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Il palleggio di Geriatria dal Murri
all’Inrca e viceversa, Vesprini:
“Ci auguriamo che si possa
tornare presto alla normalità”

FERMO - A ottobre 2019 passa dall’istituto all’ospedale, sulla base di un accordo a livello regionale. Ora è tornata alla sede dell’istituto, ma temporaneamente, per accogliere pazienti post acuti Covid. Questo prevede il piano pandemico
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di Federica Broglio

Il Covid sta mettendo a dura prova la riorganizzazione sanitaria. Reparti trasformati, rimodellati, smantellati, per dare spazio alle nuove patologie derivanti dalla pandemia che necessitano di isolamento, terapie intensive e percorsi protetti e separati. Per la direzione dell’Area Vasta 4 sta diventando un difficile gioco ad incastri come fosse un grande puzzle con tasselli variabili.

E’ successo per Cardiologia, smantellata per recuperare posti letto verso novembre, nel pieno dell’emergenza Covid della seconda ondata. Una volta riorganizzato il reparto, i casi di contagio e necessaria ospedalizzazione sono diminuiti e ciò ha lasciato spazio a studi medici ed aree relax per infermieri, ormai provati dagli sforzi conseguenti al duro lavoro in corsia, con turni stravolti e ferie bloccate. Come chiarito poi dal direttore dell’Area Vasta 4 Licio Livini, in quell’area se, come ci si augura, non sarà necessario attivare posti letto per la Rianimazione pulita, ossia no Covid, si avvierà un cantiere, come autorizzato dalla Regione,  per la seconda Rianimazione con 15 posti letto.

Ora però c’è chi segnala la situazione di Geriatria, reparto soggetto a continui rimbalzi e trasferimenti tra una struttura e l’altra. Era passata a ottobre dell’anno scorso dall’Inrca all’ospedale Murri, a seguito di un accordo tra le direzioni dell’istituto e dell’AV4, con il benestare della Regione, che prevedeva la trasformazione dell’Inrca in qualificato centro di “Cure intermedie” e il trasferimento anche di Reumatologia, Dermatologia e Riabilitazione all’ospedale di Fermo.

Geriatria, unica ad aver traslocato, era stato collocato al primo piano del nosocomio, in spazi riammodernati e adeguati, in un’area funzionale ed integrata rispetto ai più importanti percorsi diagnostici-assistenziali, in stretta connessione con le altre Unità Operative di Degenza e Servizi. L’operazione era stata pensata per rispondere con efficienza ed efficacia a casi clinici complessi, in sinergia con il Pronto Soccorso e tutta la rete di urgenza ed emergenza del territorio. Tempo un anno e la Geriatria torna alla destinazione originaria, ossia all’Inrca, ma non per accogliere le acuzie geriatriche, ma per i pazienti post acuti Covid.

Di fatto quindi non esiste più la Geratria, il Covid si è portato via anche questo reparto.

Andrea Vesprini

“E’ stata una disposizione regionale – tranquillizza Andrea Vesprini, prima dirigente in forze all’Area Vasta 4 e ora direttore sanitario Inrca ad Ancona – come prevede il piano pandemico, ma è una situazione temporanea. Non appena si placa l’emergenza tornerà al Murri”.

Un continuo ping pong riorganizzativo causato certamente da una situazione sanitaria non prevedibile e programmabile a lungo termine, ma che di fatto ha depauperato il territorio ed il suo ospedale provinciale di alcune eccellenze per patologie no Covid.

 Nel caso in cui fossero da ricoverare pazienti geriatrici, sarebbero dirottati in altri reparti dell’ospedale, come ad esempio Medicina, o in strutture convenzionate dove c’è disponibilità. Il punto è che si tratta di persone anziane, con patologie cardiovascolari o infettive, insufficienza renale acuta e cronica, patologie gastroenteriche, neoplasie, insufficienze vascolari, malattie metaboliche. Una casistica di casi clinici assai complessi e spesso gravi che necessitano di un intervento medico e sanitario quasi alla stregua di una Terapia sub intensiva. Serve quindi un’elevata specializzazione, che talvolta altri reparti “rimediati” non sono in grado di avere.

“Purtroppo non possiamo fare diversamente per ora, la riorganizzazione è continua ed è difficile fare previsioni. Siamo in sofferenza e gli operatori sanitari stanno facendo sforzi disumani – fa notare Vesprini -. Fortunatamente dal punto di vista occupazionale siamo in grado di implementare il personale qualora ci fosse la necessità, ma mi auguro che con il vaccino e con un comportamento più rispettoso delle regole da parte dei cittadini, il quadro pandemico possa migliorare e ridursi. Tutti noi ci auguriamo che la situazione torni alla normalità”.


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