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Taglio dei fondi all’Irsmlm,
Fermo Futura a Calcinaro:
“Esprima la sua contrarietà”

FERMO - Mozione dei consiglieri Sandro Vallasciani (primo firmatario), Pierluigi Malvatani, Paolo Nicolai del Pd, Renzo Interlenghi e Andrea Morroni di Fermo Futura
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Sandro Vallasciani

“Revoca del finanziamento da parte della giunta regionale all’istituto regionale per la Storia del Movimenti di Liberazione nelle Marche”, scatta la mozione dell’opposizione che chiede al sindaco Paolo Calcinaro di prendere posizione e di esprimere la sua contrarietà alla scelta dell’amministrazione Acquaroli.

I consiglieri comunali Sandro Vallasciani, Pierluigi Malvatani, Paolo Nicolai del Pd, Renzo Interlenghi e Andrea Morroni di Fermo Futura hanno infatti chiesto al sindaco e all’amministrazione comunale di “esprimere la contrarietà alla decisione presa dall’amministrazione regionale che rischia di compromettere il futuro del prestigioso Istituto Storico marchigiano, e di chiedere alla giunta regionale di reinserire il finanziamento al fine di sostenere l’eccellenza culturale rappresentata dall’Istituto.
L’Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nelle Marche – scrivono i consiglieri di Fermo Futura – è un moderno centro studi di storia contemporanea costituito ad Ancona nel 1970 e associato all’Istituto nazionale per la storia del movimento di liberazione in Italia. Lo stesso, ispirandosi agli ideali unitari dell’antifascismo e della Resistenza, si riconosce nei valori della Costituzione repubblicana, della democrazia, della pace e nel pluralismo culturale attraverso la propria attività si propone: la raccolta, la cura e la conservazione di documenti e di archivi, con particolare riguardo alle fonti e alle memorie di storia regionale e locale; la promozione e la divulgazione degli studi sulla storia contemporanea, valorizzando le ricerche locali; l’attività di formazione e di aggiornamento dei docenti, la collaborazione con le Università e gli altri enti di ricerca a livello regionale e nazionale. L’Irsmlm ha stipulato diverse convezioni tra le quali quella con la con la Provincia di Ancona per la cura e la gestione della Biblioteca provinciale “Rodolfo Mondolfo”, con la Cgil Marche, la Camera del lavoro di Ancona e la Cisl delle Marche, per la gestione dell’Archivio storico del Sindacato e con il Comune di Offagna per la gestione scientifica del Museo della Liberazione di Ancona. Per le proprie competenze, l’Irsmlm collabora con la Mediateca delle Marche per il progetto di catalogazione dei Beni audiovisivi regionali che darà il giusto risalto ai fondi tematici e alle collezioni possedute dall’Istituto sul Novecento che confluiranno nella banca regionale dati dei documenti video;
Dopo quasi mezzo secolo l’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione delle Marche si troverà per la prima volta senza contributo, nonostante una specifica legge Regionale che fin dal 1973 lo aveva fatto nascere, in quanto non saranno stanziati nel bilancio di previsione 2021-2023 della Regione per volontà della attuale Amministrazione di centrodestra, cancellando lo stanziamento di 70 mila euro già previsto per l’annualità 2021;
In sede di approvazione del Bilancio di Previsione della Regione Marche, è stato bocciato un emendamento, dalla maggioranza di centrodestra che ne prevedeva il reinserimento del contributo sia per il 2021 che per il 2022.  Ciò costituisce un grave atto di arroganza ideologica che mira a cancellare una delle istituzioni culturali più prestigiose della nostra regione. Scegliendo di non rifinanziare la legge che dal 1973 consente alle Marche di fruire di un’eccellenza riconosciuta sia a livello locale che nazionale, si priva il territorio di un’istituzione che nel corso dei decenni, attraverso studi e ricerche professionali, ha permesso di approfondire e divulgare la storia contemporanea della nostra regione nei suoi principali aspetti sociali, politici ed economici, contribuendo in tal modo a definire l’identità marchigiana”.
Con la decisione assunta dall’attuale governo regionale si rischierebbe di perdere un grande patrimonio bibliotecario e documentario di inestimabile valore composto da oltre 36 mila volumi, un’emeroteca con oltre 2 mila testate di periodici locali e nazionali, e un archivio storico composto da 1500 fascicoli appartenenti a fondi depositati o donati da privati cittadini, da enti e istituzioni pubbliche e private”.


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