo sempre dati. Per fare questo investimento pensavamo ad altro, ma le cose purtroppo non sono andate così. Noi abbiamo fatto le nostre valutazioni, come Cda, con i revisori dei conti e con i nostri tecnici, valutando tutti i pro e i contro, la sostenibilità dell’investimento e alla fine l’abbiamo fatto”.

E se si fosse optato per un nuovo deposito, stando ai preventivi pervenuti, la Steat avrebbe dovuto spendere tra i 2,5 e i 3 milioni di euro. “Se ci allontanassimo dal capolinea, nell’arco dei 6 chilometri andremo a spendere circa 300.000 euro all’anno di maggiori costi tra carburante e tempo del personale”.

La prelazione, quindi, è stata esercitata riuscendo ad autofinanziarsi, “pur essendo dovuti andare fuori dal Fermano a trovare i soldi”, ha ribadito Alessandrini. “Noi guardiamo al futuro, perché anche in fase di gara avere un deposito di proprietà è un elemento di maggior peso per i parametri di aggiudicazione. Voglio ringraziare il Cda in particolare per questa operazione: sono stati momenti non facili sia dal punto di vista emotivo e anche da quello morale, è un qualcosa che ci porteremo dentro negli anni, una medaglia che ci mettiamo da soli”.

Intanto nell’area sono partiti i lavori per il recupero dell’agibilità del capannone dei noleggi, mentre si sta ragionando sulla stazione e sull’ex direzione. “Stiamo cercando di capire se poter approfittare del sisma bonus all’80%, riconosciuto anche per immobili non destinati alla residenza, e per questo abbiamo dato l’incarico ad un ufficio tecnico per valutarne la fattibilità”.

La prospettiva è la ristrutturazione degli immobili per trasferire gli uffici. “Al piano terra dell’ex stazione è nostra intenzione ricavare una sala pubblica, un piccolo auditorium da utilizzare come Steat per assemblee e riunioni ma anche da mettere a disposizione del pubblico dietro richiesta”.

LA RIORGANIZZAZIONE AZIENDALE

Infine, la già citata riorganizzazione aziendale, con la scelta di sdoppiare la figura del direttore. L’avvocato Mario Pollicelli, proveniente dalla Contram di Camerino, sarà il direttore di esercizio (“Avrà un periodo di affiancamento con Rutolini” ha precisato il presidente), mentre dal primo aprile come direttore tecnico entrerà in servizio l’ingegner Alessandro Flori, proveniente dalla ConeroBus di Ancora. “Per la commissione esaminatrice abbiamo avuto il top a disposizione, a partire da Marcello Panettoni, già presidente di Astra nazionale e Atv Venezia, nonché consulente del Ministero dei Trasporti con il ministro Burlando, così come gli altri componenti, tutti direttori generali di aziende importanti”.

Nonostante la sostituzione di Rutolini e del responsabile del deposito officina, l’azienda avrà un saldo inferiore di circa 30.000 euro. Ma non è stato solo l’aspetto economico a dare una spinta verso questa soluzione. “Dal 2023 non saranno più finanziati autobus a gasolio, quindi si andrà verso l’elettrificazione del trasporto pubblico. Rimarrà una parte a metano, dove siamo attrezzati e ben forniti, ma il nostro impianto è vecchio di 15 anni e avrà bisogno di interventi. Quindi, ci servono figure che diano la massima garanzia e il massimo risultato, non possiamo sbagliare. Per questo da noi i concorsi sono severi: è sì una questione di correttezza ma anche di necessità. Il direttore generale seguirà la normale gestione, mentre il direttore specifico di officina e deposito si occuperà di tutta la parte tecnica e tecnologica. E c’è un’altra parte che andrebbe contabilizzata: per l’acquisto degli autobus ci rivolgiamo all’esterno, una spesa che in questo caso verrebbe meno perché faremo tutto in casa”. C’è anche la questione della bigliettazione elettronica che partirà tra poco. “Flori è uno dei componenti della commissione che ha aggiudicato quella gara – ha ricordato Rutolini – quindi una persona altamente competente”.

La Steat (“che non è in vendita”) si mostra perciò come un’azienda più forte, più solida, con un maggior grado di patrimonializzazione ed un allargamento della propria capacità tecnica. “Noi andiamo avanti orgogliosamente, senza escludere collaborazioni” ha concluso Alessandrini.

I SOCI

“Non posso che ringraziare il presidente Alessandrini, tutto il Cda e tutto il personale della Steat”. Così Moira Canigola, presidente di quella Provincia di Fermo che rappresenta l’84% societario. “Si tratta di un’azienda che ha al proprio interno forze molto valide ed è riuscita ad affrontare un anno estremamente complesso, che ha portato delle sfide importanti. Ma va ricordato anche quanto la Steat ha dato in termini di disponibilità al territorio”.

Il riferimento è ancora al tavolo coordinato dal prefetto. “Il trasporto pubblico è l’unico settore che ha dato una disponibilità totale per cercare soluzioni per arrivare al 75% dei ragazzi in presenza” ha evidenziato la presidente, per poi rimarcare due aspetti fondamentali: “Innanzitutto la Steat dimostra come un’azienda pubblica possa esercitare in attivo e in continuo rinnovamento. Il secondo punto è quanto sia importante che il capitale sia interamente pubblico e come questo si traduca in azioni di supporto per tutto il territorio”.

Per Paolo Calcinaro, sindaco di Fermo, le aziende di dimensione territoriale sono fatte di persone, legate alla volontà di far bene per vedere il proprio territorio crescere. “La Steat in questo si è distinta, a partire dal direttore Rutolini. Avere un bilancio positivo in questo anno non è facile, lo vedo con le nostre partecipate che hanno avuto dei riflessi dalla pandemia. Mi auguro di non rivedere più quei pullman quasi vuoti, perché significherebbe che si sta riprendendo una vita normale”.


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